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Stop Serie A femminile: Scudetto non assegnato e decisioni discutibili

Roma-Sassuolo

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Anche la Serie A femminile si ferma definitivamente. Il Consiglio Federale ha deciso nella serata dell' 8 giugno che il massimo campionato femminile non completerà questa stagione e le restanti sei giornate di campionato non saranno disputate. Una decisione che già era nell'aria dalla mattinata dopo la lettera aperta delle calciatrici di Serie A che sostanzialmente si dichiaravano contrarie alla possibilità dei playoff o playout 'o giocano tutte o non gioca nessuna' e denunciavano la diversità tra le varie società sulla gestione della ripresa degli allenamenti con molte giocatrici che non sono ancora tornate in campo. Sono state prese decisioni forte e in molti casi discutibili sulla conclusione della Serie A 2019/2020. Innanzitutto lo scudetto non è stato assegnato. Questo nonostante la Juventus avesse 9 punti di vantaggio su Fiorentina e Milan che però avrebbero dovuto disputare il recupero tra di loro. Per le bianconere sarebbe stato il terzo scudetto consecutivo in tre anni di storia. La squadra di Rita Guarino non potrà festeggiare nonostante le zero sconfitte e le 14 vittorie in 16 partite, il miglior attacco e la miglior difesa e Cristiana Girelli miglior marcatrice del torneo. I posti per l'Italia nella prossima Women's Champions League sono due ed il secondo è della Fiorentina. Le viola hanno gli stessi punti del Milan, ma qui è l'algoritmo ad entrare in gioco e a premiare le ragazze di Antonio Cincotta a discapito delle rossonere di Maurizio Ganz. Retrocesse infine Tavagnacco ed Orobica. Se per quest'ultima era quasi una formalità visto l'unico punto racimolato in questa stagione, per le friulane si tratta di una vera e propria beffa visto che al 90° dell'ultima partita disputata sarebbero state salve, eccetto poi farsi pareggiare allo scadere dall'Empoli Ladies e rimanere al penultimo posto. Il Tavagnacco scende così in Serie B dopo ben 19 anni, era l'unico club capace di resistere all'ondata delle professioniste. Salgono in Serie A il Napoli, con il portiere torinese Federica Russo e il San Marino Academy della bomber Raffaella Barbieri, anche lei natia del capoluogo sabaudo. Queste ultime due decisioni appaiono invece giuste visto che il Napoli era primo ed il San Marino terzo dietro alla Lazio ma con una partita in meno e con diversi calcoli statistici sarebbe comunque stato secondo se non primo in alcuni casi. Era però proprio necessario far scendere il Tavagnacco? L'unica squadra che faceva da collante degli ultimi due decenni di Serie A? Era una scelta davvero così difficile allargare il campionato a più squadre visto che le 12 attuali non rappresentano un numero appetibile nemmeno per le tv? Il calcio femminile oggi più che mai pare lontano da quel professionismo tanto citato negli ultimi anni. Dalla finale negata alle azzurre nell' Algarve Cup a queste decisioni sulla Serie A, il calcio femminile è ancora considerato uno sport minore in Italia
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