Viaggio nelle più gloriose società italiane tra mito e storia: la Juventus

I 123 anni di vita della società più titolata d'Italia: Juventus, storia di un grande amore.

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La Juventus con la Champions League (foto wikipedia.org)
La Juventus con la Champions League (foto wikipedia.org)

È il 1 novembre 1897 quando un gruppo di studenti del liceo classico Massimo D’Azeglio, seduti su una panchina che si trovava all’angolo tra Corso Re Umberto e Corso Vittorio Emanuele II a Torino, danno vita a quella che sarebbe diventata la società calcistica più vincente e tifata in Italia: la Juventus. A unirli è la passione per il football, sport che in quegli anni stava esplodendo in Inghilterra e iniziava a diffondersi anche nel nostro Paese; il nome scelto per la società deriva dal latino, Juventus, infatti, significa gioventù e non è un caso: nel gruppo dei fondatori nessuno supera i 17 anni. Oggi, la società bianconera è il club più antico ancora in attività, dopo il Genoa fondato nel 1893.

Nel 1900 la Juventus si iscrive al suo primo campionato di calcio, Eugenio Canfari è il primo presidente e la squadra gioca in un campo situato a Piazza D’Armi, vicino a dove oggi sorge lo stadio Olimpico di Torino. La particolarità di questo periodo è che la maglia da gioco della Juventus è rosa e non bianconera: ecco perché in epoca moderna succede spesso che la seconda maglia della squadra sia di questo colore. Le strisce bianconere arriveranno solo tre anni dopo quando, grazie a John Savage, la Juventus si decise ad adottare delle magliette in stile moderno, provenienti dall’Inghilterra, e abbandonare le camicie utilizzate fino a quel momento. A causa di alcuni problemi di comunicazione, a Torino arrivarono le maglie bianconere del piccolo club inglese Notts County e da allora la Vecchia Signora sarà per sempre associata alle strisce bianconere. Per sottolineare il legame tra le due squadre, la prima partita disputata all’interno dell’Allianz Stadium, nel 2011, fu proprio un’amichevole tra Juventus e Notts County, terminata con il risultato di 1 a 1. La prima vittoria del campionato nazionale è arrivata nel 1905, solo otto anni dopo la fondazione e tre anni dopo l’iscrizione al primo campionato.

maglie rosa della Juventus
Le prime maglie rosa della Juventus

Un’altra tappa storica nella storia della Juventus è il passaggio di proprietà che vede protagonista la famiglia Agnelli e che avviene nel 1923. Da questo momento in poi, la Juventus non cambierà mai proprietà e il suo nome sarà indissolubilmente legato con quello della famiglia che ha fondato la Fiat a Torino, fino ad arrivare ai giorni nostri e ad Andrea Agnelli, attuale primo dirigente della società bianconera. L’inizio dell’era Agnelli fu suggellato con una serie di vittorie che hanno preso il nome di Quinquennio d’oro: dal 1930 al 1935 i bianconeri monopolizzarono il campionato italiano vincendo 5 scudetti di fila. Il record venne eguagliato solo dal Grande Torino che ripeté l’impresa sul finire degli anni quaranta, vincendo nella stagione ’48-’49 l’ultimo della serie; ultimo perché Gli Invincibili furono fermati dal tragico incidente di Superga del 4 maggio 1949. Questi due record sono stati battuti dalla stessa Juventus nella stagione 2016-2017, quando la squadra allenata da Allegri vinse il sesto titolo consecutivo, prima di arrivare al nono consecutivo conquistato nella passata stagione.

Quella della Vecchia Signora è una storia fatta di record e vittorie: 36 scudetti che le danno il diritto di appuntarsi le tre stelle sopra il logo, 13 Coppa Italia e 8 Supercoppe italiane a cui si aggiungono 3 Coppa Uefa – quella che oggi si chiama Europa League – 2 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali. È tutto racchiuso nello slogan della società, una celebre frase di Giampiero Boniperti, calciatore bianconero dal 1946 al 1961 e oggi presidente onorario del club: «Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta».

La tragedia dell’Heysel

Alcune vittorie, però, possono pesare più di una sconfitta ed è giusto che ogni tifoso juventino se ne ricordi, affinché quanto successo non si ripeta mai più. Il 29 maggio 1985 la Juventus vince la sua prima Coppa dei Campioni, l’attuale Champions League, questo, però, è davvero poco importante. Questo giorno è passato tragicamente alla storia per essere la data della tragedia dell’Heysel, dal nome dello stadio belga dove si svolse la finale contro il Liverpool. Quel giorno, la parte di tifoseria più accesa della squadra inglese iniziò a caricare verso uno dei settori occupati dai tifosi juventini; questi iniziarono a scappare e nella concitazione e nella ressa creatasi trentanove persone persero la vita.

