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Lo sport via radio: dai telegrafi canadesi fino a Nicolò Carosio

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Nicolò Carosio in un francobollo celebrativo

Erano gli anni di Fritz Lang e il suo Metropolis, di Breton e Dalí con il ‘loro’ surrealismo, gli anni della nascita di Topolino con il celebre ‘Steamboat Willie’, del Jazz e dell’utopia. Tutto sembrava a portata d’uomo, soprattutto dopo l’invenzione della radio con la quale D’Annunzio chiese il riconoscimento della reggenza italiana del Carnaro dallo yacht di Marconi a largo della città di Fiume il 23 settembre del 1920 in quella che è stata probabilmente la prima radiodiffusione italiana circolare. I ruggenti anni ‘20. È il 19 giugno 1927 quando, per la prima volta, venne trasmesso il primo evento sportivo via radio in Italia: il Gran Premio di Milano di equitazione.

Hockey su ghiaccio


I Minnesota Victorias con la Stanley Cup nel 1896

Per sapere invece quale fosse stata una delle primissime trasmissioni sportive al mondo bisogna andare indietro più di trent’anni, in Canada. Siamo nel 1896, a Montreal si sta giocando una partita di hockey su ghiaccio valevole per la Stanley Cup, il più antico trofeo sportivo del Nord America giocato ancora oggi. Si affrontano Montreal e Winnipeg, entrambe campioni del proprio stato, rispettivamente Manitoba e Quebec. Per l’occasione il Victoria Skating Rink viene collegato ai pali del telegrafo per aggiornare il risultato a favore dei tifosi ospiti rimasti a casa a più di 2.000 chilometri di distanza. Vinceranno gli ospiti 0-2, diventando la prima squadra fuori da Montreal a vincere la Stanley Cup. Così riassume la partita il ‘The Globe and Mail’, quotidiano di Toronto: “Gli occidentali (quelli del Winnipeg, n.d.r.) cominciano la partita di fretta e segnano le due reti; una a dieci minuti (nel hockey i minuti si segnano con un conto alla rovescia, n.d.r.) e una a nove prima che i Vics (i padroni di casa, n.d.r.) si danno una svegliata. Per il resto del primo tempo, le forze si sono equivalse. Nel secondo tempo, i Winnipeggers giocano prevalentemente in difesa. I padroni di casa ci provano tiro dopo tiro, ma i Vics non riescono a segnare grazie al superbo lavoro di Merritt, il portiere ospite. La partita finisce 2 a 0 in favore degli ospiti. Entrambe le compagini non sono soddisfatte con il lavoro di Alexis Martin di Toronto come arbitro; dichiarano che fosse completamente ignorante delle regole, un’opinione che sembra condivisa dagli spettatori.” Passa il tempo, ma gli arbitri continuano a non stare simpatici ai tifosi.

Football

16 anni dopo, nel 1911, ci spostiamo a Lawrence, in Kansas. Circa 1.000 persone si accalcano attorno a una riproduzione in scala di un campo da football, mentre questa si sta giocando a 600 chilometri. Per fare in modo che ciò fosse possibile la Western Union ha installato un filo telegrafico che arriva fino a Columbia, in Missouri, dove la partita si sta giocando Missouri Tigers contro Kansas Jayhawks. Dopo ogni azione, alcuni membri dello staff annunciano quel che accade a Columbia segnandolo usando un modello di un campo da football, come se stessero spostando delle pedine del Subbuteo. È il primo rudimentale tentativo di trasmettere un evento sportivo in maniera audiovisiva. Bisogna aspettare l’11 aprile del 1921 invece per assistere alla prima vera trasmissione radio sportiva. Siamo sempre negli Stati Uniti, stavolta a Pittsburgh, Pennsylvania. La stazione radiofonica KDKA trasmette in diretta un match di boxe da 10 round. Poi, in agosto, sempre a Pittsburgh, viene raccontata una partita di baseball tra i Pittsburgh Pirates e i Philadelphia Phillies da Forbes Field. E ancora, in ottobre, University of Pittsburgh contro West Virginia University, nella prima trasmissione di un match universitario. Da quell’anno più e più partite vengono trasmesse, praticamente ogni squadra sportiva si procurò una diretta radio. È l’inizio di una valanga inarrestabile.

Italia - Ungheria, 1928


Julio Libonatti

È il 19 giugno del 1927, e le trasmissioni sportive radiofoniche arrivano finalmente anche in Italia. Siamo all’ippodromo di San Siro, dietro al microfono c’è l’ex campione di equitazione Alfredo Gianoli a raccontare quel Gran Premio di Milano che anni prima l'aveva già visto vincitore con il purosangue Cranach, proveniente dalla leggendaria scuderia di Dormello. Ma ecco che, il 25 marzo 1928, fa la sua incursione nelle onde radio il calcio, inizio di una storia che travolgerà generazioni e generazioni di italiani incollati agli apparecchi. Stadio romano del Partito Nazionale Fascista, l’attuale Flaminio, riempito da più di 32.000 spettatori e chissà quanti da casa attaccati alle radio a galena con le cuffie. Si gioca Italia - Ungheria, sfida valevole per la Coppa Internazionale, antenata degli Europei. Al microfono, pronto ad entrare nella leggenda, Giuseppe Sabelli Fioretti, un giovanissimo giornalista di 21 anni della Gazzetta dello Sport pagato 100 lire, non così poco considerando l’inflazione dell’epoca. «Mi sistemarono sul gradino più alto della tribuna coperta dello stadio, sistemato in una specie di cabina e con un microfono appeso a un trespolo» dirà Sabelli Fioretti anni dopo. Di gol da raccontare Giuseppe ne ha ben sette, finisce 4-3 per gli azzurri, con il gol decisivo segnato dall’oriundo del Torino Julio Libonatti. Fu un grande successo, ma per paura che la gente non sarebbe più andata allo stadio, le prime radiocronache per ora sono un’esclusiva della nazionale. Ma questo privilegio non dura molto. Giuseppe Sabelli Fioretti siede sugli spalti del Renato Dall’Ara di Bologna, chiamato allora Littorale. Si gioca l’andata per lo spareggio scudetto tra Bologna e Torino, 23 giugno 1929. La partita finisce 3-1, e ancora una volta viene commentato un gol di Libonatti. Non basta la vittoria casalinga del Toro al ritorno, i rossoblu sono campioni d’Italia.

Nicolò Carosio


Nicolò Carosio ai mondiali del '38

Ma la leggenda continua, con un nuovo protagonista che accompagnerà gli italiani anche in televisione fino ai mondiali di Messico ‘70. Un giovane palermitano di nome Nicolò dipendente della Shell scrive all’EIAR (l’antica RAI) di voler provare a commentare le partite al posto di Sabelli Fioretti. L’EIAR accetta, ma deve superare un provino. Carosio si inventa un Bologna - Juventus pieno di gol. È preso. La prima partita da commentare è Italia - Germania, sempre al Littorale di Bologna. L’inizio è disastroso, Niccoloccarosio non parla per due minuti, lasciando in silenzo le radio italiane. Ma quando parte, non si ferma più. Neanche in televisione decenni dopo. Da qui, tuttoilcalciominutoperminuto, Nando Martellini, Sandro Ciotti, Enrico Ameri, il Vate e lo zio, Campionati, Coppe dei Campioni, Europei, Mondiali, e chi più ne ha più ne metta. Gli italiani soffrono e esultano in tempo reale. 

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