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Dal maestro Pallavicini a due figli d'arte: la CBS 2009 di Giovanni Venere

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CBS 2009 Venere

Giovanni Venere, istruttore degli Esordienti 2009 della CBS, è tra coloro che hanno recentemente conseguito la licenza UEFA C, un'ottima occasione per conoscere meglio lui e il gruppo di diavoletti rossoneri che guida da ormai due anni. Classe '92 cresciuto come giocatore tra diverse società torinesi - tra le quali il Centrocampo con cui ha raggiunto la Prima Categoria - Venere si è dovuto allontanare presto dall'agonismo per esigenze lavorative. Nonostante la brillante carriera professionale - attualmente è responsabile marketing di una società torinese che realizza prodotti per acconciatori- ha comunque sempre trovato tempo da dedicare al calcio, partecipando ai campionati amatoriali C.S.I. e togliendosi anche la soddisfazione di vincerne molti. L'occasione per fare esperienza in panchina arriva nel 2015: « È iniziato tutto un po' per sfida. Mi ha chiamato un amico per un posto al Real Salus e mi sono ritrovato a fare da secondo a un maestro come Giuseppe Pallavicini, campione d'Italia col Torino nel '76. Abbiamo seguito gli Esordienti 2004 di quella che è una società storica torinese ma che oggi non può contare su un bacino d'utenza particolarmente ampio» - racconta Venere. Dopo una stagione al River Mosso, nel quale comincia a prendere dimestichezza con l'annata 2009, Venere passa poi al Settimo, dove racconta di aver lasciato un pezzo di cuore: « Ho trovato un ambiente familiare in cui è sempre andato veramente tutto alla grande. Lì ho guidato i classe 2012 e sono orgoglioso del lavoro fatto perché del gruppo di sette bambini che ho avuto, ora quattro giocano al Toro e tre alla Juve, per cui posso dire di aver fatto in pieno il mio dovere».  


Ai tempi del River Mosso

  Che questo giovane istruttore abbia talento per il ruolo che ricopre, lo si evince anche dalle tante soddisfazioni che si è già tolto con la sua attuale squadra, la CBS: «Anche qui mi sento come in famiglia. Credo di non sbagliare se dico che società come la CBS non ce ne sono. Umiltà, educazione e cortesia sono le parole d'ordine qui. Lo si vede quotidianamente: penso che altrove sia quasi impossibile vedere un presidente che aggiusta le porte o fa lavori del genere! Finché non mi cacciano io da qua non me ne vado!». «Purtroppo non ho potuto fare un lavoro continuativo con il mio gruppo» - prosegue Venere. «Proprio quando i ragazzi stavano apprendendo appieno i miei insegnamenti, siamo stati bloccati. Avevamo iniziato molto bene anche quest'anno battendo Settimo e Accademia Torino che sono due ottime squadre. Risultati frutto dell'ottimo lavoro che abbiamo sempre fatto in allenamento». Alla base del successo, oltre alle ottime capacità tecniche, dei ragazzi che stavano sempre più diventando una vera e propria squadra: «I miei sono un gruppo di amici» - spiega mister Venere. «Una volta sono rimasto davvero colpito dal fatto che tutti si chiamavano "frate". Ho detto: 'ma come fate a capirvi se vi chiamate tutti nello stesso modo?'. Eppure loro si trovano anche così, e proprio in quell'occasione ho capito che siamo diventati una vera squadra. Me ne accorgo anche quando, grazie ai video che gira il nostro dirigente Roberto Iannacone, posso rivedere certi gol che facciamo: basta guardare come esultano tutti e l'umiltà che mettono nel dare l'anima per la squadra. Poi abbiamo un carattere incredibile, siamo capaci di ribaltare partite che sembrano perse, infatti il pres Renzo Zecchi mi ha detto che non viene più a vederci se no rischia un attacco di cuore (scherza, ndr)».  


