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INTERVISTA

Il nuovo istruttore degli Eso 2009 del Salsasio, Tommaso Cassaro: «I campi ci aspettano»

Dalla D con i «Cantieri navali di Palermo» fino alla panchina dei rossoneri, passando per i 20 anni al Carmagnola

Tommaso Cassaro

Tommaso Cassaro, nuovo istruttore del Salsasio

Tommaso Cassaro è il nuovo istruttore degli Eso 2009 del Salsasio, dopo oltre vent'anni al Csf Carmagnola. «È stato un grande cambiamento, ma nella vita rivoluzionarsi non guasta e il progetto del Salsasio è sulla carta molto valido. So che con la società la possibilità di confronto è ampia e quindi non ho dubbi su quello che potremo fare insieme». Con la prossima stagione alle porte Cassaro non si è mostrato intimidito, al contrario la voglia di tornare sui campi è alle stelle: «Complici anche i quasi quarant'anni in panchina non sono per nulla spaventato di prendere sotto braccio questo nuovo gruppo di ragazzi, gli stimoli ci sono e le idee non mancano. La priorità è quella di farli sentire parte di qualcosa e subito dopo subentrerà l'aspetto tecnico».

L'esordio sui campi per Tommaso Cassaro arriva intorno ai dodici anni, con la squadra del paese: «All'epoca giocavamo per strada, ogni luogo in un attimo si trasformava in campo perfetto. Quel calcio ha iniziato però a non bastarmi più e ho voluto investire di più in questa mia passione». Appena compiuti i sedici anni è approdato ai «Cantieri navali di Palermo» con cui ha raggiunto la Serie D: «Giocavo in difesa, la fisicità è sempre stata il mio forte e dove c'ero io se passava la palla non passava l'uomo. Ricordi indelebili mi porto dietro da quegli anni, ma il sogno di diventare grande mi è stato portato via troppo presto». Con il sopraggiungere della leva obbligatoria Tommaso Cassaro è stato costretto all'addio, anche se il suo appuntamento con il perimetro verde sarebbe stato solo rimandato.

Cassaro infatti, dalle partitelle dopo il turno in ferrovia è arrivato a fondare una società calcistica vera e propria: «L'idea me l'ha data mio figlio Massimiliano, voleva a tutti i costi che allenassi lui e i suoi amici e con il passare del tempo questo progetto ha preso forma. In accordo con Don Beppe l'oratorio di San Francesco a Carmagnola è diventata la base generale, e dopo abbiamo trovato anche gli sponsor. Tutto questo non sarebbe stato però possibile senza l'aiuto del mio collega Claudio Zupi». L'Associazione sportiva San Francesco di Cassaro dopo una decina d'anni si è poi fusa con la Stella Azzurra e lui stesso ha preso attivamente parte a questa iniziativa allenando diverse stagioni in questa società.

Dopodiché per Tommy Cassaro è iniziato un viaggio fra le panchine di alcune fra le più note società cuneesi, ma non solo: «Dopo la Stella Azzurra è stato il momento del Ceresole, poi il Pralormo e dopo ancora l'Atletico Racconigi. In tutte questo società non mi sono mai focalizzato su di una categoria e basta, ho sperimentato dai Pulcini fino alla Prima Squadra e questo non ha che arricchito il mio profilo di allenatore». Il lungo elenco però non è ancora finito, Cassaro è stato infatti una delle colonne portanti del Csf Carmagnola per venti lunghi anni: «Non potrò mai lasciarmi alle spalle quanto ho vissuto con i biancoazzurri e neanche voglio farlo. C'è però un tempo per ogni cosa e il nostro era ormai scaduto».

Il suo viaggio tra i campi lo ha portato fino alle mura del Salsasio, dove il presidente Quattrocchio è stato ben felice di accoglierlo: «Con il team allenatori e il resto della società ci siamo subito trovati. Sono impaziente di insegnare ai ragazzi il mio calcio e di accompagnarli verso la realizzazione dei loro sogni. So di poter dare tanto ma so anche da questi piccoli calciatori non si smette mai di imparare».

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