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Giovanni Signorino: passione a 360° per il calcio e per il suo Vigone 2008

I 2008 del Vigone di Giovanni Signorino

I 2008 del Vigone di Giovanni Signorino

Il calcio è sempre stato presente nella famiglia di Giovanni Signorino. Suo papà Antonino Signorino era un portiere e lui ne ha ereditato la passione seguendo le sue orme. Oggi è allenatore dei 2008 del Vigone. «Ho iniziato a giocare a calcio abbastanza grande, a 14 anni, nelle Giovanili del Candiolo. Il calcio però ha sempre fatto parte della mia vita, è una vera e propria passione a 360°. Mio papà ha giocato a calcio per tanti anni come portiere, militando nell' Eccellenza con il Santena. Io l'ho sempre seguito e poi sono diventato portiere anche io. A Candiolo sono stato per 2 anni, poi sono passato al Victoria Ivest e al Chisola. Dopo questi anni, con mio papà come allenatore, abbiamo messo su una squadra di calcio a Garino, dove giocavamo in UISP. Dopo la fusione tra il Garino e il Club Napoli ho giocato ancora in Seconda e Terza Categoria e dopo un paio d'anni ho smesso. Non ho abbandonato il calcio però. Insieme ad un gruppo di amici abbiamo fondato l' Old Athletics, una squadra di calcetto, e ho cominciato ad allenare». Giovanni Signorino inizia ad allenare nella squadra della sua città, Carignano: «La prima squadra che ho seguito è stata la mista 2001/2002 del Carignano, con cui ho partecipato al campionato CSI. In seguito ho preso il gruppo del 1999/2000. Per un paio di anni mi sono fermato perché ho deciso di seguire i miei figli entrambi calciatori. Ho poi ripreso ad allenare con gli Allievi fascia b 2003 sempre a Carignano. Quando i miei figli hanno cominciato a giocare in Prima Squadra al Vigone mi è stato chiesto di allenare lì, così a settembre ho preso i 2008. Purtroppo siamo riusciti a giocare insieme solo una partita di Campionato, ma fortunatamente abbiamo ripreso gli allenamenti da un paio di settimane».

Giovanni Singorino, allenatore del Vigone 2008
Giovanni Singorino, allenatore del Vigone 2008

Signorino è soddisfatto dei suoi ragazzi, ed è contento di far parte di una società genuina fatta di amici: «Lavorare con i ragazzi è sempre molto divertente. Sono andato via dal Carignano a malincuore, ma sono arrivato al Vigone volentieri. Qui ho trovato un bell'ambiente compatto, dove il Settore Giovanile è stato ereditato dalla Vicus ed è stato messo in piedi quest'anno. Il mio gruppo è formato da 14 ragazzi, ma la società si sta impegnando per far crescere il numero di ragazzi. Ho una squadra molto buona, sono tutti volenterosi e di qualità. Si impegnano sempre, hanno voglia di imparare e ci mettono tanta grinta in quello che fanno. Stanno lavorando bene e tanto e questo mi rende felice». Durante questo periodo di stop non sono stati fatti degli incontri online, ma la comunicazione tra allenatore e squadra non è mai mancata, grazie anche ai validi collaboratori di Signorino: «I miei collaboratori sono stati fondamentali in questo periodo. Attraverso i dirigenti davo sempre dei compiti ai ragazzi, che si tenevano costantemente in movimento. Infatti quando abbiamo ripreso gli allenamenti non li ho trovati male dal punto di vista fisico. Devo ringraziare i miei validi collaboratori, Alex Garis e Micol Marino, che mi hanno aiutato a stare in contatto con i ragazzi. Devo ringraziare anche il mio dirigente Giuseppe Brianese, che si occupa dei rapporti con i genitori ed è sempre disponibile a dare una mano. Sono davvero contento del mio team». Sono tanti i ricordi che Giovanni Signorino porta con sé durante tutti questi anni da giocatore ed allenatore. I più belli però sono quelli legati a papà Antonino: «Durante gli anni al Garino giocavamo in UISP.  Il primo anno abbiamo vinto il Campionato in maniera importante. Il ricordo è legato ai miei amici e compagni di squadra, a mio papà che ci faceva da allenatore e al mio paese che ci seguiva sempre ad ogni partita. C'è stata poi quella finale del torneo aziendale a Borgaretto. Siamo arrivati in finale con qualche difficoltà. Come avversari avevamo nomi come Dino Zoff, Josè Altafini e Giuseppe Furino. Mio padre era scettico, mi diceva che se non ci stavo con la testa avrebbe giocato lui. Era ancora molto forte nonostante l'età. Il Borgaretto era in vantaggio a causa di una mia uscita sbagliata. Alla fine abbiamo vinto 3 a 1 e in premiazione mio papà scambiò due parole con Zoff. Mio padre gli disse che avevo rischiato di farli vincere a causa della papera che avevo fatto. Lui invece rispose che ero stato il migliore in campo. Per me è stata una grande emozione». I ragazzi del Vigone 2008. Alessandro Varaldo, Riccardo Bonino, Gabriele Mininni, Alexandru Cocea, Alessandro Garnero, Lorenzo Benso, Mattia Brianese, Marco Ragusa, Christian Reale, Marco Tibaldo, Riccardo Cioffi, Nicolò Omnis, Alessio Panebianco, Filippo Quattrone.

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