Viaggio nelle più gloriose società italiane tra mito e storia: la Lazio

Da Giorgio Chinaglia a Paolo Di Canio, tutto sul mondo biancoceleste

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Lazio 1973:74 (foto wikipedia.org)
Lazio 1973:74 (foto wikipedia.org)

La Lazio è altro, non proviene da, prima è nata la Lazio e poi tutto il resto è venuto da sé
Cit. Generale Giorgio Vaccaro

GLI INIZI DELLA MAGICA STORIA BIANCOCELESTE

Era il 1900, iniziò tutto su una panchina in Piazza della libertà, nel cuore di Roma, una decina di ragazzi dopo un bagno nel Tevere decise di fondare una Polisportiva; scelsero il bianco ed il celeste perché erano considerati delicati e signorili, e senza dubbio queste sono da sempre due delle caratteristiche chiave della formazione capitolina.

E’ anche curiosa la scelta del nome, perché non attribuirgli, come la maggior parte delle altre società calcistiche, il nome del capoluogo? Questo perché quei magici nove volevano spingersi oltre i confini della capitale italiana, e trasmettere a più persone possibile la loro passione ed il loro amore per il pallone.

Agli inizi c’erano i leggendari fratelli Bigiarelli, Luigi e Giacomo, l’inimitabile Alberto Mesones, e ancora Alceste Grifoni, Odoacre Aloisi, Galileo Massa, Arturo Balestrieri, Enrico Venier e Giulio Lefevre; ed è proprio in loro onore che in occasione del centenario dei biancocelesti nel 2000 è stata affissa una targhetta in Piazza della Libertà , per ricordare nel tempo lo spettacolo a cui questi indimenticabili calciatori hanno dato vita.

I PRIMI TORNEI E LA GRANDE  GUERRA

La Lazio che sconfisse la Virtus (foto wikipedia.org)
La Lazio che sconfisse la Virtus (foto wikipedia.org)

Il primo torneo in assoluto disputato dalla Lazio fu quello del 1901, il 27 gennaio di quell’anno le Aquile si scontrarono contro la società veloce club podistico forza e coraggio, e sempre in quell’anno il club biancoceleste diede inizio ad una delle più grandi iniziative calcistiche del secolo, organizzando, in accordo con altre società , un’ accademia del calcio.

Gli anni successivi furono certamente memorabili, la Lazio disputò infatti il suo primo derby, seppur in via ufficiosa, contro la Virtus (nata nel 1903)a seguito di una scissione interna alla Lazio e come si può ben immaginare la rivalità  fra le due squadre era alle stelle ma i biancocelesti ebbero la meglio per tre a zero, portando a casa una storica vittoria e marcando la loro netta superiorità.

Pochi anni dopo la Lazio partecipò per la prima volta ad un torneo di prima categoria, e qui la storia si ripeté, vinsero con facilità tutte le partite del girone eliminatorio, tanti furono gli ostacoli da superare, ma dopo aver vinto con il Virtus di Livorno ed il Naples le Aquile riuscirono a qualificarsi per la finalissima nazionale dove avrebbero dovuto affrontare la ProVercelli, ma contro i leoni bianchi piemontesi ogni sforzo fu vano.

Fino al 1915 la Lazio continuò a crescere senza fermarsi mai e grandi furono gli obiettivi raggiunti, ma l’arrivo della grande guerra sconvolse tutti gli equilibri e le competizioni sportive si fermarono. I biancocelesti furono purtroppo gravemente penalizzati da quegli interminabili anni di conflitti e ostilità, alcuni campioni persero la vita al fronte e quei pochi sopravvissuti si ritirarono dal calcio giocato.

 IL DERBY DEL ’32 E LA COPPA ITALIA DEL 1958

Silvio Piola (foto wikipedia.org)
Silvio Piola (foto wikipedia.org)

Dopo la nascita della Roma nel 1927, le rivalità già esistenti fra i sostenitori delle varie formazioni si accentuarono, come due armate che combattono per conquistare lo stesso territorio; la Roma trovò sede quasi naturale nel quartiere di Testaccio, la Lazio si stabilì invece un po’ più a Nord, a Prati e Trionfale.

La prima volta non si scorda mai no?

