Viaggio nelle più gloriose società italiane tra mito e storia: il Milan

La squadra italiana più vincente nel Mondo

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Rijkaard, Van Basten e Gullit, il trio olandese (foto wikipedia.org)
Rijkaard, Van Basten e Gullit, il trio olandese (foto wikipedia.org)

Proseguono gli appuntamenti con le storie delle più gloriose società calcistiche italiane, dopo aver parlato ieri dell’Inter oggi ripercorreremo insieme gli inizi, i successi e le sconfitte, di un’altra grande protagonista del nostro calcio: il Milan.
Società che giusto tra qualche giorno (il 16 dicembre) festeggerà i suoi 121 anni di vita.

LA NASCITA E GLI INIZI

L’Associazione Calcio Milan, meglio nota come A.C. Milan o solo Milan, è una società fondata, per l’appunto, nel 1899 con sede nella città di Milano. Nata come Milan Football & Cricket Club, deve le sue origini all’iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani riuniti all’hotel Du Nord e des Anglais, tra i quali Alfred Edwards, il primo presidente, Nathan Berra, il vicepresidente e capitano della squadra di cricket e fra i soci fondatori David Allison (capitano della squadra), Daniele Angeloni, Giannino Camperio, Antonio Dubini, Guido Valerio e Herbert Kilpin. Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato alla FIF, Federazione Italiana del Football e il 15 aprile, nelle semifinali del campionato 1900, la squadra esordì con una sconfitta per 3-0 contro il Torinese. Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus. L’anno seguente il Milan si laureò campione d’Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Nel 1907 arrivò il terzo successo, grazie al primo posto nel girone finale a cui parteciparono Torino e Andrea Doria. Nonostante i successi, nel 1908 un gruppo di soci, in disaccordo sul tesseramento dei giocatori stranieri, lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club Internazionale Milano.

Soci fondatori del Milan (1899)
Soci fondatori del Milan (1899)

CAMBIO DEL NOME

Nel marzo 1919 il nome della società fu cambiato in Milan Football Club e nel 1926 venne inaugurato lo stadio San Siro, fatto costruire dal presidente Piero Pirelli e che, fino al 1947, ospitò solo il Milan, dato che l’Inter avrebbe giocato all’Arena Civica. Nel 1936 la società assunse la denominazione Milan Associazione Sportiva, mutata nel febbraio 1939, quando le autorità fasciste imposero l’italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano. Mentre, nel dopoguerra, cambiò ancora la denominazione in Associazione Calcio Milan.

La maglia a strisce rosse e nere del club
La maglia a strisce rosse e nere del club

I SUCCESSI DEGLI ANNI ’50 E ’60

Per il Milan il quarto scudetto arrivò nel 1950-1951, dopo ben 44 anni di attesa, insieme alla prestigiosa Coppa Latina 1951, grazie ai gol del celebre trio svedese Gre-No-Li e alle parate di Lorenzo Buffon, sotto la guida tecnica dell’ungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si unirono alla squadra altri campioni come Juan Alberto Schiaffino, Osvaldo Bagnoli, Luigi Radice e Cesare Maldini che, capitanati da Nils Liedholm, furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati. Nel 1958 i diavoli raggiunsero la loro prima finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid, vincitore delle prime cinque edizioni del trofeo. Nel 1961-62 il Milan vinse il suo ottavo titolo con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e con un giovane Gianni Rivera in campo. All’inizio della stagione seguente, il club ottenne il primo successo continentale trionfando per 2-1, grazie a una doppietta di Altafini, nella finale di Wembley contro il Benfica e Cesare Maldini fu il primo capitano di una squadra italiana a sollevare la Coppa dei Campioni. Nel novembre del 1963 i rossoneri, con Giuseppe Viani in panchina dopo il passaggio di Rocco al Torino, persero però per 1-0 lo spareggio della Coppa Intercontinentale giocato allo Stadio Maracanã contro il Santos di Pelé. Questa fu l’ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello. Dopo alcune stagioni opache per i rossoneri, il ritorno in panchina di Rocco portò una nuova ventata di glorie, e nel 1967-1968, il Milan vinse il suo nono scudetto e la Coppa delle Coppe. Nel campionato successivo i rossoneri giunsero secondi alle spalle della Fiorentina, ma vinsero la loro seconda Coppa dei Campioni battendo per 4-1 nella finale di Madrid l‘Ajax di Rinus Michels. A questi grandi successi di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d’oro 1969, primo italiano a riuscirvi.

