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Affari di famiglia: Caivano & Sons, Chieri e granata nelle vene

mondovì
Squadra che vai, famiglia che trovi. Questa volta si parla di Chieri 1955, dove tra gli Esordienti 2009 militano i gemelli Caivano, seguiti dal papà-dirigente Vincenzo. Ormai in società da 6 anni, Vincenzo è anche dirigente della prima squadra azzurra, dove aiuta da volontario il magazziniere. Classe '72, da sempre appassionato di pallone, è arrivato a giocare in Prima Categoria con Fontanetto e San Giorgio. Dopo una prima esperienza da allenatore proprio al Fontanetto (dove si è occupato degli '87 e degli '89), si è poi legato al Chieri dove i suoi due figli giocano da ormai cinque anni.  


Papà Vincenzo due anni fa al Pulcino di Pasqua vinto dal Chieri

«Sono due bambini speciali - racconta - fanno sempre gruppo, sono bravi a coinvolgere anche i nuovi arrivati in squadra. Devo dire che tutto il gruppo del Chieri 2009 è molto unito. Sono trenta bambini che anche in questo periodo sono sempre in contatto, si trovano spesso anche su Fortnite. Leonardo e Lorenzo hanno la fortuna di essere sempre insieme e questo ha aiutato anche durante il primo lockdown. Anche a scuola sono ben voluti da tutti ed è stato un peccato che con l'inizio della prima media si siano dovuti dividere». Il calcio è per loro un grandissimo divertimento, come spiega l'istruttore Gianluca Gioda: «Sono una bellissima realtà. Hanno tanta fame di pallone e voglia di giocare. Quando ci riuniamo su Zoom per gli allenamenti a distanza loro si presentano sempre col pallone in mano!». Dal punto di vista tecnico, Gioda racconta di come i gemelli siano due lottatori che mettono in campo un atteggiamento già quasi agonistico, entrambi dotati di un'intensità innata. Lorenzo gioca più da laterale mentre Leonardo fa il centrale difensivo oppure il centrocampista di rottura davanti alla difesa. «Si sono inseriti perfettamente nella nuova categoria - spiega ancora l'istruttore - sono due ragazzi estroversi, molto educati e con la voglia di imparare. L'unico problema per me è riuscire a distinguerli perché sono veramente due gocce d'acqua. L'unico modo per non sbagliare è fare attenzione al piccolo neo che ha Leonardo sulla fronte!».


Leo e Lollo: riuscite a distinguerli?

I due sono al Chieri da quando avevano soli sei anni e in queste prime stagioni da piccoli calciatori si sono già tolti delle ottime soddisfazioni: «Sono stati fortunati ad avere degli ottimi mister - dice papà Vincenzo - prima Piero Ciletta, poi Stefano Cherubin (con il quale hanno vinto per due volte di fila il Pulcino di Pasqua. Prima società nella storia a riuscirci, così come a battere le professionistiche nel torneo a Mondovì) e ora Gianluca Gioda che è molto preparato».


Con l'istruttore Cherubin

Entrambi tifosi sfegatati del Toro, i gemelli hanno come idolo per eccellenza Andrea Belotti, la cui famosissima esultanza da "Gallo" è stata anche riprodotta da Leonardo, specialmente in un'occasione che papà Vincenzo ricorda con grande orgoglio: "Durante una partita col Lucento, eravamo sullo 0-0, Leonardo fece partire un tiro incredibile da centrocampo che si infilò sotto l'incrocio. Fu la prima volta che davvero anch'io esplosi e mi venne spontaneo correre ad abbracciarlo in campo. Fu un gol speciale che mi fece quasi commuovere. Un momento che mi fece capire quanto sia bello avere dei figli e vederli veramente pazzi di gioia". Oltre ai colori granata, a far sognare Leonardo e Lorenzo c'è ovviamente l'azzurro del Chieri, tanto che anche i giocatori della prima squadra sono per i due gemelli altri idoli ed esempi dai quali trarre ispirazione. L'augurio finale è che un giorno possano entrambi vestire proprio quella maglia e chissà, magari anche quella gloriosa del Toro!

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