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Rituali nel mondo del calcio: rituali estremamente bizzarri. Episodio finale

Bakary Traoré, rituali nel mondo del calcio (foto wikipedia.org)

Bakary Traoré, rituali nel mondo del calcio (foto wikipedia.org)

Rituali nel mondo del calcio. Episodio finale - Anche se i rituali possono essere complicati e portati a confine con la follia, esiste un estremo per la quale i giochi iniziano ad essere pericolosi oppure presi troppo seriamente. Forse per forgiare il coraggio, per interiorizzare un atteggiamento stoico verso la legge dell'universo, per sentirsi immortali. Qualunque sia il motivo, meglio comunque non invischiarsi troppo in certe pratiche. Il Midland Portland Cement squadra dello Zimbabwe, scelse la strategia di fare il bagno anti sfortuna in un fiume in cui la balneazione era vietata per le forti correnti e la presenza non rara di coccodrilli ed ippopotami. Fu così che sedici giocatori si tuffarono nel fiume Zambesi ma solo quindici ne riemersero.

CASA MILAN

Bakaye Traorè invece ha una storia misteriosa. Arrivando al Milan senza che nessuno ne comprendesse il motivo, viene affettuosamente soprannominato "il Talismano" per le sue vicende. In tal senso le sue imprese vantano più presenze che azioni concrete, ma in ognuna di esse si conta una vittoria. La più famosa occasione di porta fortuna fu quando nell’intervallo di Siena-Milan, raggiunse il compagno Mexes agitato per le sorti della partita. Dopo che "il Talismano" lo raggiunse, parlò con lui ed pose su di lui le mani, il biondo francese segnerà il gol che qualificherà il Milan in Champions League. Sapere se i diavoli minori del Milan sarebbero riusciti in questa conquista senza quel gesto, rimane un mistero. Nils Liedholm ha scritto pagine importanti nella storia del calcio sia come calciatore che allenatore in Serie A. Ma dietro di sé lo svedese era solito accompagnare una figura che poco aveva a che fare col calcio, almeno sulla carta: il mago Mario Maggi. Liedholm lo consultava in caso di infortuni e dubbi sulla forma dei giocatori, anche in occasione della finale tra Roma-Liverpool di Coppa Campioni chiese il suo consulto, nella quale Maggi ne profetizzò l'infausto esito.

IL POLPO PAUL

Una storia che ha dell'incredibile invece ci porta a credere che non solo maghi e indovini possano prevedere il futuro: Può un polpo profetizzare gli eventi della propria squadra nazionale? La risposta è SI. Paul, il polpo che viveva in un acquario pubblico in una piazza di una città tedesca, ci ha regalato una storia divertente, esplosiva, surreale.

Polpo Paul (foto wikipedia.org)
Polpo Paul (foto wikipedia.org)

Le sue profezie riguardo alla Germania nei Mondiali del 2010 hanno prodotto sette risultati su sette, pure la sconfitta con la Serbia. Il modo in cui Paul eseguiva il suo pronostico era abbastanza discutibile. Consisteva semplicemente nel privarlo del cibo ed affamarlo per poi inserire nell'acquario due scatole con sopra le bandiere della Germania e della Nazionale sfidante. In entrambe le scatole avrebbe trovato il suo abituale cibo ma la prima scatola che sarebbe stata aperta avrebbe funto da previsione sulla squadra vincitrice.

di Giulia Toninato

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