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Affari di famiglia: il Settimo dei Biestro, juventini dalla storia Viola

Luca e Daniel Biestro, Settimo 2009

Luca e Daniel Biestro, Settimo 2009

Dopo aver raccontato anche di nonni e gemelli, è la volta di un padre e di un figlio con una storia ormai di lungo corso nella società di appartenenza. Il difensore del Settimo 2009, Daniel Biestro, ha infatti indossato per la prima volta la maglia viola quando aveva nemmeno 5 anni e, nonostante oggi ne abbia solamente 11, può già quasi considerarsi un veterano dello sport che tutti amiamo. Dopo una prima esperienza in quella che si chiamava J-Stars, Daniel ha fatto tutta la trafila nella società del presidente Emiddio Ursillo. «Sin dai Primi Calci siamo stati molto fortunati ad aver incontrato sempre istruttori preparatissimi e che sono anche ottime persone - spiega il papà e dirigente Luca - A partire da Elio Ossino, oggi Responsabile della Scuola Calcio, passando per Franco Albanese, Donatello Gasparini, Michele Putignano e ora Antonio Coduti, abbiamo sempre avuto a che fare con gente di alta qualità. Antonio è poi anche un mio amico che frequento fuori dal campo. Ha secondo me le giuste vedute dal punto di vista calcistico, sa che la prestazione viene sempre prima del risultato, specialmente a livello di Scuola Calcio. Io stesso sono molto più contento quando vedo i ragazzi giocare bene facendo girare la palla, perché so che si stanno divertendo. Non mi piace assistere a certe gare di qualche categoria superiore dove la palla viene lanciata da una parte all'altra del campo col solo obbiettivo di difendere un risultato».

Luca e Daniel Biestro sempre insieme
Luca e Daniel Biestro sempre insieme

  Seppur per pochi anni, anche papà Luca ha fatto la sua esperienza da calciatore quando era ragazzo: «Da quando ero piccolo ho giocato nell'altra squadra di Settimo torinese, la Pro Eureka. Ho però smesso a 14 anni perché ho dovuto iniziare a lavorare molto presto. La mia speranza è infatti che mio figlio Daniel possa continuare più a lungo e coronare i suoi sogni». Tifoso della Juve, molto più sfegatato del padre, Daniel viene impiegato solitamente come difensore, centrale o esterno, sia a destra che a sinistra, a seconda delle esigenze. Bravo con entrambi i piedi, per tenacia e concentrazione può ricordare Chiellini ma i suoi dioli sono altri due: Sergio Ramos del Real Madrid e De Ligt della sua Juventus. «Daniel è talmente fissato con la Juve che già da più piccolo, quando ad esempio Elio Ossino che è tifoso del Milan gli prometteva dei regali in cambio di un 'forza Milan!', lui si rifiutava assolutamente di accontentarlo» - racconta ancora Luca. «Bambino molto socievole, simpatico e che si fa sempre voler bene da tutti - tanto da esser già stato invitato a tutti i compleanni anche dei nuovi compagni di squadra provenienti dal gruppo del San Mauro - Daniel, oltre al calcio, coltiva un'altra passione comune a molti e che, specialmente in questo periodo in cui siamo purtroppo quasi sempre in casa, va per la maggiore: Fortnite (oltre ovviamente ai vari PES e FIFA). Sebbene sia anche io un accanito gamer, gli auguro di poter tonare presto ad alternare il videogioco a quello sul campo!».  


Un Daniel che cresce a vista d'occhio!

 

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