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Tutti i giocatori Alpignano 2011 e intervista a Perrelli, fra strada e università

Alpignano 2011 di Massimiliano Perrelli

Alpignano 2011 di Massimiliano Perrelli

Un istruttore che non smette mai di imparare dentro e fuori dal campo, e che porta con sé un approccio universitario e una fortissima passione per il calcio. Massimiliano Perrelli guida i Pulcini 2011 dell' Alpignano, trasmettendo quell'entusiasmo tipico di chi vede nello sport non solo un gioco, ma un intero mondo che ti fa crescere, maturare, stringere amicizie e nascere quell'affiatamento che solo poche altre cose sanno creare.   «Sono cresciuto a Bari, più precisamente nella Città Vecchia, la mia era una realtà popolare in cui noi bambini eravamo sempre per strada a giocare, la prima forma di amicizia era il calcio - ricorda Perrelli -, ho girato molte società arrivando anche nei Giovanissimi del Bari, quando poi mi sono trasferito sono passato alla Promozione e nell' Eccellenza di Alessandria e Piemonte». Con questo bagaglio calcistico, e culturale, Perrelli inizia al Bsr Grugliasco prima come aiuto allenatore e successivamente prende in mano il Scuola calcio, i Piccoli Amici e Primi Calci, passando anche per altre squadre come la Sisport, per quattro anni, per poi approdare alla società biancoazzurra, l'Alpignano. «Mi trovo molto bene, qui all'Alpignano si dà molta importanza sia al miglioramento tecnico che alla crescita del bambino. Mi sono riconosciuto subito nel progetto di Christian Bellanova, una mia conoscenza ai tempi del Bsr Grugliasco - racconta Perrelli - progetto che porta avanti da tre anni e trovo molto interessante. Venendo anche lui da una realtà dilettantistica che pensa da professionista, la Sisport, con Bellanova stiamo tracciando non solo nuove strade da seguire, ma anche piccoli accorgimenti che insieme fanno la differenza».   Perrelli non ha trascurato la parte formativa, infatti a breve sarà Dottore nel corso di laurea di Scienze Motorie convenzionata con la FIGC, e ha la licenza del corso UEFA C per gli allenatori. «Sicuramente gli studi sono stati fondamentali, cerco sempre di portare quello che ho studiato. Nelle altre società noto che sono tutti devoti alla parte tecnica, ma così si dimenticano di crescere dei bambini; con questo non sto dicendo che devono sostituirsi ai genitori, è importante invece che mirino all' autorealizzazione del bambino, che gli facciano capire di far parte di un gruppo. Sono quindi assolutamente contrario alle sgridate e preferisco il calciatore pensante, infatti faccio sempre molte domande in modo che trovino da soli le risposte. Così è molto più facile apprendere».  

L'Alpignano 2011 di Massimiliano Perrelli
Momento di analisi e confronto di Massimiliano Perelli

«In qualsiasi sport trovo che l'errore sia importante, il bambino deve sbagliare - prosegue Perrelli -, per me il calcio è un momento di crescita. Attualmente per come è ora la situazione gli allenamenti individuali sembrano l'unica soluzione, oppure anche dei mini giochi, magari ideati dalla Federazione e nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza e evitando il contatto fisico, andrebbero bene per non perdere quel senso di sfida. Tornare a indossare quella maglietta con il numero dietro è affrontare gli avversari è qualcosa che manca a tutti». Fin da quando è cominciata l'emergenza L'Alpignano non ha smesso di tenersi in contatto con tutti i suoi Pulcini 2011, anche con iniziative interessanti come la Perrelli Cup: «Ho dato degli esercizi con la corda da fare a casa, a cui poi do un punteggio per la costanza e lo stile, e premio con una coppa chi si è impegnato di più. Sono esercizi utili sia per l'aspetto caratteriale che per la resistenza, e il trofeo in palio dà un motivo in più per dare il massimo, oltre a rendere tutto più divertente».

IL METODO GHISLENI

Un istruttore che porta con sé le nozioni imparate sul campo e nel mondo accademico, e che non smette di imparare perché «prendo spunto da ogni metodologia. Una teoria che per me è diventata fondamentale è quella di Stefano Ghisleni, il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile della Sampdoria; parlo della Casa del bambino/della bambina, che mette in primo piano gli aspetti pedagogici e relazionali con la famiglia in modo da creare un ambiente in cui il bambino si sente apprezzato. Vedo molti istruttori chiedere la squadra più forte per farsi notare da club importanti, e usare i giocatori come uno strumento per arrivare a questo scopo. Per me non è così. Fallirei come educatore e istruttore se seguissi anch'io questo modo di fare».  