Era il 1932, 25mila gli spettatori, uno sventolio di bandiere biancocelesti e giallorosse coloravano lo stadio ed un un gigantesco telone con scritto “Forza Lazio” spiccava fra quell’orda ti tifosi appassionati. Con la doppietta di Fantoni e il terzo gol di Malatesta le Aquile schiacciarono gli avversari, ed il resto è storia.

Lazio 1958, conquista la Coppa Italia (foto wikipedia.org)
Lazio 1958, conquista la Coppa Italia (foto wikipedia.org)

Nonostante un periodo avaro di trofei, quelli furono anche gli anni di Silvio Piola. Con la maglia biancoceleste Piola segnò 143 reti in 227 partite, mentre nella massima serie siglò in tutto 290 gol che ne fanno tutt’ora il miglior marcatore della storia della Serie A.

Dopo circa vent’anni nulla era cambiato, la corsa al successo della Lazio continuava senza sosta, e finalmente nel 58’ arrivò il primo trofeo, i biancocelesti conquistarono la Coppa Italia contro i viola di Firenze per 1 a 0.

DALLA SERIE B ALLO SCUDETTO

Giorgio Chinaglia esulta dopo un gol in un derby (foto wikipedia.org)
Giorgio Chinaglia esulta dopo un gol in un derby (foto wikipedia.org)

Nella stagione 1970-71 la Lazio retrocesse in serie b e l’unico modo per salvare le sorti dei biancocelesti  era quello di rivoluzionare il tutto.

Arrivò in loro soccorso il tecnico Maestrelli e con lui fuoriclasse  come Felici, Martini, Re Cecconi e Pretelli. Nell’annata 1972-73 la nuova formazione arrivò ad un passo dallo scudetto, in una lotta ostinata contro Milan e Juventus, ma si classificò terza.

Il campionato del 1973-74 iniziò con lo scetticismo dell’opinione pubblica, pochi credevano che i biancocelesti sarebbero diventati campioni d’Italia; ma quella Lazio era maledizione e bellezza, un gruppo di teste calde che per 90 minuti remava instancabilmente per la vittoria, Chinaglia segnava, Wilson era alla guida in difesa, Re Cecconi invece il faro di centrocampo; il successo fu inevitabile, i biancocelesti vinsero lo scudetto con una giornata di anticipo, alcuni dicono fossero predestinati.

LA TRAGEDIA PAPARELLI E LO SCANDALO TOTONERO

Gli anni successivi non furono dei migliori, la stagione del 1979-80 fu macchiata da una tragica morte, quella del tifoso laziale Paparelli, deceduto a causa di una rissa pre-partita.

Dopo quel drammatico avvenimento un’altra disgrazia si abbatté sulla Lazio, esplose lo scandalo del “Totonero” e la squadra venne retrocessa in b e alcuni dei suoi giocatori  addirittura squalificati. Purtroppo un episodio simile si verificò qualche anno dopo, “Il Totonero Bis”, a causa di Vinazzani la squadra venne penalizzata di 9 punti è rischiò seriamente la retrocessione in c, ma il gol del bomber Fiorini all’82’ nello spareggio contro il Vicenza salvò la squadra dal baratro.

Vittoria e sofferenza, in fin dei conti la storia della Lazio è sempre stata cosi, fatta non solo dai successi ma anche dalle sconfitte, e dalla voglia di reagire e rialzarsi, senza mollare mai.

L’ERA CRAGNOTTI, IL SECONDO SCUDETTO E LE VITTORIE IN EUROPA

Sven Goran Eriksson (foto wikipedia.org)
Sven Goran Eriksson (foto wikipedia.org)

L’arrivo di Sergio Cragnotti segnò una svolta decisiva nella storia della Lazio, dal febbraio del 1992 fino al 2003 ha infatti collezionato ben sette trofei, tra cui una Coppa Italia ai danni del Milan ed una Supercoppa in casa della Juventus. Per quasi 11 anni il presidente biancoceleste ha accompagnato la Lazio in un cammino fantastico durante il quale è divenuta una tra le squadre più competitive in Italia, protagonista anche in Europa.

Uno, fra i tanti successi conquistati in quel decennio d’oro, è rimasto intriso nella memoria e nei cuori dei tifosi, stiamo parlando del secondo scudetto della storia biancoceleste.