L’ARRIVO DI BERLUSCONI

Gli anni settanta, per il Milan, si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato e dopo alcune stagioni non esaltanti, l’arrivo di Nils Liedholm fu il punto di svolta per la squadra, guidata in campo da Gianni Rivera, che alla sua ultima stagione da calciatore, vinse la concorrenza dell’ostico Perugia di Ilario Castagner, che concluse il campionato imbattuto (prima squadra a riuscirvi nella Serie A a girone unico) e si assicurò l’agognato “scudetto della stella”.
Gli anni ottanta, invece, si aprirono con la prima retrocessione della squadra in Serie B e la radiazione dell’allora presidente rossonero Felice Colombo a seguito dello scandalo del Totonero. Con il ritorno in A e dopo alcune stagioni di transizione, il Milan dovette affrontare una grave crisi societaria. Il club indebitato e a rischio fallimento fu rilevato nel febbraio del 1986 dall’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, che ne ripianò il deficit economico. La successiva campagna acquisti fu un vero e proprio successo: arrivarono Roberto Donadoni, Dario Bonetti, Giuseppe Galderisi, Daniele Massaro e Giovanni Galli e dopo una stagione di assestamento, l’anno successivo il Milan puntò sul giovane tecnico Arrigo Sacchi e ingaggiò i tre fuoriclasse olandesi Marco van Basten, Frank Rijkaard e Ruud Gullit, pallone d’oro 1987. Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra ad trionfo dopo l’altro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e la Supercoppa italiana 1989. Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, aveva rivoluzionato la pratica e la mentalità calcistica, ed è considerata dalla UEFA la più grande squadra di club di sempre.

DA CAPELLO AD ANCELOTTI: GLI ANNI ’90 E 2000

Nel 1991 si concluse il ciclo di Sacchi che lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della nazionale italiana. In questa stagione il Milan, escluso dalle competizioni europee, si dedicò esclusivamente al campionato che vinse senza subire sconfitte. Memorabile fu anche la stagione successiva che portò al club importanti vittorie: la Super coppa italiana e la Super coppa UEFA. Con l’arrivo in panchina, nella stagione 2001-2002, di Carlo Ancelotti viene inaugurato un nuovo ciclo vincente per i rossoneri, sotto la sua guida nel 2003 ritornò in bacheca la UEFA Champions League, la bacheca si arricchì anche con il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea, vinta battendo il Porto di José Mourinho. Nel 2004-2005 la squadra fu artefice di un’altra stagione ad alti livelli, aperta con la vittoria della Supercoppa italiana 2004 e chiusa con il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di UEFA Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò in soli sei minuti dallo 0-3 e vinse la coppa ai rigori. Nel 2006-2007 il Milan giunse nuovamente in finale di Champions League, vinta per la settima volta con la doppietta di Inzaghi ancora contro gli inglesi del Liverpool. Nel 2007-2008 il Milan si aggiudicò anche la sua quinta Supercoppa europea e la sua prima Coppa del mondo per club, ultimi successi del ciclo Ancelotti, che al termine della stagione 2008-2009, segnata anche dal ritiro di Paolo Maldini, lasciò il testimone all’ex calciatore e dirigente Leonardo, alla sua prima esperienza da allenatore, ma rimasto in carica per una sola stagione.

Vittoria della UEFA Champions League 2003
Vittoria della UEFA Champions League 2003

COLORI E STEMMA

Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero. Tali colori furono scelti, come disse Kiplin, per rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari nell’affrontarli (nero). Per diversi anni il logo del Milan fu semplicemente la bandiera di Milano. Un altro soprannome che deriva dai colori della società è Il Diavolo e di conseguenza come logo della società fu usata anche l’immagine di un diavolo rosso stilizzato alla destra di una stella, riconoscimento della vittoria di 10 scudetti. 

Il Diavolo rossonero mascotte del Milan