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Roberto Iemma, i 2010 del Cumiana Real e quella preghiera...

Il Cumiana Real 2010 di Roberto Iemma

Il Cumiana Real 2010 di Roberto Iemma

Roberto Iemma, istruttore dei Pulcini 2010 del Cumiana Real, parla della sua carriera, tra società in cui ha giocato, momenti indimenticabili e aneddoti: «Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni, con un gruppo di amici. Verso gli 11 anni, ho deciso di impegnarmi seriamente e ho iniziato a giocare nel Tetti Francesi, oggi Rivalta, per poi passare al Volvera, sperimentando sia il ruolo di terzino sinistro che punta».

ROBERTO IEMMA GIOCATORE

I suoi esordi da giocatore l'istruttore se li ricorda bene: «Ho esordito con la maglia numero 3, ed è, ancora oggi, uno dei momenti che ricordo con più gioia: all’epoca era diverso, niente minutaggio per giocare e ho dovuto guadagnarmi il posto con impegno. A dire la verità, ho sempre visto il calcio come un momento di sfogo e divertimento: avevo lo studio che mi occupava del tempo, mi piaceva uscire con gli amici, praticavo anche nuoto, non ero fortissimo tecnicamente ma ero bravo sui recuperi dei palloni e sulla corsa, e perciò non ho mai giocato a livelli oltre la Terza Categoria».

Un carriera calcistica che si è poi interrotta presto, ma solo a livello di prime squadre FIGC: «Ho terminato la mia carriera calcistica nel Volvera, a 28 anni, ma ho continuato a giocare in una società costituita da amici. Oltre all’esordio, la fine della mia esperienza è un altro ricordo che mi porterò dietro per tutta la vita: ho avuto soddisfazioni, ho segnato dei gol importanti che hanno portato a delle vittorie e sono cresciuto, oltre che tecnicamente e calcisticamente, anche sotto l’aspetto umano».

IL COLLETTIVO E L'ANEDDOTO

Roberto Iemma conosce bene il significato di un collettivo e di fare spogliatoio: «Penso che la cosa che renda un gruppo una “squadra” sia il rapporto che si crea con tutti i compagni, allenatori e dirigenti ed è una cosa che porterò sempre con me».

Il Roberto Iemma giocatore ha vissuto comunque anche momenti esaltanti: «Mi ricordo ancora oggi uno dei momenti più strani ed emozionanti della mia carriera: era una partita contro il San Pietro Val Lemina. Eravamo sul 2-1 per loro, il mister mi chiama per entrare, faccio il mio ingresso in campo, fornisco l’assist che porta il mio compagno a segnare il 2-2 e, dopo vari insulti dal pubblico e una mia preghiera interiore per fare il gol del 3-2, mi arriva un pallone da destra, mi tuffo in area e con un colpo di testa riesco a mettere la palla in rete, all’incrocio dei pali, e regalare la vittoria alla mia squadra».

ROBERTO IEMMA ISTRUTTORE

Poi a Cumiana è arrivata il momento di passare dall'altra parte della 'barricata': «Ho, inizialmente, deciso di diventare dirigente dal momento in cui mio figlio ha iniziato a giocare, e ho avuto modo di imparare come rapportarmi con i bambini, grazie soprattutto alle mie infinite chiacchiere con Diego Mò (Juniores) e Mauro Tamburello, due figure che sono state fondamentali nella mia successiva decisione finale di diventare allenatore. Ho esordito, nella mia carriera post-giocatore, come allenatore dei portieri: ho seguito un corso per quel determinato ruolo e per 3 anni ne sono stato preparatore.

Successivamente, ho acquisito il patentino ufficiale della Federazione e da 2 anni a questa parte seguo i bambini del 2010 a Cumiana. Facciamo 5 allenamenti settimanali, dal lunedì al giovedì più il sabato. Essere allenatore di bimbi così piccoli ti fa capire ancora di più l’importanza che ha la tua presenza e la tua persona: ti vedono come un esempio da seguire e ti vedono come una persona con la quale condividere l’emozione di una vittoria, oltre alla tua soddisfazione dei risultati ottenuti e della loro, crescita, oltre che alla tua.

IL CUMIANA REAL 2010

Ora Roberto Iemma è appunto alla guida dei Pulcini 2010 del Cumiana Real: «Sono bambini bravissimi, con tanta tecnica e voglia di imparare. Anche i bimbi più introversi o meno bravi, con più tempo di altri, sono riusciti ad inserirsi nel bellissimo gruppo che sono oggi. Sono tutti molto bravi e ognuno di loro ha la possibilità di confrontarsi con gli altri compagni, imparare e migliorare se stesso e la squadra nel complesso.

Noi allenatori abbiamo un ruolo importante, come già citato prima, nella loro crescita: abbiamo il compito di fargli capire che prima viene il dovere, la scuola, e poi in secondo luogo il calcio e gli allenamenti, come punto di sfogo e divertimento. E i ragazzi lo stesso, devono essere e sono un esempio per gli adulti: quando riesci ad instaurare un bel rapporto con loro, ti accorgi di quante soddisfazioni ed emozioni ti possano dare, diventando sempre più consapevole della squadra che alleni e delle capacità che possono far risaltare. Posso dire che la cosa che non può mancare in un allenatore è la pazienza: avere comprensione verso i bambini che magari hanno più difficoltà in un esercizio o anche solo in generale, è la cosa che apprezzano di più, ed è una dimostrazione che possono contare su di te».

LA SQUADRA

IL CUMIANA REAL: Sari Andrea, Virano Furio, Celesia Filippo, Casta Gabriele, Passerò Pietro, Giuliano Filippo, Col Samuele, Iemma Alessandro, Vitalone Lorenzo, Strignano Gabriele, Risciuc Gabriele, Bizzini Marco, Bolognesi Diego, Galari Nicolò, Montalbetti Mattia, Greco Alessio, Meola Andrea, Ghione Alberto, Mazzei Mattia.

di Beatrice Andreello

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