La Lazio giocava all’Olimpico, la Juventus, anche lei in corsa per lo scudetto, al Curi di Perugia. Era il 4 maggio del 2000, il gol di Calori e poi il boato, la Lazio era appena diventata campione d’Italia per la seconda volta nella storia.

Ma non c’è di certo di che stupirsi, in panchina il guerriero Sven-Goran Eriksson, in campo

Vieri e Salas (foto wikipedia.org)
Vieri e Salas (foto wikipedia.org)

Nesta, Nedved e Mancini, in attacco l’inimitabile Simone Inzaghi, come gli Spartani, per i nemici non ci fu scampo.

Sempre nel 2000, anno indimenticabile per i biancocelesti, la Lazio fu protagonista di una partita storica, quella disputata contro il Manchester United in Supercoppa Europea. Quella era la Lazio più forte di sempre, ha dichiarato Ferguson, il gol di Salas affossò i diavoli rossi e poche settimane prima Nedved e Vieri avevano conquistato la coppa delle coppe contro il Maiorca, in un’altra indimenticabile pagina della storia biancoceleste.

L’ERA LOTITO

Era il luglio del 2004 quando Lotito divenne il nuovo presidente della Lazio, vivendo il miglior momento della sua carriera imprenditoriale e proprio lo scorso luglio ha festeggiato i suoi 15 anni di anniversario con i biancocelesti.

Al suo arrivo la situazione non era di certo delle migliori, 15 erano i componenti della rosa e neanche l’ombra di un allenatore, ma Lotito, in una corsa contro il tempo, riuscì a ritrovare un equilibrio, tra i più grandi arrivati alla corte laziale ricordiamo Paolo di Canio, Goran Pandev e Tommaso Rocchi.

Nella stagione 2005-2006 la Lazio terminò il campionato in sesta posizione e si assicurò così la qualifica Europea, e questa fu una vittoria, ma una pagina oscura della storia della Lazio stava purtroppo per aprirsi; i biancocelesti vennero coinvolti nello scandalo di Calciopoli e puniti con 11  punti di penalizzazione.

La Lazio solleva la Coppa Italia del 2009 (foto wikipedia.org)
La Lazio solleva la Coppa Italia del 2009 (foto wikipedia.org)

La stagione del 2007-2008 fu però decisiva, tornava il sereno dopo un lungo temporale, la Lazio di Ballardini si aggiudicò infatti la Supercoppa Italiana per la terza volta nella sua storia.

Un periodo lunghissimo, non sempre lineare ma di certo ricco di grandi soddisfazioni e stimoli sempre nuovi per il futuro, sembra proprio che la dinastia di Lotito sia destinata a durare in eterno.

IL DERBY DEL 26 MAGGIO E L’EPOCA INZAGHI

Il derby ed un trofeo in palio, l’Olimpico come teatro per inscenare un grande spettacolo; il 26 maggio 2013 su quel campo si giocò una delle più importanti partite della Roma calcistica. Ancora oggi, dopo 7 anni, Lulic 71 è uno slogan indimenticabile per chi ha vissuto in prima persona quella notte magica.

Gli anni a seguire non furono però all’altezza delle aspettative, e così nel 2015 dopo la sconfitta della Lazio in Supercoppa Italiana Lotito decise per l’esonero del all’epoca tecnico Pioli e approdò in aiuto della causa biancoceleste Simone Inzaghi, legato da sempre a questi colori; nella sua brillante carriera di attaccante è stato infatti capocannoniere della Lazio nelle Coppe Europee e in Coppa Italia, una storia d’amore destinata a non finire mai.

L’arrivo di Simone si rivelò fin da subito una scelta azzeccata, armonia e continuità fuori e dentro al campo, nella stagione 2017-18 i biancocelesti conquistano la Supercoppa Italiana ai danni della Vecchia Signora.

Nell’annata successiva la squadra peggiorò però il piazzamento in campionato, chiudendo all’ottavo posto, ma si riscattò in Coppa Italia vincendo per la settima volta il trofeo, dopo avere sconfitto in finale una grande Atalanta. La stagione 2019-20, nonostante il drammatico avvento della pandemia da Covid-19, è stata una grande occasione per i laziali di dimostrare ancora una volta il loro valore, il ritorno in Champions League e la vittoria in Supercoppa con la Juventus hanno riportato la Lazio alle vette del calcio italiano.