Il rover Perseverance ha raggiunto il suolo di Marte

Prosegue l'esplorazione del suolo del pianeta rosso per rispondere all'annosa domanda: lì c'è vita? O quantomeno c'è stata in passato?

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Il rover Perseverance
Il rover Perseverance

Il rover Perseverance ha raggiunto il suolo di Marte. Questo costituisce un altro passo in avanti nella storia dell’esplorazione spaziale. Questo condurrà, senza dubbio, ad ulteriori progressi futuri. In ambito astronomico, questo traguardo deve essere di certo inserito nei molto interessanti eventi di queste settimane. Tra queste, possiamo considerare la congiunzione tra Giove e Saturno, o le attività del Sole, oppure ancora la scoperta di molecole d’acqua sulla Luna.

Questa attuale missione, detta Mars 2020, è la numero cinque che ha come obiettivo il pianeta rosso, ha avuto il via il 30 luglio dell’anno scorso. Questa ha impiegato sei mesi e mezzo per arrivare a destinazione, atterrando vicino al cratere marziano Jezero il 18 febbraio. Il compito prefissato della missione è quello di scoprire indizi sulla possibile vita su Marte in un lontanissimo passato. Il rover Perseverance raccoglierà, durante i prossimi dieci anni, vari campioni di terreno, destinati a essere analizzati da studiosi internazionali, anche dell’Italia. In seguito, il destino di questi campioni è il loro ritorno, attraverso alcune specifiche missioni, sulla Terra.

Stati Uniti ed altre missioni planetarie

La missione della NASA, l’ente spaziale degli Stati Uniti, prosegue il lavoro di quelle degli anni scorsi, Curiosity ed Opportunity. Esisteva davvero la vita sul pianeta miliardi di anni fa? Bisogna scoprirlo grazie al rover Perseverance. L’ipotesi più probabile riguarda la presenza di esseri composti da una sola cellula, quindi nulla di complesso sulla scala evolutiva.

Il pianeta Marte
Marte

In un giorno futuro, seppure ancora davvero remoto, sarà possibile pensare ad una eventuale forma di colonie sul suolo di Marte. Il meccanismo del rover può contare, nel suo interno, anche un piccolo elicottero-drone rispondente al nome di Ingenuity. L’importanza di questo velivolo potrebbe condurre a nuovi sistemi tecnologici per esplorare aree piuttosto estese.

Approfittando del periodo favorevole, data la vicinanza di Marte rispetto alla Terra, oltre alla missione statunitense ce ne sono altre destinate ad avere un buon successo. Queste sono Hope, sonda degli Emirati Arabi, giunta sul pianeta alcuni giorni fa, insieme a quella cinese tramite il satellite Tianwen-1, che arriverà in primavera.