Perosa: Andrea Stocco ed i Pulcini 2011 alla ricerca della felicità

I ragazzi protagonisti anche di un videoclip musicale di Silvio Merlin

0
415
I Pulcini 2011 del Perosa con Andrea Stocco

Dalla Val Chisone Andrea Stocco racconta della propria esperienza calcistica e del suo ruolo di istruttore dei Pulcini 2011 nel campo del Perosa.

 

Perosa
Perosa FC Pulcini 2011

Andrea Stocco è istruttore da due anni nel Perosa. La sua carriera calcistica di livello agonistico si è fermata al proprio in quel di Perosa Argentina all’età di vent’anni. Successivamente ha continuato ad amare e praticare il calcio a livello dilettantistico, passando per associazioni come l’ex-CSI e CSAIN. Da calciatore ha giocato nei ruoli di stopper e di terzino. Racconta simpaticamente Andrea Stocco: «Ho sempre avuto questo ruolo, potrei essere definito come un Sergio Brio degli anni ’80».

Oltre al giocatore ha potuto provare anche il ruolo di arbitro a livello amatoriale. Come molti altri per necessità ha dovuto stoppare la carriera o comunque l’attività sportiva in prospettiva di un equilibrio lavorativo. Il suo obiettivo era infatti quello di riuscire anche ad arrivare ad allenare. Così è stato una volta trovata la stabilità. Da due anni si occupa dei Pulcini al Perosa e di ciò è molto soddisfatto.Nel primo anno ha seguito i Pulcini Misti, il secondo i 2011.

 

La sua esperienza come allenatore porta di base un valore che fa altrettanto parte della filosofia del Perosa. Dice Andrea Stocco: «Stare con i ragazzi è un benessere. I ragazzi sono il vero calcio, quello privo di aggressività, individualismo e prevaricazione. Si divertono e giocano con serietà e serenità insieme. La nostra società mette i bambini davanti perché sono il futuro in tutti i sensi, anche nel mondo calcio. Farli crescere in un clima di tranquillità insegnando loro i giusti valori li renderà sicuramente persone migliori».

 

Riferendosi ai suoi ragazzi in particolare aggiunge: «I miei ragazzi hanno entusiasmo, anche se li vedo dopo tanto tempo in campo è come se non lo avessero mai abbandonato. Sono educati, ordinati e precisi. Non ho bisogno di forzarli nelle cose, loro partecipano alle attività sempre contenti ed in autonomia. Un esempio è quando si sceglie di fare degli esercizi a coppie, si scambiano tra loro e si ruotano tutti senza mai protestare. A loro comunque manca molto il calcio. La situazione portata dal Covid19 ha interrotto tutto, ma si fa il possibile per restituire in qualche modo la gioia a questi ragazzi».

 

Perosa
Pulcini 2011 di Andrea Stocco al Perosa

I Pulcini 2011 sono una squadra composta da nove elementi delle quali due sono grintose ragazze. Gli allenamenti del gruppo sono completi, vanno dalla preparazione atletica a quella più tecnica e specifica. Spiega Andrea Stocco: «I nostri allenamenti sono atletici in partenza, devono sviluppare la loro muscolatura. Per quanto riguarda la tecnica che spesso è molto noiosa, noi scegliamo di fare esercizi in forma di gioco. Sfruttando un gioco come il torello puoi far fare esercizi di tecnica che riguardano la coordinazione di diverse parti del corpo utili nel calcio».

Anche se la descrizione dei loro allenamenti sembra essere molto classica, Andrea Stocco aggiunge il suo tocco personale: «A differenza di molti altri istruttori, io mi metto in campo con i ragazzi. Gioco e mi alleno con loro. Non sono una figura che ha bisogno di imporsi come distaccata e autoritaria. Non tratto mai i miei ragazzi come dei bambini, li vedo come indipendenti e capaci di ragionare sulle cose ed auto-gestirsi. Mi rispettano come figura perché mi rapporto con loro con rispetto senza sminuirli ma responsabilizzandoli. Non mancano chiaramente i momenti di crisi dovuti alla loro età, ma il tutto è sempre gestito anche con l’aiuto dei genitori. Con loro anche ho un buon rapporto, ci conosciamo, ci aiutiamo e confrontiamo sulle cose».

 

Data la situazione di fermo, Andrea Stocco insieme alla società sta pensando di realizzare dei progetti per quanto riguarda l’estate. Racconta: «Si pensava di realizzare un campus per luglio se ci verrà permesso e ci sarà possibilità. I ragazzi hanno bisogno di contatto umano. Passano la maggior parte del tempo in casa attaccati ai dispositivi di qualunque genere. Con la chiusura delle scuole è stato ancora peggio. Anche per i genitori c’è bisogno di mollare un po’ e di permettere loro di seguire positivamente i figli».