La targa commemorativa dell'Heysel
La targa commemorativa dell’Heysel

Da quel giorno, ogni 29 maggio gli juventini e tutta la comunità calcistica si fermano a ricordare trentanove persone, tra tifosi bianconeri e semplici appassionati di calcio, che sono tristemente entrate nelle pagine nere della storia del calcio mondiale e nei cuori di ogni tifoso.

Da Platini a Del Piero, fino ad arrivare a Cristiano Ronaldo: quanti campioni nella Juventus

Cristiano Ronaldo è solo l’ultimo dei campionissimi che hanno avuto l’onore di poter vestire la maglia della Juventus. Nel corso dei decenni, diversi calciatori hanno contribuito a scrivere la storia bianconera e, attraverso questa, la storia del calcio mondiale. Abbiamo già citato Giampiero Boniperti, oggi presidente onorario della Juventus, che in campo ha disputato 443 partite, tutte con la maglia bianconera, senza mai cambiare casacca. Un’altra figura importante della storia juventina è quella di Gaetano Scirea: 377 presenze con la casacca bianconera dal ’74 al 1988. Scirea è reputato uno dei più grandi difensori di sempre e c’è un dato particolare che racconta l’uomo e il calciatore: non è mai stato espulso. Purtroppo, Scirea è scomparso prematuramente, a causa di un incidente stradale che ha lasciato un vuoto enorme nel mondo del calcio che ha perso, così, una delle figure più carismatiche e pulite del periodo.

Gaetano Scirea
Gaetano Scirea, capitano della Juventus

Uno dei più grandi goleador ad aver vestito la maglia bianconera, tra il 1957 e il 1965, è stato l’argentino Omar Sivori: 215 presenze e 135 gol per lui. Insieme al già citato Boniperti e a un attaccante gallese, John Charles, diedero vita per quattro stagioni al Trio Magico che portò in bacheca tre scudetti e due Coppa Italia. Le prestazioni in maglia bianconera gli valsero, nel 1961, la vittoria dell’ambito Pallone d’Oro. Tra i calciatori che hanno contribuito a costruire la storia della Juventus non si può non citare Le Roi, Michel Platini. Un numero dieci dotato di grandissima tecnica che ha dato vita, in Serie A, a diversi scontri iconici con un altro campionissimo assoluto, il calciatore più forte di sempre, Diego Armando Maradona. Con la maglia bianconera, Platini ha giocato 147 partite, segnando 68 gol, dal 1982 al 1987. Da numero 10 a numero 10, ci avviciniamo ai giorni nostri, a quella che è stata una delle ultime bandiere, non solo della Juventus ma del calcio moderno: Alessandro Del Piero. L’ex calciatore ha giocato ben 513 partite in bianconero, segnando 208 gol, dal 1993 al 2018 e rappresentando per decenni la juventinità in tutto il mondo. Questo breve resoconto è, senza dubbio, parziale. I campioni passati dal club bianconero sono moltissimi e tutti hanno contribuito a costruire la mitologia di una squadra che ogni weekend fa sognare più di 8 milioni tifosi, solo in Italia.

Giovanni Trapattoni e Michel Platini

Grandi campioni che, però, hanno avuto la fortuna di avere altrettanto grandi allenatori. Giovanni Trapattoni ha passato 13 stagioni alla guida della Juventus: dal 1976 al 1986 (un periodo definito Decennio d’Oro per il numero di vittorie raccolte), per poi tornare a Torino dal 1991 al 1994. In questo lunghissimo periodo, il Trap ha conquistato 14 trofei (6 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa dei Campioni, 2 Coppe Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa Intercontinentale); grazie a questi traguardi, Trapattoni è ancora oggi l’allenatore più premiato nella storia della Juventus. Dietro di lui, a 13 trofei, un’altra icona della storia bianconera che poi, come spesso è accaduto e come è stato per lo stesso Trapattoni, interseca quella della Nazionale: Marcello Lippi. L’allenatore toscano ha passato 8 stagioni a Torino: dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004. Sul suo Palmarès può vantare 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Coppa dei Campioni, 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa Intercontinentale. In particolare, dell’era Lippi due date sono rimaste impresse nella testa dei tifosi juventini: la Coppa dei Campioni vinta nel 1996 e lo Scudetto conquistato all’ultima giornata il 5 maggio 2002. Dietro questi due mostri sacri si piazza un tecnico che, al momento del suo arrivo, non aveva riscontrato i favori dei tifosi juventini, salvo poi far ricredere tutti: Massimiliano Allegri. Nelle sue 5 stagioni alla Juventus, Allegri ha vinto 11 trofei: 5 scudetti, 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane; al suo percorso è mancata solo l’affermazione in Europa, sfiorata due volte con le finali di Champions League perse contro Barcellona e Real Madrid.