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Mirafiori 2011, Vito Amati e la capacità di rimettersi in gioco. In più tutte le schede dei Pulcini

Vito Amati e il suo Mirafiori 2011

Vito Amati e il suo Mirafiori 2011

Un istruttore che ha girato tantissime società, ogni volta imparando qualcosa di nuovo e stringendo forti amicizie: Vito Amati del Mirafiori Pulcini 2011, ed è pronto a raccontarci la sua storia qui su Terzo Tempo.   Il suo calcio comincia al «Borguriola Rivoli, è questa la prima squadra che mi ha fatto innamorare di questo sport - racconta Amati -, sono rimasto in questa società per diversi anni, fino a quando ho avuto un brutto infortunio ai legamenti, che mi ha allontanato dai campi da gioco. È stato un incidente sfortunato, peccato perché ero sotto la lente di società importanti del torinese». Nonostante questo, Amati si è rimesso in gioco anni più tardi: «Qualche tempo dopo ho ripreso a giocare alla Fabbrichetta - spiega -, e anche se ho smesso due anni dopo, mi è piaciuto tantissimo ritrovarmi a scendere in campo con i compagni, tutta quell'atmosfera della partita mi era mancata».  

Un nuovo inizio

  E la carriera da allenatore comincia con un'amicizia fortissima, come racconta Amato: «Facevo l'allenatore in seconda al Rosta affiancando Dino Venneri, per me è stato come un mentore che mi ha instradato al ruolo di istruttore. Sono stati quattro anni bellissimi, nel corso del tempo si è creato un gruppo stupendo; sono ancora in contatto con loro, tra cui Andrea Andrei, storica bandiera del Rosta, che adesso è direttore sportivo della società».  


Vito Amati

«Una volta finito questo periodo ho iniziato a muovere i miei primi passi da solo, allenando la TNT Sporting Club. I giocatori erano miei amici - prosegue Amati -, e guidarli nella partita mi ha dato modo di confrontarmi con persone anche più grandi di me. Da qui questa passione è cresciuta e Nunzio Rubicondo, ai tempi della Fulminea, mi ha chiesto di allenare i loro Giovanissimi. Poi mi sono spostato al Borgata Lesna, al Venaria Reale, alla Virtus Calcio e al Lascaris. Qui ho conosciuto Andrea Comotto con cui ho allenato i 2000, e poi sono tornato al Borgata Lesna, che nel frattempo aveva cambiato nome in Lesna Gold. Sono rimasto per un paio di anni, e conservo dei ricordi bellissimi. Ho conosciuto i gemelli Napoli, Simone e Stefano, e nel corso del tempo si è formato un grande gruppo».  

La centralità del bambino, qualcosa che va oltre la vittoria

  Tutte queste esperienze e queste amicizie arricchiscono il bagaglio personale di Amati, che dopo il Lesna Gold decide di cambiare ancora una volta: «Sono diventato direttore tecnico della Sangonese Boschetto, la società più antica di Nichelino. Per me è stata una bella fonte di ispirazione lavorare con uno staff così, infatti condividevamo la visione di far giocare e divertire i bambini, recuperandoli dalla strada». Mirafiori perché dopo tanto girovagare finalmente ho trovato una società che fa per me , con i miei stessi valori “la centralità del bambino” senza tralasciare la qualità infatti il Mirafiori è tra le migliori nel panorama torinese oltre ad essere scuola calcio Elite da diversi anni,ha tutte le squadre del settore giovanile nei regionali e mi fa piacere vedere bambini che dalla scuola calcio arrivano fino in prima squadra questa è una cosa apprezzabile che fa a valorizzare ancora di più il lavoro di noi mister della scuola calcio e tutto questo grazie al presidente Giovanna Corbo la mamma di questa stupenda famiglia che è il Mirafiori. E vi è sempre un miglioramento continuo quando hai la possibilità di vedere all’opera dei mister di un certo livello come Stefano Straforini e Maurizio Molinelli, che dopo anni nelle professioniste ora è parte integrante del Mirafiori e con lui non si può che migliorare e crescere sempre allenamento dopo allenamento. Grazie mille ma ci tenevo molto a dare il giusto valore alla società che per me è diventata una seconda famigliaAllora visto che ci sei mi aggiungi nelle persone del Mirafiori il mio direttore tecnico Lorenzo Gerbaudo?

Vito Amati e la storica amicizia con Agostino Longobardi
Vito Amati e  Agostino Longobardi

