Nel calcio c’è ancora spazio per lo sport

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Torneo Fair Play Elite - Union Bussoleno Bruzolo

Nonostante il campionato primaverile non sia ancora iniziato la prima Green Card del 2019 è stata assegnata al piccolo tifoso gigliato Martino. Ma procediamo con ordine…

Domenica 13 si è disputato allo stadio Olimpico Grande Torino di Torino l’ottavo di finale di Coppa Italia tra i granata di Mazzarri e la Fiorentina. A passare ai quarti, come già si sa, sono stati i viola trascinati dalla doppietta del figlio d’arte Chiesa giunta a pochi minuti dal 90°.

C’è delusione tra le fila granata ma la Maratona riconosce lo sforzo dei propri beniamini e li saluta con un applauso. Tra tutti i tifosi granata, però, c’è un ragazzo che non può essere consolato, è il piccolo Davide (Davì) di 8 anni. Le lacrime del giovane torello vengono catturate dalla telecamere della Rai e la scena viene vista da un altrettanto giovanissimo tifoso viola, Martino di 6 anni, che, come ammette la mamma, stava guardando il match in tv insieme al nonno.

La scena colpisce il piccolo viola che non ci pensa sù due volte e scrive una lettera per tirare sù il morale al granata. “Mi dispiace che la tua squadra abbia perso, mi è dispiaciuto vederti piangere…” inizia così il messaggio di Martino che aggiunge: “…Ti vorrei dire che si vince e si perde e vorrei regalarti la figurina di Belotti…”. Il piccolo granata, dopo aver letto le parole di Martino, ha risposto: “La tua lettera mi ha consolato molto e Belotti è il mio giocatore preferito insieme a Sirigu e Modric…”

Questo piccolo e semplice gesto tiene ancora viva la speranza di chi continua a diffondere ed insegnare i valori dello sport nel mondo del calcio. Purtroppo, in quello che è lo sport nazionale prendono sempre più spazio degli episodi che con la cultura sportiva hanno ben poco a che fare. Si parla talmente tanto di stipendi dei calciatori e degli scontri tra “tifosi” che un gesto di sportività risulta come una notizia sensazionale quando invece dovrebbe essere la normalità. Una partita di calcio dovrebbe essere quel momento di distrazione dalla vita quotidiana nel quale ci tuffiamo per poco più di un’ora e mezza dove si gioisce e si soffre insieme a chi condivide la nostra stessa fede. Tutto quello che succede in campo dovrebbe rimanere lì, non uscire ed andare ad influire i rapporti sociali.

La speranza è sempre la stessa, che il calcio continui a trasmettere i sani valori dello sport e se a condurre tale trasmissione devono essere i bambini, lasciamoli fare e ascoltiamoli in silenzio.