 

Perosa
Pulcini 2011 Perosa FC

Guardando alle situazioni passate di partite che son state giocate dai ragazzi Andrea Stocco racconta: «Le ultime partite le abbiamo fatte nella stagione scorsa e poi in questa. Entrambe interrotte. Nella passata stagione abbiamo partecipato al girone autunnale della categoria. Dopo la sua interruzione ci siamo salutati con la cesta di natale e solo a luglio ci siamo rivisti per la nostra partita annuale genitori-figli. Quest’anno la situazione non è stata proprio diversa. Abbiamo partecipato al campionato di categoria facendo solo due partite: una persa e l’altra vinta con dieci reti di scarto con il Tetti Francesi Rivalta. Poi è stato nuovamente interrotto tutto. L’ultima volta che li ho visti in campo è stato un allenamento fatto appena prima che richiamassero la zona rossa».

 

Nonostante quindi non si siano visti molto, Andrea Stocco non fa che affermare i miglioramenti che comunque ha notato nella volontà dei ragazzi e nelle loro capacità. Ha osservato inoltre progressi nell’atteggiamento e nell’intenzione dei suoi Pulcini 2011 di prendere confidenza con la palla in gesti tecnici come il dribbling. Da ultimo Andrea Stocco ricorda sempre ai suoi ragazzi un’idea per lui fondamentale in campo: «Quando si gioca a calcio chi corre è la palla, non noi. Questo a significare che la palla va direzionata, non seguita».

 

Per quanto riguarda l’atteggiamento in partita, Andrea Stocco con tutta la sua ironia e schiettezza afferma: «Quando si gioca una partita si insegna sempre che vincere o perdere non fa la differenza se hai partecipato divertendoti. È un concetto giustissimo, ma non bisogna neppure mentirsi troppo. Si dice che l’importante sia partecipare ed è vero, ma mi diverto sicuramente di più se vinco, no? Quando gioco le mie partite amatoriali la domenica e non vinco, non è proprio una buona domenica per me. Divertirsi e partecipare sono il primo obiettivo in una gara, ma vincere è quel più che francamente si dovrebbe comunque tentare di raggiungere o sognare».

Perosa
Perosa Pulcini 2011

 

A proposito di sogni, una curiosità particolare che ha coinvolto il Perosa in un ambito diverso dal calcio, arriva dal brano “Regalami un sogno” proposto al Sanremo New Talent del 2020 dal cantautore pinerolese Silvio Merlin. Il videoclip della canzone è stato parzialmente girato nel campo del Perosa, società per la quale il cantautore stesso ha giocato in gioventù. Nelle riprese, effettuate prima dell’arrivo del Covid-19, sono presenti i ragazzi dei Pulcini 2010 e 2011 in azione.

Commenta Andrea Stocco: «Nel calcio come nella musica è fondamentale sognare ed ambire. Per me come per il Perosa la speranza sta in un futuro tutto in mano ai ragazzi ed alla loro sana ambizione verso i propri sogni. È importante non smettere di cercare di raggiungere i propri obiettivi, anche in momenti difficili come questi».

 

Ecco presentati i Pulcini 2011 del Perosa di Andrea Stocco:

 

Antonino Palermo: È il portiere della squadra. Ragazzo di gran cuore che ha molto potenziale da sfruttare. In porta sa essere è molto reattivo.

 

Gabriel Donato: Fa parte della difesa ed è un ragazzo particolarmente alto. Nel suo ruolo può essere un buon regista.

 

Dario Andrei Stanciu: Definito il “Ramsey” perché è simile nelle movenze ciondolanti, è un ottimo difensore. Le sue migliori qualità sono il buon gioco di piedi e l’ascolto.

 

Alessandro Schiavo: La sua statura gli consente la grande capacità di saper “sgusciare” dalle situazioni. Come difensore ha una buona tecnica.

 

Zoe Benedetti: Le potenzialità di questa ragazza si possono riassumere con le dirette parole del suo allenatore: «morde le caviglie degli avversari». Ha grinta da vendere e tutto il gioco non può che passare dai suoi piedi. Una centrocampista agguerrita e stratega.

 

Nicolò Cavaglia: È l’ala destra dagli ottimi piedi. La sua buona tecnica e la sua grande forza di volontà lo portano alle volte ad essere testardo. Questa perseveranza in campo lo porta ad essere un buon ariete in partita.

 

Emanuela Castellano: Dalla sua posizione mediana e come punta sfrutta la sua buona coordinazione, la velocità ed il buon controllo palla. Dice l’allenatore: «Mettesse senza paura la stessa grinta degli allenamenti in partita, farebbe la stessa serie di gol. Sarebbe una vera e propria Bomber».

 

Leonardo Angius: La Punta alla quale si possono ascrivere il 95% dei gol. La punta di diamante della squadra spesso richiesto anche da altre società. Lui fedele alla sua squadra preferisce rimanere e scalare le vette assieme ai suoi compagni ed amici.

 

Simone Flori: Ragazzo del 2012 visto ancora poco come il fratello Stefano dall’allenatore. Lo caratterizzano i buoni piedi e una grande predisposizione al gioco.

 

Stefano Flori: Fratello di Simone anche lui del 2012. Stefano ha un’ottima visione di gioco ed anche lui nonostante l’età sembra essere molto predisposto.