La storia di Michele Putignano: l’amicizia con Rosato e quell’avvertimento al Trap

Attualmente è l'istruttore dei Pulcini 2010 del Settimo

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L'Aosta di Michele Putignano (1° in basso a sinistra)
L'Aosta di Michele Putignano (1° in basso a sinistra)

L’amore verso il calcio per Michele Putignano è iniziato da bambino. Questo amore unito alla determinazione lo ha portato a grandi soddisfazioni, come giocare per parecchi anni con l’Aosta. Oggi allena il Settimo 2010, ma vediamo com’è arrivato fin qui.

La carriera calcistica di Putignano inizia a circa 9 anni: «Ho iniziato giocando nella squadra di calcio della scuola. Durante una partita contro un’altra scuola elementare, mi ha notato  un allenatore che mi ha proposto di andare a giocare con la sua squadra». Così Michele accetta e comincia gli allenamenti con il Victoria Ivest.

Durante questi anni Michele Putignano si fa notare nell’ambiente calcistico, viene contattato da squadre prestigiose come Toro e Juventus, ma la sua timidezza lo blocca e gli impedisce di partecipare ai provini. A 17 anni però arriva la svolta: «Dopo aver giocato con il Victoria Ivest per tutte le Giovanili ho deciso di andare a giocare con l’Aosta. Sono stati anni impegnativi, soprattutto i primi in cui frequentavo ancora la scuola. Uscivo di casa alle 7 del mattino e ritornavo alle 8 di sera finito l’allenamento. Ho fatto molti sacrifici in quel periodo. Mi allenavo 3 o 4 giorni a settimana e studiavo sul pulmino che mi portava ad Aosta e nonostante tutto mi sono diplomato come geometra».

Michele Putignano parla di questi 6 anni trascorsi da centrocampista dell’Aosta come anni bellissimi e pieni di soddisfazioni. «L’Aosta era una squadra molto seguita, soprattutto dal mondo commerciale. Avevamo come sponsor il Casinò, ed il nostro era definito uno dei campi più belli d’Italia. Nella stagione 1977/78 abbiamo vinto il Campionato Berretti e ho preso parte anche a qualche ritiro con la Nazionale di Serie D. Purtroppo la mia carriera calcistica si è interrotta troppo presto a causa dei brutti infortuni subiti. Pensare che mi avevano contattato dalla Biellese allenata da Silvino Bercellino che a quei tempi giocava in serie C, ma purtroppo ero in ospedale e quindi ho dovuto rifiutare».

Oltre alle tante soddisfazioni Michele ha conosciuto gli amici di una vita con cui è in contatto, con alcuni, tutt’ora, ma anche figure di spicco. Tra queste ci parla di Roberto Rosato, Giuseppe Brucato, Gianni Di Guida, Natalino Fossati, Giovanni Trapattoni e Giulio Drago: «Ho incontrato grandi amici durante la mia carriera. Roberto Rosato è stato un maestro di vita per me, mi ha insegnato la grinta e l’umiltà. Non mollava mai, peccato averci giocato solo per un anno e mezzo, perché quando sono arrivato lui era a fine carriera. Con alcuni di loro mi vedo ancora oggi per passare del tempo insieme, c’è un legame di fratellanza che si è costruito grazie al calcio e che rimane forte tutt’ora».

Simpatico è l’incontro avvenuto con l’allora allenatore della Juventus Giovanni Trapattoni: «Quando giocavo avevo una grande passione per i tunnel. Durante un’amichevole contro la Juventus feci un tunnel a Vinicio Verza. Non la prese molto bene, così iniziò a corrermi dietro. Mi avvicinai al mister Trapattoni e gli dissi che se non avesse smesso di starmi dietro mi sarei arrabbiato. Subito mi hanno cambiato la marcatura e sono riuscito a finire in pace la mia partita».

Michele Putignano ai tempi del Victoria Ivest
Michele Putignano ai tempi del Victoria Ivest

Finita a soli 23 anni la carriera da calciatore, Michele Putignano decide di diventare allenatore: «Non ho iniziato subito ad allenare. Appena finito di giocare avevo un rifiuto verso il calcio, ero giù perché gli infortuni mi avevano obbligato a smettere. Ogni volta che mettevo piede sul campo mi veniva il magone. Dopo qualche anno però ho iniziato a sentire la mancanza del gioco, così ho ripreso con il calcetto e con il campionato di 2ª categoria». L’avvicinamento alla panchina arriva grazie all’amico Gregorio Pizzi con la Pro Settimo Eureka. Dopo aver preso il Patentino UEFA B, a tre mesi dalla fine della stagione eredita le redini del Barcanova con cui vince il campionato.

Oggi Putignano allena i ragazzi del Settimo 2010 e ci spiega come siano diversi gli allenamenti di adesso rispetto a quelli di un tempo. «I problemi a cui dobbiamo far fronte oggi sono quelli di spazio e tempo. Quando giocavo io ci allenavamo anche per 3 ore in un campo tutto per noi. Oggi purtroppo gli allenamenti sono più brevi e ci si allena in spazi più piccoli. Spesso capita che il campo si divida in 4 o addirittura in 6 e che si allenino 9 squadre contemporaneamente. Questo ci impedisce di far provare le situazioni di gioco ai ragazzi. Per questo motivo ho preteso l’aggiunta di un allenamento in più a settimana, con una o al massimo due squadre contemporaneamente per provare giocate più ampie».

Michele Putignano è un allenatore con tanta esperienza, un’esperienza che trasmette con passione tutti i giorni ai suoi ragazzi scendendo lui stesso in campo. Come ci racconta «Sono tutti bravi a spiegare, ma un buon allenatore deve scendere in campo e far vedere lui stesso gli esercizi alla propria squadra».