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Habemus protocollo! Settore Giovanile e Attività di Base ‘possono’ giocare. La cattiva notizia riguarda il pubblico…

FIGC
Finalmente è arrivato! Atteso come l'annuncio della formazione titolare dopo una settimana di attesa e di allenamenti, è stato pubblicato il sospirato Protocollo Figc per la ripresa dell'attività giovanile e di base.   Protocollo che ricalca nella sostanza i principi già noti e messi in pratica dalle società, del Protocollo del 10 agosto 2020 per quanto riguarda le norme di prevenzione, informazione, autocertificazioni, temperatura all'ingresso, divieto uso spogliatoi, individuazione di figure referenti dell'attuazione norme, percorsi separati tra ingressi e uscita ecc… Insomma, si è atteso due settimane dalla ripresa delle attività per apprendere ciò che in teoria sarebbe bastato confermare. Aggiornato soltanto nella precisazione che l'attività sia possibile solo se in territori in 'zona gialla'.   Un elefante che ha partorito un topolino nella grande sostanza delle 29 pagine del Protocollo pubblicato poco dopo le 21 sul sito ufficiale della Figc ( e consultabile cliccando qui) ma che, a parte la 'buona notizia' del poter organizzare partite amichevoli e tornei, porta con sè la cattivissima notizia per le società, in relazione all' accesso del pubblico. Come si legge infatti tra pagina 7 e pagina 8 del Protocollo: «Al momento e fino al 1° giugno e salvo diverse disposizioni, non è consentita la presenza di pubblico presso gli impianti sportivi sede delle attività. A partire da tale data, la presenza di pubblico sarà comunque consentita soltanto per gli avvenimenti e le competizioni di livello agonistico riconosciuti di interesse nazionale». Il che significa che anche dopo il 1° giugno, a meno di nuove determinazioni, il pubblico sarà ammesso allo stadio ma non si potrà assistere alla partita del proprio figlio in un'amichevole o in una gara di torneo su nessun campo giovanile e delle categorie della scuola calcio.   Doccia gelata per un movimento e per le società, che speravano, con la ripresa dell'attività, di poter, sempre con protocolli di sicurezza, dispositivi e disposizioni di prevenzione e rispettando distanziamenti comunque in spazi aperti e con poche decine di persone (nella migliore o 'peggiore' delle ipotesi), di poter avere qualche entrata a fronte delle spese che dovranno comunque sostenere per far svolgere l'attività ai ragazzi e ai bambini.   Ad un mondo in ginocchio, fermo da oltre un anno, si chiede, anche ora, di sostenere le spese per l'attuazione dei protocolli, per l'organizzazione delle attività, per la logistica complicata dal non poter usufruire di tutti gli spazi (spogliatoi ecc…) senza nemmeno dargli la possibilità di far entrare qualche euro dai tagliandi di ingresso. Senza contare l'indotto dei bar societari, che con gli altri bar aperti all'esterno saranno gli unici a non poter svolgere il loro servizio visto che si trovano spesso all'interno dell'impianto sportivo - beffardamente quasi tutti con dehors all'aperto - a cui potrà essere negato l'ingresso ai genitori nonché accompagnatori di figli minori che ovviamente non possono raggiungere autonomamente i campi di gioco.   Un elefante che ha partorito un topolino, non con in bocca un buon pezzo di formaggio però. Anzi. La storia fa tornare alla mente Beep-Beep che porta una bella torta all'amico Willy Coyote, in attesa solamente del momento in cui la torta, dopo il primo squisito morso, esploda in faccia al 'solito sedotto e abbandonato' Willy…
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