L'Alpignano 2011 di Massimiliano Perrelli
L'Alpignano 2011 di Massimiliano Perrelli

 

I RAGAZZI DELL'ALPIGNANO 2011

Manuel Memmola: un portiere che ha disputato il Superoscar da protagonista, con le sue super parate ha protetto la sua porta da uno degli attacchi più forti della competizione, il Lascaris. Ottima tecnica e grande abilità nel palleggio. Edoardo Maciulli: non ha paura nel compiere audaci uscite per togliere il tempo agli attaccanti, anche lui come Memmola è stato determinante nella partita contro il Pozzomaina. Possiede un tiro portentoso utile sia nei lanci lunghi che a spazzare, e cosa più importante si è creata una grande amicizia con Memmola, infatti non c'è competizione fra i due per fare il portiere. Riccardo D'Armiento: nato per giocare a calcio, sotto qualsiasi aspetto. Tecnica, decisione, intensità durante le partite e gli allenamenti, voglia di strafare quando si trova in campo, ha tutto. Valuta bene le situazioni e tiene salda la linea difensiva. È il leader della squadra, e i suoi interventi preferiti sono su scivolata. Alessio Bassanese: avanza per il campo con un rapido destro che sorprende gli avversari, ha tutte le doti per essere un grande difensore, lo conferma anche la crescita esponenziale che ha avuto. Mette velocità, tenacia da vendere e durezza in ogni contrasto. Alessandro Baron: non si tira mai indietro quando si tratta di prendersi la responsabilità di trascinare la squadra in avanti, è indimenticabile la sua spettacolare punizione finita in rete. Mancino, il suo è un tiro molto raffinato e potente. Riccardo Pace: molta determinazione per uno dei pilastri dell'Alpignano. Raramente commette errori quando esce dall'area con il pallone, e non avere paura di sbagliare è una qualità che un difensore deve avere. Ha delle ottime capacità tecniche. Riccardo Pregnolato: il Vidal dell'Alpignano. Capisce subito a quale compagno passare la palla, innescando così un'elettrizzante azione. Fa un buon pressing e non perde mai di vista le posizioni sue e degli altri giocatori. Il suo tiro non delude mai. Regista. Alessandro Demaria: il motore delle strategie di gioco di Perrelli. Demaria non gioca con la squadra, ma per la squadra. Visione di gioco fuori dagli schemi, tutti i suoi compagni sanno di poter contare su di lui. Riesce a prevedere la giocata successiva all'istante e possiede un buon tiro di testa. Lorenzo Lodo: ha una grande resistenza che combina a una notevole proprietà di palleggio, e quando vede una buona occasione non ci pensa due volte a tirare in porta con il suo mancino. Sostiene con grinta il centrocampo. Jacopo Difesa: unisce una velocità fuori dal comune a una visione di gioco pratica e vincente. Non si stanca mai, e sembra avere le stesse energie dal primo all'ultimo minuto. Anche quando subisce dei falli mostra molto autocontrollo e pensa subito a rimettersi in piedi. Christian Chiereghin: crea diverse opportunità in centrocampo, e la sua versatilità gli consente anche di vivere il ruolo da attaccante come protagonista. Infiamma la fascia con la sua velocità, è capace di guadagnare spazi preziosi, per non dimenticare il suo tiro impeccabile. Christian Paganin: come per Chiereghin anche lui dimostra grande versatilità nei ruoli. Un'innata bravura nel dribbling, fa avanzare tutta la squadra in profondità. La sua tecnica gli permette di guidare bene la metà campo. Talmente bravo di mancino che sembra il suo piede preferito, in realtà nasce come destro nel tiro. Michael Trovato: il classico fantasista che non può mancare in ogni squadra che si rispetti, è il numero dieci della squadra. Ha grande personalità e non si fa problemi a passare la palla ai compagni quando vede che sono in una posizione avanzata. Bravissimo nella finalizzazione. Diego Vitrotti: la sua caratteristica principe è la costanza, non si risparmia in nessuna situazione. Il suo tiro è uno dei più potenti della squadra ed è il più preciso. La sua velocità sorprende spesso i difensori avversari. Jason Altobelli: è la seconda punta. Tipico fiuto del bomber, ha un'eccellente padronanza del pallone, e diventa determinante quando si tratta di concludere. Buona agilità per inserirsi negli spazi lasciati aperti, capisce subito come fare sua l'azione.

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