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Giornata della Memoria, una ragazza partigiana per sempre legata ai colori del Cit Turin

La società di corso Ferrucci intitola la Scuola calcio femminile a Liberina Lucca, uccisa dai fascisti nel 1945

cit turin

Le giovani ragazze del Cit Turin che a inizio stagione si sono anche giocato in titolo nazionale della Danone Cup

Il Cit Turin è da sempre la società torinese che ha più a cuore l'importanza della Memoria. Memoria con la "M" maiuscola perché è quella che si distingue dal semplice ricordo di ogni singolo individuo per arrivare invece a incastonarsi nell'immaginario collettivo di tutta la comunità cittadina e non solo.

Già accostata indissolubilmente alla figura del bambino partigiano Luciano Domenico - del quale il Cit Turin LDE porta nel suo stesso nome le iniziali  (la E si deve invece al Gruppo sportivo Esedra costituito da Alessandro Piccione nel 1960 in piazza Benefica) - il Presidente Angelo Frau ha scelto questo 27 gennaio, data in cui ricorre la Giornata della Memoria, per legare a doppio filo la storia della propria società all'antifascismo.

La Scuola calcio femminile rossoverde è stata infatti intitolata a Liberina Lucca, ragazza partigiana assassinata dai fascisti il 27 aprile 1945, nel contesto delle tragiche vicende della guerra civile italiana scoppiata dopo l'occupazione del nostro paese da parte dei nazisti tedeschi.

Una storia che accomuna tante donne e ragazze che con coraggio hanno voluto fare la propria parte nella lotta per la libertà ma che per la sua inerenza al contesto torinese e piemontese merita di essere conosciuta più nei dettagli, così raccontati sul sito ufficiale dello stesso Cit Turin:

«Libera Laura Lucca, della Liberina, nacque a Torino nel 1910, modista di professione risiedeva in via Tiziano 25, ma durante la guerra fu sfollata a Castelnuovo Nigra. Da lì cominciò il suo importante ruolo di staffetta partigiana per mettere in comunicazione le bande canavesane alla città. Di particolare importanza il collegamento che permise tra il punto nevralgico della lotta al fascismo, nonché sede clandestina dei socialisti, l’albergo Canelli di via San Dalmazzo a Torino e i distaccamenti della 3ᵃ Brigata Matteotti operante in Valle Sacra e in Val Soana.

La partigiana Liberina Lucca

Liberina, nell’albergo Canelli, era direttamente in contatto con il comandante della Brigata Matteotti e futuro Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Da quel punto prendeva materiale di propaganda, il giornale Avanti e informazioni politico-militari da riferire ai distaccamenti nelle valli. Prendeva la Canavesana fino a Cuorgnè, Castellamonte o Pont e da lì a piedi fino ai distaccamenti.

Dopo una riunione tenutasi nell’albergo Canelli il 27 aprile 1945, nonostante in strada si udissero continui spari da arma da fuoco, Liberina volle lo stesso uscire ed affrontare il solito tragitto per portare alcune informazioni importanti. Non appena si affacciò fuori dal portone di via San Dalmazzo però, fu colpita da un cecchino fascista».

La targa in memoria di Liberina Lucca all'entrata dell'albergo Canelli in via San Dalmazzo
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