Il barrio di Peñarol: una storia di emigrazione e calcio

La squadra più titolata dell'Uruguay e il suo legame con Pinerolo

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«Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani». Questa celebre frase di Massimo d’Azeglio spiega la frastagliata situazione sociale all’indomani dell’unità nazionale, raggiunta nel 1861. Gli squilibri economici e sociali, nell’Italia post unitaria, hanno determinato che milioni di persone lasciassero i confini della penisola per cercare fortuna altrove. Si stima che, nel periodo tra il 1876 e il 1915 denominato “grande emigrazione”, circa 15 milioni di italiani si siano messi in viaggio per cercare fortuna altrove. Tra le mete predilette di questi flussi migratori, ci sono stati alcuni paesi sudamericani: in particolare l’Argentina e l’Uruguay. Tracce di queste migrazioni le vediamo ancora oggi sui campi di calcio: quando guardiamo giocare le nazionali sudamericane capita spesso di sentire cognomi che potrebbero essere stampati sulle maglie azzurre. Oppure, è sempre più frequente vedere giocare per la nazionale italiana calciatori nati all’estero ma provenienti da famiglie italiane emigrate.

Tra i milioni di italiani che hanno cercato fortuna in Sudamerica c’è stato Giovan Battista Crosa, pinerolese che nella seconda metà del Settecento – anticipando quindi la più grande ondata di emigrazione italiana –  è sbarcato a Montevideo. Nella capitale uruguagia, Crosa si insedia in quartiere popolare, decentrato, che negli anni, e con l’aumento dei flussi migratori in entrata, diventa un vero e proprio punto di riferimento per gli italiani e, in particolare, per i concittadini pinerolesi di Giovan Battista Crosa. A testimonianza di questo c’è il nome del barrio: Peñarol. Semplicemente una spagnolizzazione di “Pinerolo”.

Il barrio di Peñarol è il quartiere di riferimento di una delle società calcistiche uruguagie più rinomate nonché la più vincente del paese: il Club Atletico Peñarol. 52 scudetti, 5 coppe libertadores e 3 coppe intercontinentali, l’albo d’oro rende l’idea della caratura della società fondata nel 1891. Prima dello stop al campionato, il Peñarol aveva raccolto 4 punti nelle prime tre partite. A guidare la squadra giallonera c’è una vecchia conoscenza del calcio mondiale e italiano: Diego Forlan, alla prima esperienza in panchina.

I contatti tra Pinerolo e l’omonimo quartiere di Montevideo non si sono mai interrotti. Nel 2007 il Torino invitò il Peñarol al Trofeo del Centenario”, partita celebrativa per i 100 anni dei granata. In questa occasione, la squadra uruguagia fece visita a Pinerolo dove fu accolta in Comune dal sindaco. Come ci racconta il presidente dell’FCD Pinerolo, Leonardo Fortunato, anche tra le due società calcistiche sono esistiti dei contatti: «L’anno scorso c’è stato un fitto scambio di corrispondenza tra noi e il Peñarol. L’idea era quella di un gemellaggio ed eravamo arrivati alle fasi finali dell’accordo. Purtroppo, però, il cambio dell’ambasciatore italiano in Uruguay e dei riassetti societari del Peñarol ci hanno fatto perdere i contatti e la cosa non si è concretizzata».

Marco Amato