Cerca

Judo, una nobile disciplina: il regolamento e le tecniche. Episodio 4

L'arbitro italiano di Judo Roberta Chyurlia, vincitrice nel 2017 e nel 2018 del premio miglior arbitro femminile d'Europa. (fonte © IJF Marina Mayorova, International Judo Federation)

L'arbitro italiano di Judo Roberta Chyurlia, vincitrice nel 2017 e nel 2018 del premio miglior arbitro femminile d'Europa. (fonte © IJF Marina Mayorova, International Judo Federation)

Come tutti gli sport, anche il Judo ha una serie di regole da rispettare e le tecniche sono suddivise in categorie. In questo episodio parleremo di come si svolge una competizione sportiva e delle varie suddivisioni delle tecniche utilizzate nel Judo.

KATA E RANDORI

La pratica e lo studio del Judo si possono suddividere in due momenti: kata e randori. Per kata si intende una sequenza preordinata di tecniche, ma anche lo studio della singola tecnica base. Il randori invece è la pratica libera delle tecniche apprese durante il kata. Il maestro deve quindi insegnare all'allievo la tecnica in modo efficace da poter poi essere applicata nel randori. Man mano che l'allievo farà progressi, potrà personalizzare le proprie tecniche durante la pratica del randori. Questa pratica può avvenire in piedi ( tachi-waza) o a terra ( ne-waza).

SUDDIVIOSIONE DELLE TECNICHE

KATAME-WAZA

Il termine katame-waza indica tutte quelle tecniche atte al pieno controllo dell'avversario. Si suddividono in:
  • Osae-waza (immobilizzazioni)
  • Shime-waza (strangolamenti)
  • Kansetzu-waza (leve articolari)

NAGE-WAZA

Durante il nage-waza (tecniche di proiezione in piedi) l'esecuzione della tecnica avviene in 4 fasi. La prima fase è quella del kumi-kata, ovvero quella delle prese. A seguire ci saranno una fase di squilibrio, kuzushi, e di caricamento, tsukuri. Infine la tecnica si conclude con il kake, ovvero la proiezione. Il nage-waza si suddivide in 3 categorie:
  • Tachi-waza che a loro volta si dividono in te-waza (tecniche di braccia), ashi-waza (tecniche di piedi) e koshi-waza (tecniche di anca)
  • Sutemi-waza (tecniche di sacrificio)
  • Makikomi-waza (tecniche di avvolgimento)

L'atleta italiano di Judo Nicholas Mungai durante lo svolgimento di una tecnica di sacrificio (fonte IJF)
L'atleta italiano di Judo Nicholas Mungai durante lo svolgimento di una tecnica di sacrificio (fonte IJF)

SHIAI

Con il termine shiai si indica la competizione sportiva. Nelle gare di Judo gli atleti vengono suddivisi in maschi e femmine e in categorie di peso. Prima di cominciare la competizione tutti gli atleti si sottopongono al controllo del peso. Le categorie femminili e maschili sono così suddivise:
  • Femmine: -48 kg, -52 kg, -57 kg, -63 kg, -70 kg, -78 kg, +78 kg.
  • Maschi: -60 kg, -66 kg, -73 kg, -81 kg, -90 kg, -100 kg, +100kg.
Prima di salire sul tatami gli atleti fanno il saluto al tappeto, poi si avvicinano all'area di gara e dopo aver ricevuto il segno dall'arbitro fanno il saluto all'avversario. Dopo che l'arbitro avrà detto Hajime l'incontro potrà partire. Quando l'arbitro dice Matte gli atleti devono fermarsi, mentre il Soremade decreta la fine dell'incontro.

I PUNTEGGI

I livelli di punteggio nel Judo sono cambiati nel corso degli anni. Prima esistevano 4 punteggi, l' ippon, il waza-ari, lo yuko e il koka. Da qualche anno il koka è stato abolito, e nelle gare IJF (International Judo Federation) vengono utilizzati solo più l' ippon e il waza-ari. L' ippon è il punteggio più alto e decreta la fine dell'incontro. Viene assegnato quando:
  • Il combattente proietta l'avversario sulla schiena con velocità, forza e pieno controllo fino alla fine della proiezione.
  • L'atleta immobilizza a terra l'avversario per 20 secondi
  • L'avversario si arrende a seguito di uno strangolamento o di una leva articolare
Il waza-ari è il punteggio subito al di sotto dell' ippon e vien assegnato quando:
  • La tecnica non rispetta i 4 criteri dell'ippon
  • L'avversario viene immobilizzato a terra per almeno 15 secondi
  • Due waza-ari equivalgono ad un ippon e il combattimento termina
Lo yuko, omrai non più utilizzato nelle competizioni IJF, veniva generalmente attribuito quando non soddisfava i criteri dell' ippon e del waza-ari e quando l'immobilizzazione durava almeno 10 secondi ma inferiore a 15.

LE SANZIONI

Nel Judo le sanzioni prendono il nome di shido. Allo shido non è attribuito alcun punteggio, ma se un atleta prende 3 shido viene sancita la squalifica, detta hansoku make. In questo caso l'atleta perderà l'incontro corrente. In caso invece di hansoku make attribuito per comportamenti anti sportivi, offesa all'arbitro o all'atleta, comporterà la squalifica diretta dalla competizione. Gli shido vengono attributi per errori come passività, uscita volontaria dalla zona di combattimento, braccia tese, prese sbagliate (dito dentro la manica).

FINE DEL COMBATTIMENTO

Passati i 4 minuti regolamentari per un incontro di Judo, se gli atleti si trovano in una situazione di parità si passa al Golden score. Il Golden score è un tempo extra senza limite che si conclude solo nel momento in cui uno dei due judoka effettua un punto. Concluso l'incontro l'arbitro decreta il vincitore, gli atleti si salutano con l'inchino e si stringono la mano.

Gestualità arbitrale di Judo
Gestualità arbitrale di Judo

VAI AL TERZO EPISODIO DELLA RUBRICA: JUDO, UNA NOBILE DISCIPLINA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Terzo Tempo

Caratteri rimanenti: 400

Edicola DIgitale