La mano di Costantino e l’arena del Colosseo, i restauri presenti e futuri

Due opere di manutenzione e ripristino di due importanti gioielli, giunti fino ai giorni nostri, dell'arte romana antica

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La mano di Costantino e l'arena del Colosseo, qui come appariva in origine, due restauri
La mano di Costantino e l'arena del Colosseo, qui come appariva in origine, due restauri

La mano di Costantino e l’arena del Colosseo, i restauri presenti e futuri di Roma. La capitale italiana continua a rinnovarsi attraverso i suoi gioielli artistici del lontano passato imperiale. Come dopo la riapertura del Mausoleo di Augusto, adesso la città può festeggiare un nuovo traguardo e prepararsi ad un altro tra pochi anni.

La mano di Costantino

Negli ultimi giorni ha ripreso finalmente nuova vita la statua bronzea dell’imperatore Costantino I. Tale statua, insieme ad una sua copia in marmo, giunse fino ai nostri giorni anche se in gran parte incompleta.

Di essa, infatti, arrivarono fino a noi, esposte nell’Esedra di Marco Aurelio nei Musei Capitolini romani, soltanto alcune sue parti. Queste sono la testa, un globo ed una mano. La statua originale era enorme e doveva essere alta almeno 10 metri. L’esedra è uno spazio espositivo a forma semi-circolare.

Appunto quest’ultimo elemento, la mano di Costantino I, subì un deterioramento nel corso dei secoli. Due falangi ed altre zone della superficie di bronzo si staccarono. Tali aree, per fortuna, non vennero perse, bensì finirono nel museo del Louvre a Parigi nel 1860.

Soltanto nel 2018 avvenne la conferma che questi frammenti erano della statua dell’imperatore Costantino I. In questi ultimi anni le operazioni di restauro l’hanno, appunto, ricomposta, ridandole l’antico splendore.

Ora è possibile rivedere esposta questa mano nei Musei Capitolini. L’occasione del restauro cade giusto in occasione dei 550 anni. Nel 1471, infatti, ci fu la donazione della statua dall’allora pontefice, Sisto IV, al popolo romano.

La testa bronzea di Costantino I
La testa bronzea di Costantino I

L’arena del Colosseo

Quello che aspetta il Colosseo, invece, è un lavoro che si concluderà solo nei prossimi anni, di preciso nel 2023. Il progetto ambizioso riguarda la ricostruzione dell’arena di uno dei simboli più noti di Roma.

Tale simbolo anticamente era conosciuto come l’Anfiteatro Flavio, ed era un luogo di spettacoli pubblici, ossia lotte di gladiatori, battaglie militari passate e rievocate, opere teatrali.

Costruito tra il 70 e l’80 d. C., ed in funzione fino al VI secolo, l’anfiteatro ricevette il nome di Colosseo nel Medioevo. Il nome deriva, quasi di certo, per la presenza di una “colossale” statua, raffigurante in origine l’imperatore Nerone, nelle immediate vicinanze.

Danneggiato dai terremoti, utilizzato come luogo di culto cristiano nei secoli seguenti ed anche come cava di pietra, il Colosseo subì varie sottrazioni di materiali nel tempo. Dal 1800 circa iniziarono i lavori di manutenzione, causando l’asportazione del piano dell’arena durante gli scavi, quindi esponendo i cunicoli sotterranei all’aria aperta.

Nel 1980 il Colosseo divenne Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, come buona parte del centro di Roma. Dal 2007, inoltre, è una delle sette meraviglie del mondo moderno. Nel giro di due anni, dunque, una nuova arena tornerà al centro dell’antico e più imponente anfiteatro del mondo, per ospitare eventi anche di carattere internazionale.