Modelli e principi del manifesto lascarino

Denis Sanseverino traccia le linee guida condivise

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La Scuola calcio del Lascaris a Bardonecchia
La Scuola calcio del Lascaris a Bardonecchia

La Scuola calcio ormai da quasi tre mesi si è fermata, ma solo sul campo. Il nostro mondo è comunque rimasto in continuo movimento, tra le tante iniziative che hanno promosso le società e tra gli addetti ai lavori che ne hanno approfittato per studiare e per portare miglioramenti al ritorno in campo. Chi di certo non ha smesso di aggiornarsi è il Responsabile della Scuola calcio del Lascaris, Denis Sanseverino.

La Scuola calcio Elite di Pianezza ha organizzato 10 lezioni online facendo formazione sul modello del club, modello di gioco e principi. Oltre a Sanseverino, tra i relatori ci sono stati anche gli istruttori Matteo Agnino e Cristian Castagno. Il Lascaris poi, parallelamente, continua anche la sua formazione online con la Federazione in qualità di Scuola calcio Elite.

Tante le idee chiare che sono uscite da questi mesi di studio e riflessione, alcune già parte fondamentale dell’ideale del club bianconero, altre affinate in questo periodo. «Vogliamo creare la cultura del club Lascaris – spiega Sanseverino – che valga dai piccolini, ma che si colleghi anche al Settore giovanile e fino anche la Juniores e la prima squadra. Che parta da un modello di gioco condiviso a prescindere dal risultato, che passa dal modello di giocatore. L’obiettivo è quello di formare un giocatore scegliente e non pensante. Il giocatore pensante ci mette di più, il giocatore scegliente è molto più rapido, così che anche in una situazione di uno contro uno ad esempio sia avvantaggiato. Il giocatore scegliente sarà quindi un giocatore di personalità, tecnico, dinamico, coraggioso, creativo, propositivo».

Le squadre del Lascaris dovranno essere gruppi voltati all’attacco: «Il nostro gioco deve essere propositivo, andare in avanti. Per fare questo ci vuole una certa compattezza difensiva, creare dei corridori. Sembrano anche concetti difficili da spiegare ai bambini, ma quando a loro dici che per difendere bene devono stare nella posizione centrale già li stai dando delle idee chiare. Bisogna allenarsi sulla transizione negativa, che sarà quella di portare pressione sul portatore di palla, e sulla transizione positiva che sarà quella di uscire da quella posizione il più velocemente possibile se si è nella zona 1 di costruzione o nella zona due di sviluppo, mentre nella fase tre di finalizzazione ci saranno altri obiettivi. Un principio che mi piace molto è: gioco come mi alleno e mi alleno come gioco. L’allenamento dovrà essere sviluppato anche attraverso il gioco libero, duelli, rondò, mini partite a tema, giochi di sviluppo e di finalizzazione ecc».

Poi sul ruolo dell’istruttore, Sanseverino ha una visione precisa: «Una frase che condivido a pieno è che i migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere. Io credo che un buon istruttore non debba urlare dietro ad un ragazzo quando sbaglia. Mi capita spesso di vedere degli allenatori che guidano i propri ragazzi dicendogli esattamente quale movimento devono fare, ma questo è poco istruttivo perché li si tratta un po’ come delle macchinette. Un istruttore deve sapere modificarsi ed integrare le novità con quello che già faceva prima, deve studiare continuamente perché il mondo del calcio si evolve. Una cosa che vorremo fare e dare mese per mese un opuscolo agli istruttori con gli obiettivi del mesociclo».

Il motto è: ‘se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco‘. Questi sono solo alcuni degli aspetti che Denis Sanseverino ed i suoi collaboratori cercano di portare avanti (ci sarà anche un patto etico condiviso). Alcuni di essi possono non essere facilmente digeribili soprattutto dai genitori qualora non dovessero vedersi immediati risultati, ma la strada è chiara e ben tracciata, per cui anche un aspetto di poco conto come è il risultato nella Scuola calcio, dopo un periodo di assorbimento da parte di tutti verrà da sé.