Mimmo Caglioti: Passione e impegno a servizio de La Chivasso

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Allenatore degli Esordienti de La Chivasso

Domenico Caglioti, il grande “Mimmo”, allenatore degli Esordienti de La Chivasso nonchè il responsabile della Scuola Calcio, è una di quelle persone che possiede il “fuoco sacro” della passione nei confronti dello sport più bello del mondo, e questa è una delle qualità che cerca di trasmettere ai suoi giovanissimi calciatori. Perchè, se manca quella, che senso ha?

La sua carriera, come del resto tutte le belle storie che si rispettino, è cominciata per semplice curiosità e per il desiderio di conoscere i propri limiti: ha iniziato come dirigente, carica che ha ricoperto dal 1998 al 2012, per poi spostarsi per tre anni all’Atletico Volpiano e tornare infine a Chivasso. Una volta conseguito il patentino da istruttore è diventato allenatore a tutti gli effetti, infondendo ai bambini le conoscenze tecniche, la disciplina e soprattutto l’amore per il gioco.

In questo periodo delicato in cui le competizioni e gli allenamenti sono sospesi, la società ha deciso di seguire scrupolosamente il DPCM, non consentendo neppure gli allenamenti individuali per azzerare del tutto il pericolo di contagio.

La filosofia di Mimmo, però, è una soltanto, e neppure il Covid può fermarla: «Mai stare fermi». L’allenatore, infatti, è solito percorrere molti km in bicicletta o a piedi, e ai suoi giocatori cerca di trasmettere il medesimo spirito richiedendo che «Siano propositivi, devono avere la libertà di giocare e di scegliere il settore in cui si sentono maggiormente a proprio agio, senza dimenticare il divertimento!». 

Una normale sessione di allenamento dura 90 minuti, durante i quali lui e gli altri istruttori lavorano su ritmo, velocità e tecnica; «Mi sono ispirato a Juve e Toro, prediligo un gioco semplice composto da poche parole e molti fatti, riesco a far capire ai bambini ciò che devono fare passando subito alla pratica. E poi parlo molto con loro, chiedo sempre il perché delle loro azioni, come “Perché hai tirato col destro e non col sinistro?”. Questo aiuta non solo me a conoscerli meglio, ma anche loro a conoscere le potenzialità di cui non hanno ancora consapevolezza, data la giovane età. Molti di loro hanno paura di sbagliare, ma sbagliare è utile, anzi necessario! Sono soddisfatto quando un ragazzo impara dai propri errori, perché è solo così che si cresce e si migliora».

Un concetto molto nobile che gli Esordienti de La Chivasso stanno interiorizzando insieme alle nozioni squisitamente tecniche di Caglioti, il cui desiderio è quello di preparare al meglio i calciatori per l’approdo al settore giovanile. Ma andiamo a conoscere meglio la squadra attraverso le parole di Mimmo:

Edoardo Filippone: Il super portiere che va un po’ spronato durante gli allenamenti. Col tempo sta diventando più costante. Molto capace anche coi piedi.

Riccardo Corino: Poche parole, molti fatti. E’ dappertutto, gioca in modo semplice e pulito ed è un tifoso della Juventus.

Thiago Araujo: Sta facendo passi da gigante. E’ timido, parla poco, ma pian piano si sta sciogliendo e sta acquisendo fiducia nelle proprie potenzialità di difensore.

Stefano Trenchea: Il “gigante buono” della squadra. Ha un sinistro potentissimo, vuole sempre battere le punizioni.

Thomas Sacco: E’ un attaccante molto veloce e bravo nel dribbling. Visto che è un tifoso della Juventus, «lo paragonerei a Dybala».

Manuel Rausa: Inizialmente era nato come portiere. E’ mancino, ragiona molto e non butta mai via il pallone.

Eduardo Pezzano: Centrocampista. A differenza di Corino, è uno che cerca spesso il dribbling con l’avversario. Bravissimo nei calci di punizione col destro. «Un piccolo Pjanic!».

Tommaso Verdè: Tanto impegno e tanta voglia di fare. Gioca sulla fascia, correndo su e giù, e anche lui ragiona molto nelle azioni.

Claudio Gaudiano: Sta provando tutti i ruoli, s’impegna molto. Prima giocava in attacco, ora «l’ho spostato in difesa e lui si diverte molto di più. Potrebbe essere quello il suo posto».

Francesco Donghia: Sta facendo passi da gigante. Ha trasformato l’1 contro 1 nell’1 contro tutti. Molto portato per i dribbling, ha sicuramente l’attitudine a giocare nel settore offensivo.

Ticihimi Wambo: E’ la mascotte dell’intera scuola calcio. Quando fa caldo indossa abiti invernali, quando fa freddo quelli estivi. Si diverte molto e non ha mai saltato un solo allenamento. E’ molto bravo nei dribbling.

Tommaso Bison: «E’ arrivato quest’anno. Era timidissimo all’inizio e ha avuto il coraggio di rimanere. Proviene infatti dalla squadra del Montanaro, tutti i suoi amici e compagni hanno preso strade diverse dalla sua, lui si è messo in discussione e ha scelto noi. Gioca laterale e in modo semplice. Impegno e coraggio 10+!»

I risultati raggiunti fino ad ora dalla squadra parlano da sè: due vittorie portate a casa, con 12 reti effettuate e una sola subìta. Gli insegnamenti di Mimmo Caglioti sembrano condurre i ragazzi sulla giusta strada, facendo gol nei loro cuori. La speranza é che possano tornare presto in campo per lasciare tutti a bocca aperta. E noi lo speriamo con loro.