A San Siro

  Come ricordato in apertura, giusto una settimana fa Venere ha conseguito la licenza UEFA C, un valore aggiunto al quale l'istruttore della CBS dà grande importanza: «Voglio dire 'chapeau' alla Federazione perché sono convinto che certe nozioni che danno i corsi non si apprendono semplicemente con l'esperienza di campo. È chiaro che poi bisogna stare in panchina per crescere però è troppo importante documentarsi e aggiornarsi sempre anche per interfacciarsi coi colleghi e parlare di aspetti tecnici. Devo dire che comunque anche gli incontri mensili col Milan che ci segue in CBS sono importantissimi perché passano certi concetti che poi si rivedono nella stessa prima squadra rossonera, ultimamente molto attenta a lavorare dal basso puntando sui giovani». Passiamo ora a conoscere uno per uno i 15 diavoletti 2009: Federico Conca: portiere molto applicato e cresciuto vertiginosamente. Si è perfettamente calato nel ruolo e prima dello stop aveva fatto vedere di essere molto in forma. Ama giocare coi piedi ed essere il difensore aggiunto della squadra. Un perfetto numero 1 moderno. Matteo Putaro: il para-rigori che ha regalato tante gioie e due tornei con le sue parate dei tiri dal dischetto. Un gatto agile ed esplosivo al quale si fa gol con molta fatica. Sergio Rulfi: "the Wall", il muro. Classico giocatore che tutti vorrebbero per l'allegria che porta nel gruppo e la capacità di fare da collante tra tutti i singoli. Lo si può mettere ovunque ma quest'anno ha iniziato stabilmente da difensore perché ha una grinta incredibile: «Ogni partita devo gridargli "no fallo no fallo" (ride, ndr)» - racconta il mister. Peter Mollo: le squadre avversarie lo invidiano per la straordinaria carica esplosiva che riesce a esprimere. È una forza della natura. Un mastino con grande visione di gioco e capacità di recuperare sempre gli errori. Edoardo Trezza: arrivato quest'anno, ha forza e una visione di gioco assurda. Impressionante per la sua velocità, si è ben integrato nel gruppo. Una fortuna averlo in squadra. Lorenzo Iannacone: col tempo ha trovato la tranquillità per esprimersi al meglio. È un giocatore completo che può far bene in tutte le posizioni. Un jolly multifunzionale utilissimo per il mister. Gioele Lapegna: è arrivato un po' demotivato ma in pochi mesi ha recuperato grande determinazione e alla CBS ha trovato l'ambiente giusto per crescere nel migliore dei modi. Alessandro Milanetto: uno dei due figli d'arte della squadra. Il padre Omar, originario di Venaria, ha infatti giocato per tanti anni ad alti livelli da centrocampista e in particolare nel Genoa di Gasperini. Alessandro è invece una freccia che al mister ricorda Douglas Costa per la rapidità e uno sprint che a Torino pochi hanno. Qualità con le quali riesce a mettere in difficoltà chiunque. Matteo Bunjaj: perno del centrocampo. È l'uomo che fa girare la squadra, il classico collante tra difesa e attacco. Ha anche fiuto del gol. Altre piazze lo richiedono a gran voce ma lui ha sposato la filosofia CBS. David Lee Buffon: l'altro figlio d'arte. Il papà è un portiere discretamente famoso mentre lui ha scelto che vuole spaccare le porte avversarie. Attaccante che promette molto bene, un van Basten mancino che ha tutto per sfondare come il padre. Kevin Mataj: il mister lo conosce addirittura dai tempi del Salus. Fantasista vero che rappresenta perfettamente il ruolo di numero 10. Ogni domenica delizia il pubblico con giocate e gol fuori dal comune. Riccardo Flamini: mancino molto importante che è cresciuto tantissimo anche fisicamente e dopo un periodo di ambientamento si sta guadagnando alla grande la fiducia del mister. Roberto Blanco: tra i migliori per grinta e capacità tecniche. Un giocatore che quando decide di dare il massimo sa sempre fare la differenza. Jacopo Pellegrino: tuttofare che si mette sempre a disposizione ed è un esempio per tutti per l'impegno che mette in ogni singolo esercizio. Mattia Lazzarone: un altro neo-arrivato. Un "angioletto vestito da diavoletto" perché ha capelli biondi lunghi e boccolosi. In campo completa la sua trasformazione grazie a una grinta e una tenacia uniche. E per finire, l'audio-messaggio di mister Venere per i suoi ragazzi e le loro famiglie!

             
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