Dalle Maschere alle mascherine: a Candiolo nulla è cambiato

Riceviamo e pubblichiamo un bel racconto sul ritorno in campo dei 2008 granata dopo sei mesi

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Candiolo 2008
Candiolo 2008

Riceviamo e pubblichiamo con piacere il racconto del ritorno in campo degli Esordienti 2008 del Candiolo. A scrivere è un genitore della squadra granata.

Ci eravamo lasciati in un pre-primaverile week-end di febbraio. L’ultimo del mese per l’esattezza. Scuole chiuse per le vacanze di Carnevale (che fortuna che hanno i nostri figli:noi non abbiamo mai fatto vacanza da scuola per carnevale). Ragazzi impegnati per uno dei tanti tornei in maschera. Gli Esordienti 2008 in maglia granata del Candiolo targata Academy Torino erano pronti a ripartire nel campionato primaverile, consci della loro tanto inaspettata quanto meritata crescita. Un bel gruppetto di amici diventato una signora squadretta plasmata con merito dalle sapienti mani del proprio mister.

Al fischio finale dell’ultima partita di quel torneo domenicale, nessuno di noi poteva immaginare che ci sarebbe voluto così tanto tempo prima di rivedere i nostri ragazzi in divisa sul rettangolo di gioco. Sono passati più di sei mesi, meno di una gravidanza a ben pensarci. Le scuole sono ancora chiuse. Forse, diciamo forse, da lunedì…va beh, vedremo martedì! E intanto oggi, finalmente, i ragazzi hanno tolto le maschere dai loro borsoni. Le mascherine, quelle no: rigorosamente alla bocca, almeno prima di ricalpestare il terreno verde. Bel segno anche quello, come tutti i segni e gli esempi che solo i bambini e i ragazzi possono insegnare a noi grandi che di grande ormai abbiamo solo sospetti, dubbi e perplessità complottistiche. Già perché una mascherina sulla bocca e sul naso, non è un segno di libertà negata quanto piuttosto di civiltà rispettosamente vissuta. Una piccola forma di rispetto per imparare che ognuno, nel suo piccolo, può realmente fare qualcosa per gli altri. Perché non siamo soli, e soli non vogliamo restarci. Altrimenti finisce il gioco.

Lo stesso gioco che, con un altro fischio ricomincia, così come era finito quasi 200 giorni fa.
E tutto, seppur diverso, sembra non essere mai finito. Le parate di Coco, le diagonali di Zito e Bellotto, i contrasti di Ardizzoni e le geometrie di Percoco. Mister Fratello che incita e sprona. Le magie di Balbiano, i gol di Fantone, le giocate di Masi e Caglioti. E poi la grinta, la “cazzimma” e la voglia di andare oltre l’ostacolo del giovane Linsalata, classe 2009 preso in prestito viste le defezioni e gli infortuni dei pariruolo di 12 mesi in più all’anagrafe.

Nelle sue corse, nel suo battagliare, nel suo aggrapparsi alla maglietta dell’avversario pur di stare sul pezzo nonostante l’evidente differenza fisica c’è la sua e la nostra voglia di tornare ad una parvenza di normalità. Il bisogno di sentire l’erba sotto i piedi e la rete che si gonfia di vita. Il respirare aria a pieni polmoni, il faticare per una corsa, il “cinque” dei compagni dopo un gol, la mano di un avversario che si allunga a rialzare il rivale caduto dopo un contrasto. Per la cronaca, il torneo di Moncalieri l’ha vinto il Torino, secondi i padroni di casa e terzo il Candiolo. Ma qui si entrerebbe in dettagli che rischierebbero di distogliere l’attenzione da ciò che di più bello si è visto in campo.

L’attesa ha tolto la maschera! A noi rispettare il presente per goderci appieno tutta la voglia di futuro dei nostri ragazzi.
Forza Candiolo

Scritto da un genitore del Candiolo 2008