La scuola in rosa del Cit Turin

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Le piccole Pulcine del Cit.
Le Pulcine della Scuola Calcio del Cit Turin.

Non ci saranno più in grembiuli rosa e azzurri a dividere maschi e femmine nelle aule di scuola, ma in materia di distinzione, il calcio ancora fatica a far coesistere due facce della stessa medaglia. Ci sono però alcune realtà che, pur nelle loro modeste ambizioni, riescono sempre a far strabuzzare gli occhi. Il buon lavoro del Cit Turin sul calcio femminile è cosa ormai nota a chi frequenta l’ambiente, ma per dar fede ai tanti elogi spesi nel corso della passata stagione, la prima veramente “rosa”, bisogna dimostrare di avere qualcosa che ancora manca nel settore: la continuità.

«Usciamo da un periodo difficile, ci siamo svegliati dall’oggi al domani con la metà delle ragazze in under 15 e addirittura due Pulcine in meno in rosa». Inizia così Daniele Martino, Responsabile della Scuola Calcio Femminile del Cit Turin. Inizia inquadrando al meglio su quanto sia difficile far passare il concetto di cui si è detto sopra, quella sconosciuta continuità, in un mondo selvaggio – in quanto a normative – qual è quello del calcio femminile. «Tra Torino e Juventus, ci hanno portato via quasi una squadra – aggiunge Martino – per fortuna che con l‘Open Day siamo riusciti a parare il colpo. Hanno creato il mito del professionismo e sfruttano questa leva per convincere le ragazze a cambiare squadra. Se non si mettono dei vincoli scritti, ho paura che il fair play non sia più abbastanza». Gancio destro e sinistro in un colpo solo, due scossoni che farebbero barcollare anche il più piazzato dei lottatori, ma che non smuovono il Cit Turin.

Con qualche ferita da leccare di troppo, la stagione è pronta a ripartire: «Continuano ad aggiungere campionati di prime squadre e juniores, ma spesso si scordano che tutto nasce dalla Scuola Calcio. Io vado fiero del nostro movimento, delle nostre bambine che faranno il campionato dei Misti, come delle cinque under 8 che ancora non faranno campionato perché non vogliono giocare con i maschi. Ne vado fiero perché è un terreno fertile sul quale si può parlare e respirare calcio in maniera differente. Le bambine mettono in campo tutte le capacità intellettive che dimostrano di avere anche a scuola, apprendono molto più in fretta» conclude Martino, che poi presenta Edoardo Fontana come allenatore della prossima stagione.

Un anno in più sul groppone per un progetto che sta facendo scuola, anche se non sempre nella maniera corretta. Come tutte le terre inesplorate, anche questa rischia di ridursi ad una banalissima corsa all’oro, in cui chi può cavalca l’onda e chi vorrebbe, invece, viene tagliato fuori. C’è ancora tempo per invertire la tendenza, senza il bisogno che qualcuno ne faccia le spese.