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L'ottimo Palio e una grande duttilità: il Vanchiglia 2009 di Massimo Ciano

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Che cosa può tenerti a contatto col campo da gioco nonostante la tua esperienza a livello agonistico sia stata breve? Senza dubbio la passione, quella che per la carriera dell'istruttore del Vanchiglia 2009, Massimo Ciano, ha sempre fatto la differenza. A dirla tutta però, dopo gli anni dell'adolescenza nel Cit Turin (allora Luciano Domenico) e la lunga attività a livello amatoriale nei campionati CSI, c'è un altro elemento che ha rappresentato una svolta nella vita calcistica di Ciano: la nascita del figlio. Se infatti l'amore di Massimo per il calcio è sempre stato grande, con l'arrivo di Daniele nel 2001 e le sue prime corse con il pallone ai piedi è andato ancora crescendo. É proprio seguendo il figlio all' Orione Vallette che, nel 2011, incomincia l'avventura di Ciano prima da dirigente e successivamente da istruttore con gli Esordienti Misti e poi con i Pulcini 2005.  


Massimo Ciano con il figlio Daniele

  Subito buoni risultati con i verdi e poi il passaggio al Lesna Gold, ancora al seguito del figlio Daniele. Dopo due stagioni con i 2005, l'esperienza, anche questa biennale, alla guida dei Primi Calci crociati. Lo scorso anno l'approdo al Vanchiglia, per la prima volta lontano dal figlio, rimasto al Lesna e tutt'ora giocatore della Juniores. Ad avere un ruolo importante nella scelta di Massimo, la presenza in società dell'RSC Marco Spadafora: «Ci eravamo conosciuti ai tempi dell'Orione e sotto la sua spinta ho preso anche il patentino FIGC per la Scuola Calcio. Devo dire che mi sono sempre lasciato bene rimanendo in buoni contatti con tutte le società ma qui al Vanchiglia ci si sente come in famiglia». Un percorso in crescendo quello alla guida dei 2009 granata, ereditati dopo un campionato chiuso senza punti che aveva lasciato il morale un po' a terra. Un nuovo metodo di lavoro incentrato maggiormente sulla tecnica individuale e miglioramenti che si sono visti nell'immediato: girone di ferro con Juve, Toro e Alpignano finito a pari punti (8) con i biancazzurri e vittoria nel torneo natalizio tenutosi al Don Bosco Rivoli. Col 2020 l'arrivo della pandemia che ha fermato solo momentaneamente la crescita dei ragazzi, capaci di presentarsi in ottimo stato all'inizio di quest'ultima stagione e di raggiungere il girone finale del Palio di Torino, arrivando così super motivati al campionato invernale (che era anche iniziato bene con un pareggio e una vittoria). Il nuovo stop forzato è stato, come per tutti, una grande sfortuna ma quantomeno con la recente ripresa degli allenamenti individuali il gruppo è potuto tornare ad aggregarsi. «Siamo una squadra fisicamente ben messa e un nostro punto di forza è l'intercambiabilità: quando manca qualcuno si riesce sempre a sopperire bene alle assenze grazie alla duttilità dei ragazzi. Dico sempre che il loro obbiettivo non deve essere la vittoria ma crearsi la possibilità di giocare con continuità una volta entrati nel settore giovanile, perché arrivati nel calcio a 11 una società importante come il Vanchiglia non può più aspettare nessuno». Ecco i 17 ragazzi granata e un messaggio da parte del mister: Andrea Impiccichè: portiere che vive la partita senza alcun tipo di paura. Un Kamikaze! Matteo Toro: esterno veloce al quale piace molto spingere. Ha anche il vizio del gol. Filippo Allara: difensore insuperabile perché ha sia fisico che corsa. Aleksander Polito: altro difensore. Ha grandi capacità tattiche, bravissimo sull'anticipo perché legge sempre bene l'azione. Gaetano Polito: esterno destro alto fratello gemello di Alek. Tra i due c'è il giusto spirito di competizione che li aiuta a migliorarsi. Christian D'Assisti: terzino destro di forza e velocità elevate. Un motore inesauribile! Gabriele D'Anghela: jolly multifunzionale che nasce regista di centrocampo ma all'occorrenza fa l'esterno alto e anche basso. Manuel Mazzarotto: attaccante veloce capace di gol pazzeschi. Molto battagliero ma sempre sorridente e con la gioia di vivere. Simone Lino: centrocampista centrale dal buon fisico e cecchino sulle punizioni con il suo mancino. Mattia Rigat:  altro jolly che nasce esterno destro. Ha piedi raffinati e manda spesso in porta i compagni. Anche da difensore si disimpegna molto bene grazie alla sua corsa. Alberto Fracchia: esterno attento e diligente che è migliorato molto negli ultimi mesi. Mattia Paparella: bomber rapace da area piccola che sta imparando anche a giocare con i compagni alzando più spesso la testa. Giuseppe Clemente: "The Wall". Centrocampista centrale già richiesto anche dei 2008. Non bisogna caricarlo troppo perché già di suo è un lottatore che non tira mai indietro la gamba! Francesco Fragale: l'attaccante con il quale tutti vogliono far coppia. Seconda punta veloce e altruista, partner perfetto di qualunque centravanti. Alessio Serra: esterno veloce sempre in grado di regalare buoni tocchi. Paolo Mancuso: esterno sinistro che è una continua spina nel fianco degli avversari. Rayan Bouguedra: un "gigante buono" ma meglio non farlo arrabbiare perché sa farsi rispettare. Sempre il primo a gettarsi sulle palle alte e sui corner sa fare la differenza.  


Con la maglia da trasferta

       

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