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Angelo Luisi: «Al Chisola investiamo sempre sul futuro»

Angelo Luisi, dirigente del Chisola 2008

Angelo Luisi, dirigente del Chisola 2008

Angelo Luisi è diventato dirigente del Chisola 2008 6 anni fa, quando il figlio Francesco ha cominciato a giocare a calcio. In tutti questi anni ha svolto questo ruolo con passione e soprattutto con tanto cuore, sempre pronto ad aiutare il prossimo. «Mi piace stare con i ragazzi per spronarli e per farli divertire, perché il divertimento deve venire prima di tutto. Cerco sempre di portare buon umore nello spogliatoio e quando i ragazzi sono un po' giù per qualche sconfitta li sprono ad andare avanti dicendo loro che possono sempre migliorare. Con mio figlio Francesco abbiamo un rapporto di rispetto reciproco, ma sul campo non sono un genitore, sono il dirigente. Non esistono preferenze, i ragazzi sono tutti uguali e io non metto mai bocca nelle decisioni prese dall'allenatore» racconta Luisi. Angelo Luisi non è un dirigente solo sul campo, ma anche fuori: «Il ruolo del dirigente è fondamentale, perché funge da collante e portavoce tra società e genitori o viceversa. Ancora più importante è nelle categorie Primi Calci e Piccoli Amici, perché i genitori sono nuovi e spesso hanno più dubbi o domande. L'anno scorso, durante il lockdown, ho voluto chiedere ai genitori dei ragazzi i numeri di cellulare dei propri figli per creare un gruppo Whatsapp. In questo gruppo formato dai ragazzi, dai dirigenti e dall'allenatori, ci siamo tenuti in contatto frequentemente. Ogni settimana lanciavamo delle sfide, l'allenatore pubblicava le schede di allenamento, non li abbiamo mai abbandonati. Abbiamo cercato di tenere il gruppo unito. Ovviamente non si parlava solo di calcio, i ragazzi parlavano dei loro dubbi, delle loro preoccupazioni e noi abbiamo dato loro il nostro sostegno». Per Angelo Luisi far parte del Chisola vuol dire far parte di una realtà concreta, non di una realtà fondata solo su chiacchiere e promesse. È un ambiente sano e professionale e anche il figlio Francesco la pensa così: «Negli scorsi anni mio figlio ha ricevuto diverse proposte da altre squadre, ma non ha mai voluto lasciare il Chisola. Francesco si trova bene, conosce tutti ed è contento degli allenatori in quanto sono tutti bravi e si comportano bene. Abbiamo anche un grande presidente, Luca Atzori, una persona molto attaccata alla propria società che guarda sempre al futuro. Durante il lockdown non si è fermato e ha fatto degli investimenti, come ad esempio la ristrutturazione del bar. Questo è stato un gesto onorevole da parte sua, perché il bar è un punto di ritrovo sia per i ragazzi che per i genitori e questo rafforza il gruppo». Grazie anche all'aiuto della società, Angelo Luisi qualche anno fa è riuscito a mettere in atto un gesto bellissimo: «Avevo un'amica di Volvera di nome Vittoria, aveva 5 anni ed era malata di tumore. Così decisi di organizzare un torneo per una raccolta fondi a lei dedicata. La società accolse subito con molto entusiasmo la proposta, occupandosi della parte burocratica. C'era la musica, c'era lo speaker e c'erano squadre importanti come Juventus e Sisport. A fine torneo tutti i bambini hanno formato un cerchio a centro campo e hanno fatto volare in cielo tanti palloncini, Vittoria era contentissima. Siamo riusciti a raccogliere circa 1400 € e li abbiamo donati tutti alla famiglia della piccola».
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