Caravaggio ed un anfiteatro a Volterra, trovate due grandi opere

Un quadro religioso del pittore bergamasco, rinvenuto in una casa d'aste in Spagna ed una struttura romana affiorata dagli scavi

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Caravaggio in un ritratto postumo del 1621
Caravaggio in un ritratto postumo del 1621

Caravaggio ed un anfiteatro a Volterra, trovate due grandi opere. L’arte italiana, sebbene di epoche e di settori del tutto diversi tra loro, ci regala alcune preziose testimonianze di un antico e glorioso passato. Questi ritrovamenti non hanno solo un valore artistico, bensì anche storico, come i rotoli del Mar Morto, od i corpi in una villa di Pompei.

La prima di tali testimonianze è una scoperta quasi casuale, mentre l’altra è frutto di un lavoro iniziato alcuni anni fa e non ancora concluso. In ogni caso, qui di seguito raccontiamo meglio nel dettaglio di tali due scoperte.

Caravaggio

Qualche settimana fa era in corso l’allestimento di un’asta pubblica a Madrid, in Spagna, da parte dalla locale casa d’aste Ansorena. Gli addetti hanno ritirato un lotto, tramite vincolo statale, vale a dire che non poteva essere destinato alla vendita.

Questo lotto contiene un dipinto a tema religioso della passione di Gesù Cristo, un Ecce Homo risalente al XVII secolo. Gli esperti all’inizio attribuirono il dipinto al pittore valenciano José de Ribera e lo stimarono per 1.500 euro.

Ad una seconda migliore analisi, storici dell’arte e collezionisti, compresi quelli del vicino museo madrileno del Prado, hanno identificato l’opera. Questa appare proprio di Michelangelo Merisi, originario appunto di Caravaggio in provincia di Bergamo.

Nei giorni successivi altri intenditori hanno confermato l’attribuzione al celebre bergamasco dall’immenso ingegno nell’arte barocca. Da ricordare che Merisi ebbe una vita davvero tumultuosa tra il 1571 ed il 1610, morendo quindi nemmeno all’età di 40 anni. Pare che il quadro sia stato condotto dall’Italia alla Spagna vari decenni dopo la sua morte ed in seguito “dimenticato”.

Volterra

Un anfiteatro di Volterra, invece, ha iniziato a emergere dagli scavi nel comune della Toscana nel 2015. Quasi come la mitica città di Atlantide, questa costruzione è apparsa in pratica dal nulla dalle colline circostanti presso Porta Diana, in quanto nessun documento, antico o moderno, la ricorda.

La Sovraintendenza di Pisa ha, dunque, tra le mani qualcosa di imprevisto che nel corso degli ultimi anni sta venendo alla luce, lasciando tutti gli archeologi ivi presenti quasi senza parole.

Un sistema edilizio piuttosto elaborato, e non ancora del tutto compreso nei minimi particolari, si presenta agli occhi delle persone incaricate di studiarlo. Tra gallerie, cunicoli, gradinate ed un misterioso piano sotterraneo, le curiosità sulla struttura risalente all’antica Roma, all’epoca di Augusto, sono proprio tante.

L’anfiteatro ha medie dimensioni, di forma ovale di 82 per 65 metri, contenente fino a 10.000 spettatori circa. Per adesso soltanto un quarto dell’edificio ha visto l’aria esterna, dopo essere stato sottratto dalla terra che l’ha coperto per secoli: l’arena dove si svolgevano gli spettacoli ludici, comprese le lotte tra gladiatori, resta ancora coperta.

Perché non ci sono scritti che ne attestino l’esistenza passata? Forse una serie di terremoti nei secoli seguenti l’edificazione, e l’utilizzo di alcune sue parti mobili per fini agricoli ne hanno provocato l’oblio nella memoria degli abitanti di Volterra. Entro tre anni la struttura dovrebbe emergere del tutto, fondi economici permettendo.

Un teatro romano a Volterra, scoperto negli anni '50 del secolo scorso
Un teatro romano a Volterra, scoperto negli anni ’50 del secolo scorso