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L'istruttore-bomber Rindone e la playlist degli Esordienti dello Junior Torrazza

J. Torrazza Eso 2008 misti
Il calcio è da sempre il miglior amico di Giancarlo Rindone, allenatore degli Esordienti Misti 2008 dello Junior Torrazza. L'istruttore, infatti, è cresciuto a pane e calcio, provenendo da una famiglia di calciatori: il fratello ha giocato a livello professionistico e ha indossato le casacche di Catania e Torino. Quanto a Giancarlo, che è stato una punta col vizio del gol, ha militato in diverse squadre: Borgaro, Caluso, Tonenghese (trascinata dalla Seconda Categoria alla Promozione e mettendo a segno ben 254 gol in 10 anni), Cavaglià, Lucento, Crescentino, Chivasso. Durante il periodo di permanenza a Caluso, Giancarlo subì un grave infortunio con la rottura del crociato, e per non stare con le mani in mano si diede da fare per conseguire il patentino da allenatore. La prima squadra che ha allenato è stata una piccola realtà di Pulcini di Caluso, poi nel campionato 1995-1996 si è spostato sulla panchina dei Pulcini del Toro e poi al Real Canavese, nelle Juniores Regionali, condotto fino in finale. Nel 2014 Giancarlo Rindone si è trasferito a Livorno Ferraris in qualità di calciatore, ma durante l’ultima giornata la società: « Aveva esonerato l’allenatore, reduce da quattro sconfitte consecutive, e chiese a me di traghettare la squadra ai play-off. Riuscimmo a vincere». Ora, alla guida degli Esordienti del Torrazza, il tecnico rivela « mi trovo estremamente bene, si tratta di una società calorosa e familiare. Adoro lavorare coi bambini, perché si possono scoprire acerbi talenti che non attendono altro che essere “innaffiati” e cresciuti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto umano. Devono crescere prima come Uomini, imparando a rispettare se stessi, i compagni, gli avversari e tutti coloro che si adoperano per aiutarli a crescere calcisticamente. Desidero che imparino a convivere nello spogliatoio e a fare gruppo». Con l’epidemia del Covid-19 la squadra ha avuto pochissimo tempo per conoscersi e imparare a stare sul campo, appena due mesi, ma nonostante questo Rindone ha potuto «notare un costante e crescente impegno da parte di tutti. Una cosa che mi ha molto colpito e che naturalmente apprezzo è che agli allenamenti sono quasi sempre tutti presenti, il che significa che i bambini si divertono e stanno bene. Mi riempie d’orgoglio, altrimenti troverebbero delle scuse per non essere presenti, no?[ride]». Andiamo a conoscerli, allora! «All’inizio della stagione avevamo iniziato la nostra avventura senza il portiere. Col passare del tempo due ragazzi si sono fatti avanti, proponendosi d’indossare i guanti e schierarsi tra i pali, e si sono rivelate due grandi sorprese, facendo dei progressi incredibili considerando che si tratta di un nuovo ruolo per entrambi: hanno quindi tutta la mia ammirazione sia Loris Clim che Alberto BiroccoMaxim Pidghirni: È una forza della natura in difesa, sia mentalmente che fisicamente. Non molla mai, è un vero trascinatore. Giacomo Careggio: Affettuosamente lo chiamo “il mio cinghialotto”, perché essendo molto bravo non si ferma mai e non si tira indietro dai contrasti e dagli interventi difensivi da fare. Michael Simonini: L’ho soprannominato con affetto “l’animale”, perché proprio come Giacomo è sempre reattivo e coraggioso. Tatticamente è molto promettente. Sono molto soddisfatto di tutto l’apparato difensivo della squadra, dal momento che si mostrano tutti protettivi nei confronti del portiere (che, ricordo, è nuovo a questo ruolo) e fanno il possibile per disinnescare la minaccia dell’attacco avversario. Tommaso Massaglia: È altissimo, molto introverso. In campo dà il 110% ed è molto forte sia tecnicamente che fisicamente. Fa davvero la differenza. Riccardo Margiotta: È un piccolo prodigio, un mancino letale. Ha tutte le caratteristiche calcistiche che si possano desiderare da un giocatore. Lorenzo Cozza: È un 2009, promettente tatticamente anche se, a volte, un tantino insicuro e timoroso. Diciamo che si tratta di un velocista invece che di un maratoneta! Paolo Fois: Molto possente a livello fisico, anche se deve lavorare un po’ sulla costanza. Lo chiamo affettuosamente “il bambino triste”, perché sorride poco, ma ci stiamo lavorando tutti insieme! [ride] Vincenzo Taverna: È la nostra punta di diamante. Ha estro, fantasia, visione di gioco…tutto!

Giancarlo Rindone, Junior Torrazza
Giancarlo Rindone, Junior Torrazza

Una volta a settimana la società si collega su Zoom per delle videochiamate collettive, impreziosite non solo dalla simpatia di Giancarlo, ma anche da sfide calcistiche che spronano i bambini a continuare ad allenarsi: «Qualche settimana fa ho lanciato la sfida a chi riusciva a fare il numero maggiore di palleggi. I bambini avevano una settimana di tempo per prepararsi, e poi inviavano a me i video delle loro prodezze, aspettando che decretassi il vincitore; per quella sfida avevo messo in palio una cassa Bluetooth, e se l’è aggiudicata Tommaso Massaglia. La seconda sfida che ho proposto è chi riuscisse a fare più palleggi con la testa, mettendo come premio in palio delle cuffie Bluetooth. A vincere, stavolta, è stato Giacomo Careggio. Ovviamente questi premi andranno “condivisi” col resto della squadra, e non appena sarà possibile tornare ad allenarsi e giocare in sicurezza, farò scegliere a ciascuno di loro una canzone, creeremo una playlist e useremo le nuove casse di Tommaso per ascoltarla tutti insieme!» Insomma, con Giancarlo Rindone non ci si annoia mai e non si abbassa la guardia. Speriamo tutti che possano presto creare quella playlist e usarla per caricare moralmente la squadra e tornare a fare faville in campo!

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