Apophis, l’asteroide che non colpirà il pianeta Terra

Scongiurata una possibile minaccia d'impatto nel 2029 e nei prossimi decenni da parte di un corpo roccioso spaziale

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Apophis è un asteroide simile al qui raffigurato 243 Ida con il suo satellite Dattilo
Apophis è un asteroide simile al qui raffigurato 243 Ida con il suo satellite Dattilo

Apophis, l’asteroide che non colpirà il pianeta Terra. Avete mai visto il film Meteor del 1979 o Deep Impact del 1998 sulla minaccia di un corpo spaziale diretto verso di noi? Non c’è pericolo che questo accada: i dati a disposizione degli esperti in astronomia smentiscono qualsiasi scenario di futura catastrofe.

Conosciamo l’asteroide

Per capire meglio quale è stato il pericolo scongiurato bisogna comunque fare un piccolo salto indietro nel tempo. Nel giugno 2004 un team di ricercatori finanziati dalla NASA scoprì, presso un osservatorio situato in Arizona, negli Stati Uniti, un corpo celeste roccioso. Tale scoperta ebbe una conferma sei mesi più tardi, in un altro impianto NASA per osservazioni, collocato nel Nuovo Galles del Sud, in Australia.

Dopo un periodo di transizione, tale corpo siderale ricevette il nome ufficiale di 99942 Apophis, con un diametro stimato di circa 300 metri. Gli addetti ai lavori iniziarono subito a calcolare il rischio di un eventuale impatto con la Terra, previsto per il 13 aprile 2029.

Dopo quasi 17 anni di calcoli non è necessario prepararsi al peggio: il pericolo di collisione con il nostro pianeta non esiste più. L’ESA, l’Ente Spaziale Europeo gemello di quello statunitense, ha tolto Apophis dalla lista dei possibili corpi minacciosi per la Terra.

Gli indici di classificazione d’impatto per asteroidi e comete, indici modificati nel corso degli anni, della Scala Torino e della Scala Palermo, avevano calcolato i potenziali rischi appena dopo la sua identificazione.

Tranquillità futura

L’iniziale timore di un impatto devastante pari a centinaia o addirittura migliaia di bombe atomiche è infine sparito. Questo perché Apophis ha transitato, in queste ultime settimane, a circa 17 milioni di chilometri da noi, permettendo misurazioni radar molto accurate. In modo analogo non sussiste più la necessità di missioni spaziali atte a deviare il corso dell’asteroide.

Quello che noi terrestri potremo ammirare, nel 2029, sarà soltanto un interessante fenomeno astronomico, quasi quanto la congiunzione di Giove e Saturno. In quell’anno, Apophis arriverà piuttosto vicino alla Terra, a poco meno di 35.000 chilometri, a meno di un decimo della distanza con la Luna, permettendone la visione a occhio nudo.

Gli unici effetti rilevabili saranno delle piccole variazioni sulla gravità dell’asteroide, come del resto per qualsiasi enorme oggetto spaziale in grado di esercitare una forte attrazione gravitazionale, però nulla di più.

Analoghi rischi nei prossimi decenni, nel 2036 e nel 2068, possono ritenersi scongiurati senza alcun genere di problema. Possiamo, in conclusione, dormire tranquilli almeno per i prossimi 100 anni!