La stagione alternativa del Val d’Lans nel segno delle collaborazioni: dalla sinergia col Fiano Plus ai lidi iberici

L'importanza del grande lavoro a livello teorico, tra propedeuticità e costante condivisione di idee

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Scuola Calcio Val d'Lans

Il Val d’Lans è una delle realtà più strutturate del futsal piemontese e tra quelle che puntano con più dedizione sul consolidamento delle proprie fondamenta. Anche per chi lavora alla grande da anni però, le ultime due stagioni hanno rappresentato un’ulteriore difficilissima sfida da superare.

Ecco perché diventa ancor più interessante farsi raccontare da colui che di quella realtà è la colonna portante, come sono stati affrontati questi lunghissimi mesi. Davide Boscolo è infatti uno dei fondatori della società, nonché attuale Responsabile del Settore giovanile. Un allenatore oggi 31enne che a soli 24 anni ha scelto di passare dal campo alla panchina, sentita come una vocazione. Una scelta vincente, visto quanto di buono fatto dalla fondazione del club nel 2014 ad oggi.

 

Val d'Lans
Davide Boscolo, Responsabile del Settore giovanile del Val d’Lans

 

Parole d’ordine Val d’Lans: organizzazione e appartenenza

«Nonostante tutto non si può dire che il momento sia catastrofico perché per fortuna stiamo tutti bene» – esordisce.

«Senza dubbio la nostra più grande forza è stata l’organizzazione, specialmente per quanto riguarda le categorie dei più piccoli. Siamo rimasti costantemente in contatto con tutte le famiglie e questo ci ha consentito di avere sotto controllo la situazione. Un lavoro impegnativo perché ha coinvolto tutti gli atleti fino all’U-17. Poi, da quando abbiamo ripreso gli allenamenti all’aperto, l’impegno di bimbi e famiglie è sempre stato encomiabile anche in questo senso».

 

Scampoli di allenamenti individuali all’aperto

 

Un aspetto su cui i Wolves puntano tantissimo è sicuramente il senso di appartenenza. E nel loro caso non si tratta soltanto di una bella parola o di uno slogan già sentito mille volte. Al Val d’Lans si pensa veramente in stile Athletic Bilbao (la squadra dei Paesi Baschi che nella Liga Spagnola e in Europa schiera solamente giocatori “a chilometro zero”, ndr). Tant’è che dei dodici istruttori che compongono attualmente lo staff tecnico, più della metà sono anche giocatori in Serie B e dell’Under 19: «Anche in questo senso devo dire che siamo davvero molto soddisfatti. E non posso che rinnovare i complimenti al Responsabile della Scuola Futsal, Giovanni Corsiatto, perché molto di quello che stiamo costruendo è anche merito suo».

 

Momenti di leggerezza; la consegna del ‘Premio per la Foto più Simpatica dell’estate’ con la presenza del Responsabile Scuola Futsal, Giovanni Corsiatto

 

Il grande tema della propedeuticità 

Uno dei grandi temi che hanno tenuto banco durante il lungo periodo di inattività è stato quello relativo alla propedeuticità: «In questo periodo abbiamo lavorato soprattutto dal punto di vista teorico. Abbiamo cercato di mettere il più possibile in condivisione le idee di tutti i nostri allenatori, allargando le prospettive anche fuori dalla nostra cerchia. Attraverso la collaborazione con i dirimpettai del Fiano Plus abbiamo portato avanti un discorso approfondito sull’utilità reciproca di calcio a 5 e calcio a 11 per il miglioramento degli atleti.

In particolare a settembre-ottobre abbiamo tenuto qualche lezione di allenamento individuale incrociato e lo sviluppo tecnico riscontrato nelle partite è stato notevole sia per i calciatori del Fiano che per i nostri. In particolare il fatto di fare esperienza con spazi di campo diversi e con palloni di dimensione e peso diversi è risultato molto allenante» – spiega Boscolo.

Collaborazioni a sorpresa

Ma ci sono anche delle collaborazioni arrivate indirettamente e in maniera abbastanza sorprendente soprattutto a partire da gennaio: «Sfruttando il periodo, mi sono dato da fare in prima persona con la creazione di “El Mundo Futsal Coach“, un’associazione per la formazione degli allenatori e per favorire l’interscambio di metodologie, anche attraverso attività pubblicitaria a favore delle diverse realtà che si impegnano nel futsal.

