Marta Bassino, l’oro per l’Italia che arriva da Borgo San Dalmazzo

La cuneese Dory si fa grande nello slalom parallelo

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Marta Bassino
Marta Bassino

«In Coppa proseguirò il mio percorso di crescita nella polivalenza. Il mirino ora è sui Mondiali di Cortina del prossimo anno». Non potevano essere più profetiche le parole che la sciatrice Marta Bassino ha rilasciato nel maggio 2020 a Sprint e Sport in un’intervista a cura di Matteo Fumagalli.

Marta Bassino è nata a Cuneo, ma è originaria di Borgo San Dalmazzo, paese noto per essere uno dei maggiori poli italiani dell’allevamento di lumache a scopo alimentare. Di sicuro, la Bassino non ha preso la velocità di queste ultime. Fino al 16 febbraio scorso, i Mondiali di Cortina erano stati avari di soddisfazioni per i colori azzurri, la stessa Bassino non aveva brillato nel Supergigante arrivando solamente 11ª.

LA VITTORIA

Questo fino al momento dello slalom parallelo, una disciplina molto particolare in cui è difficile scoprire i favoriti. Marta Bassino ha passato per un soffio le qualificazioni eliminando per un solo centesimo la connazionale Lara Della Mea. Poi nei quarti è riuscita a superare Federica Brignone, in semifinale la francese Tessa Worley per poi vincere l’oro in ex aequo con l’austriaca Katharina Liensberger.

Una grossa soddisfazione per lei e per l’Italia intera. Marta Bassino, classe ’96, ha ottenuto i suoi primi risultati di rilievo al Trofeo Topolino ed ha poi esordito nelle gare FIS a soli 15 anni. Nel 2014 il suo primo grande successo in Coppa Europa nel Gigante di Sestriere e da lì la costante presenza in Coppa del Mondo.

Al termine della stagione 2019/20 ha chiuso al quinto posto la classifica generale di Coppa, ma ancor meglio è stato l’essere salita sul podio in cinque specialità diverse, unica italiana a riuscirci.

Curiosità? Marta Bassino è soprannominata Dory: «Il mio skiman ha iniziato a chiamarmi così perché ero sempre smemorata e tendevo a non ricordarmi gli errori commessi durante le gare anche se erano trascorsi solo pochi secondi. In quei momenti sei in trance agonistica e fatichi a mettere insieme le cose. Cavalcando questo mio difetto per tutti sono diventata Dory come il pesciolino Disney». Anche questo lo ha ricordato nell’intervista a Sprint e Sport dell’11 maggio scorso.

Naturale e spontanea la gioia dopo l’oro casalingo: «È stata una lotta, la ciliegina sulla torta. Se lo vuoi veramente puoi farcela. Se io sono qui è grazie anche ai miei allenatore, allo skiman e alle compagne che mi stimolano sempre. Penso a Sofia (Goggia ndr) che non può essere qui».