Astronomia: è in grande fermento l’attività del Sole

Una rilevazione sull'attività della nostra stella ed un consiglio sul clima

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La grande attività del Sole
La grande attività del Sole

In questi ultimi giorni, nel mondo dell’astronomia, l’attività del Sole sta producendo alcuni interessanti risultati: c’è infatti grande fermento da quanto osservato dalla nostra stella. Sulla sua superficie si sta verificando una ripresa delle macchie, rilevate in gran numero, stimate in alcune decine.

Il fenomeno

Le macchie solari sono delle aree contraddistinte da un intenso movimento magnetico e da temperature più basse rispetto alle zone vicine. Essendo tali aree meno calde, di circa 2000 gradi, gli strumenti planetari ed i satelliti in orbita le rilevano come più scure.

Senza dubbio l’attività solare influenza tutti i corpi celesti circostanti, la Terra compresa. Più energia significa più calore nello spazio, più radiazioni e più vento solare. Questo, a contatto con il campo magnetico terrestre, origina le splendide aurore boreali.

La frequenza di questa attività varia molto nel corso del tempo. Possono esserci mesi, anni ed anche decenni di assenza di ogni fenomeno. In media la durata di un ciclo di attività dura 11 anni, ma non è, appunto, una costante.

Le macchie solari
Le macchie solari
Accenno storico

Le conseguenze di tali fenomeni del Sole è oggetto di studio fin dall’antichità, sebbene le prime osservazioni scientifiche risalgano all’utilizzo del telescopio nel XVII secolo. Galileo Galilei diede un ampio contributo, con le sue ricerche, all’astronomia dell’epoca ed a quella successiva.

Sempre riguardo l’astronomia, è indiscutibile che il grande fermento dei nuovi dati raccolti produsse varie teorie sul legame tra l’attività del Sole ed il clima in tutto il nostro pianeta. Una presenza di tale fenomeno, in altre parole, influisce su un aumento generale della temperatura media nel globo?

In passato si credeva così, perché un numero molto limitato di macchie tra il 1645 ed il 1715, noto come minimo di Maunder, coincise con il culmine di quello che i climatologi chiamarono la “piccola era glaciale“. Dal XIV al XIX secolo ci furono molti anni di inverni davvero rigidi, che causarono un progressivo e ciclico avanzamento dei ghiacci nel pianeta.

Monito per l’avvenire

Oggigiorno queste teorie sono state in gran parte smentite. Le conseguenze del clima odierno sono, dunque, legate soprattutto alle scelte economiche e politiche di noi esseri umani. Spetta, in conclusione, a questa nostra generazione salvaguardare l’ecosistema terrestre per quelle future!