Ebbene, alcuni post che ho pubblicato su Facebook sono finiti sotto la lente d’ingrandimento di personaggi importanti del nostro mondo. Così, un progetto che era nato senza alcuna pretesa si è trasformato in un importantissimo ponte di collegamento.

Prima di tutto abbiamo avuto un contatto con Paolo Di Rosa, direttore sportivo con un passato in club come la Luparense (squadra di futsal più titolata d’Italia, ndr), il Pordenone e oggi al Futsal Jesolo. Il riscontro positivo avuto da parte sua ha portato poi all’apprezzamento anche da parte di Sara Almeida, figura tutt’altro che secondaria nel panorama iberico, avendo lei lavorato in diverse piazze a Valencia ed essendo molto conosciuta anche negli ambienti di Benfica e Sporting Lisbona. Una donna che da tempo lavora anche con la federazione portoghese e ha una sua propria scuola di allenatori. Ha trovato molto pertinente il progetto portato avanti con il Fiano e così sono nati tanti spunti interessanti».

Sogni e ispirazioni

Contatti che hanno innalzato esponenzialmente il livello di tutto l’ambiente Val d’Lans, che però non smette di guardare anche al vicinato: «Un club come l’Asti Orange continua ad essere per noi una grande fonte d’ispirazione, soprattutto dal punto di vista del lavoro sui più piccoli e in questo Davi Alves è un maestro.

Il nostro sogno più grande lo portiamo comunque avanti da tempo, con i bambini che, fino a quando si è potuto, sono andati a vedere i propri allenatori giocare in C1 riempiendo il nostro palazzetto. Quando si allenano i più piccoli la fortuna è che l’allenatore diventa immediatamente un idolo per loro. Vedendolo giocare cercano di imitarlo e si innamorano di questa disciplina. È un processo che porta solo vantaggi sia dal punto di vista del bagaglio tecnico che per quanto riguarda quel senso d’appartenenza di cui abbiamo parlato prima. Più si condividono momenti insieme più si trovano strade comuni che non fanno altro che arricchirci».

È poi recentemente arrivato l’attestato come Scuola Calcio Riconosciuta per il secondo anno consecutivo, a corollario di un percorso iniziato da lontano e simbolo di quello che non è però ancora un punto di arrivo: «Non siamo riusciti a fare il salto nell’Élite ma abbiamo già cominciato a mettere insieme diversi presupposti come i contatti con psicologi, nutrizionisti e mental coach, nonché diversi incontri online e uno dal vivo col Fiano quando ancora si era in zona gialla».

 

Il riconoscimento per l’annata 2019-20

 

Una speranza per il futuro: la continuità

Chiedere della situazione delle diverse categorie della Scuola Calcio è sicuramente troppo in un momento in cui regna ancora l’incertezza su tanti aspetti. Eppure per il Responsabile Boscolo gli spunti positivi non mancano: «La notizia più bella di questo periodo è senza dubbio aver ricevuto diverse conferme da tutti gli allenatori che sono attualmente parte dello staff tecnico. Poteva esserci un po’ di paura perché penso sia legittimo aver perso qualche stimolo dopo che tutti abbiamo praticamente saltato un anno di vita. Eppure posso affermare con grande gioia che quasi tutto il parco allenatori è confermato.

Dopo che due annate sono state di fatto by-passate penso che si debba prima di tutto pensare allo sport come fonte di benessere. L’aspetto più importante dev’essere quello della continuità, che non possiamo più permetterci di perdere. Solo con la continuità si possono educare i bambini facendoli veramente rinnamorare dello sport. Per questo penso che la Lega debba partire con un’ idea precisa e portarla avanti senza ripensamenti, che si tratti di blocco delle categorie o meno. Noi siamo pronti a tutto! Sono diventato papà da un anno e non voglio nemmeno immaginare che a mio figlio un giorno possa mancare tutto ciò che di buono proviene dalla pratica sportiva».

Ma non si poteva finire senza una battuta sull’argomento che ha tenuto banco per tutta la settimana: «Diciamo che dopo la pandemia, lo scenario post-apocalittico si stava alimentando con la questione della Super Lega. Per fortuna almeno quella dovremmo averla scampata (chiude con una risata, ndr)».