«Un'altra tappa fondamentale per rafforzare questo modo di vivere l'insegnamento della Scuola Calcio, è stato il Mirafiori, dove ho trovato una società che è diventata per me una seconda famiglia. Qui ci sono tante personalità con cui si è creato un legame di grande amicizia, come la presidente Giovanna Corbo, che crea un atmosfera di armonia per tutti noi, Stefano Straforini e Maurizio Molinelli, allenatori di un certo livello che fanno crescere le squadre allenamento dopo allenamento, e Lorenzo Gerbaudo, il mio direttore tecnico. Ho conosciuto anche Marco Soldo, un mio amico e grande tecnico che dedica il suo tempo a preparare egregiamente i più piccoli calciatori. E non voglio dimenticare Agostino Longobardi, che insieme a Venneri, è un altro mio mentore; mi ha fatto capire la centralità del bambino, la crescita educativa che passa attraverso lo sport. È giusto ricercare la vittoria nella partita, ma ci sono aspetti più importanti che non vanno trascurati».   E quali sono questi aspetti? «Farli divertire e creare armonia con tutti - risponde Amati -, la correttezza e non prendere tutto troppo seriamente. Gli allenamenti lo sono, ma deve sempre rimanere quella voglia di giocare. Trovo sia importante che chi ha la palla decida e gli altri non si lamentino. Perché anche se la scelta di tenere palla può essere sbagliata, è solo tramite l'errore che si cresce. Spesso i genitori mi chiedono perché non mi sentono urlare durante la partita; è perché devono essere li ragazzi a prendere le decisioni. In allenamento invece è tutto un altro paio di maniche. Come diceva un istruttore, la mia vittoria sarebbe quella di andare in tribuna a vederli giocare, perché sicuri delle loro capacità e consapevoli di sapere cosa fare».  

Ecco le schede tecniche dei Pulcini 2011 Mirafiori

Alessio Bruscolini: il suo cuore batte per la squadra rossonera, il Milan. Ha il carattere giusto non solo per fare delle grandi parate, ma anche per essere il leader della squadra. Se la cava anche in altri ruoli, quando giocava a cinque ha fatto diversi gol. Non ha paura della mischia per acciuffare il pallone. Pietro San Giorgio: i suoi movimenti tra i pali sono rapidi e sicuri, a cui vanno aggiunti dei buoni riflessi. Il risultato è un portiere completo, che sa come muoversi tra i pali. Veloce, riesce ad anticipare bene i movimenti avversari per togliere il rischio di un tiro. Amin Cherif: un giocatore che non può mai mancare in una partita, e che unisce una grande tecnica a una buona visione di gioco. Sa come farsi trovare nel posto giusto, e dispone di un tiro potente e preciso. Gianluca Gidari: per i suoi movimenti ricorda un pilastro della difesa come Giorgio Chiellini, vince ogni contrasto con facilità. Un vero e proprio muro insormontabile, il suo intervento preferito è la scivolata, con cui spazza l'offensiva avversaria. Federico Cani: nella linea difensiva è il più veloce, la sua zona di riferimento è la fascia destra. Come per Giri anche lui non si tira indietro davanti a un contrasto, e come caratteristica già menzionata, la sua velocità è utilissima per far ripartire l'azione e tutta la squadra. Riccardo Leanza: la sua caratteristica che si nota subito è il tiro, perché non importa che sia dalla lunga distanza o a pochi passi dalla linea della porta, Leanza sa come scaricare una potente quanto bella conclusione. Una sua rete segnata è stata proprio su un batti-ribatti fino ad arrivare al gol. Edoardo Colletto: uno dei registi del Mirafiori, è lui il faro del centrocampo; la sua voglia di vincere lo porta a dare il massimo in ogni occasione, e tutti i compagni sanno di poter fare affidamento su di lui. Il suo repertorio è fatto di finte, dribbling, e tutto quello che occorre per superare l'avversario. È un Maradona giallo-azzurro. Riccardo Davico: il giocatore con più visione di gioco, sa dove mettersi quando i suoi compagni si muovono, e con il pallone disegna nuove traiettorie sul campo per raggiungerli. Quando la squadra non sa come ripartire, diventa il protagonista del match con le sue giocate. Gabriele Catena: ha il fiuto del bomber, ed è capace di fare dei gol che non sembra fossero possibili. Rimane sempre davanti aspettando l'occasione di acchiappare il pallone e andare a bucare la rete. Rayan El Omari: ha il carattere giusto per giocare qualsiasi partita, infatti la sua grinta e determinazione gli fanno attraversare il campo con grande decisione. La sua specialità è l'assist finale, dopo aver infiammato tutta la fascia con la sua eccezionale velocità. Christian Roero: non molla mai, sia nei momenti di sconforto per risultato che vede in vantaggio gli avversari, sia quando circola entusiasmo per una bella rete fatta. Determinatissimo, e anche molto bravo tecnicamente; può giocare dappertutto. Carmelo Zuppardi: fa dei gol bellissimi, come quello fatto contro la Sisport, in cui dopo aver recuperato un pallone vagante sulla fascia destra, si accentra scavalcando tre avversari con un fantastico dribbling e mettendola dentro. Un valore del Mirafiori. Luis Xhini: anche a lui non gli manca la grinta,e lo dimostra nelle sue elettrizzanti ripartenze sulla fascia sinistra che scaldano sempre il pubblico. Passaggi precisi e veloci, e buona tecnica per aprire la difesa avversaria. Samuele Giannantonio: uno dei motori della squadra, è il maratoneta; ha una grande coordinazione nei movimenti e capisce subito i movimenti della sua squadra. Quasi instancabile, affronta ogni partita con lo spirito giusto. Thomas Saraco: capace di conquistare spazi importanti per far salire la squadra, il suo modo di giocare è vincente in molte occasioni. La sua peculiarità è la conclusione da fuori area, infatti i suoi potenti tiri arrivano dal tocco del pallone di collo pieno.

Ascolta il messaggio di Vito Amati di ritornare presto nei campi

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