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La tragedia di Palermo deve portare a delle riflessioni: comuni e società, fissate le porte

Crollata addosso a un bambino di 12 anni in un parco del rione Sofia

Pallone fermo

La tragedia è accaduta nel comune di Carini

Morire a 12 anni giocando a calcio per negligenze altrui. È successo nel pomeriggio di giovedì 8 luglio a Carini, in provincia di Palermo, è successo purtroppo tante altre volte nel corso degli anni. Si chiamava Gabriele, un ragazzo che aveva appena finito la seconda media. Nel pomeriggio si è recato con alcuni amici in un parco giochi del rione Sofia e, secondo le prime ricostruzioni, la porta gli sarebbe crollata addosso. L'area è videosorvegliata per cui la dinamica dell'accaduto è stata registrata ed è in mano ai carabinieri.

Una notizia del genere, oltre a lasciare tutti sgomenti, porta con sé delle riflessioni e delle domande. Perché la porta di quel parco non era ben fissata? I ragazzi sono ragazzi, alzi la mano chi giocando a calcio non si è mai attaccato almeno una volta alla traversa. Le responsabilità sono degli adulti. In questo caso non c'entra nulla una Scuola calcio di un club, ma è bene sempre ricordare che i dirigenti devono prendersi cura prima di tutto della sicurezza dei ragazzi.

Le porte vanno necessariamente fissate con dei paletti conficcati nel terreno o, se si gioca sul sintetico, legate con dei pesi. Le società non devono lasciare nulla al caso e ancor più i comuni devono prestare la massima attenzione nelle aree sportive per evitare che certe tragedie possano continuare a perpetrarsi.

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