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San Luigi Cambiano, la storia di Giovanni Cantagallo che giocò con suo figlio e con Zoff

Giovanni Cantagallo e Pulcini 2010 S. Luigi Cambiano

Giovanni Cantagallo e Pulcini 2010 S. Luigi Cambiano

Giovanni Cantagallo è un uomo del fare. Attualmente è istruttore nella categoria Pulcini 2010 del San Luigi Cambiano, ma la sua carriera calcistica e nelle Forze dello Stato sono la testimonianza della determinazione e del suo essere instancabile. Cominciò a giocare a calcio fin da bambino nel Napoli fino alla categoria Primavera. In questo contesto Giovanni Cantagallo si scontrò e crebbe insieme ad alcune personalità che in futuro sarebbero diventate molto note nel mondo del calcio: Dino Zoff,  Giuseppe Savoldi, Gaspare Umile, Ottavio Bianchi quando ancora non era allenatore, José Altafini, Antonio Juliano e Jarbas Faustino meglio noto come Cané che: «Ancora lo vedo quando scendo a Napoli, lo vedo ancora andare a correre!» commenta Giovanni Cantagallo. Dopodiché si inserì sempre come giocatore in diverse squadre in Campania: Pomigliano D'Arco, Avellino e Turris. Tutte queste società in quel momento erano nei loro anni d'oro, soprattutto la Unione Sportiva Avellino che in quegli anni militò nella serie A nella quale rimase dal 1978 al 1988. Giovanni Cantagallo riporta di quegli anni un aneddoto particolare in cui trapelano parte delle differenze che si possono riscontrare tra gli allenamenti del suo tempo e quelli di oggi: «Una volta ricordo che con Antonio Juliano facemmo qualche partita e capitava arrivasse qualche sberla o calcio se non si passava la palla nei posti e nei momenti giusti! Era tutto molto più serio, bisognava stare molto attenti altrimenti erano guai!».

Giovanni Cantagallo ed Esordienti 2010 S. Luigi Cambiano
Giovanni Cantagallo ed Esordienti 2010 S. Luigi Cambiano

Arrivata l'età per arruolarsi, entrò a far parte del corpo militare nei vigile del fuoco. Nonostante il lavoro lo portasse a trasferirsi spesso non pensò mai di appendere le scarpe al chiodo. Infatti il servizio militare lo portò nel Lazio per pochi mesi dove Giovanni Cantagallo si intrattenne nel Genzano. Stabilitosi successivamente in Piemonte giocò nelle società del: Barracuda, Millefonti in serie D nell’82/83, Pertusa, Moncalieri in serie D nell’86/87, Lucento, Canelli, RivaraCiriè. Una volta trasferitosi in Piemonte ha anche avuto modo di partecipare a diversi Tornei e Campionati a Milano, nella quale erano chiamati a partecipare anche ex-giocatori come lui. Qui ha conosciuto molte personalità di spicco provenienti dalla Serie A come: Paolo Maldini, Nelson De Jesus Silva detto “Dida”, Michele Padovano, Simone Loria con cui si vede ancora, Massimo Crippa, Pietro Vierchowod. Arrivato all’età di cinquant’anni chiuse la parentesi giocatore in modo splendido. Giocò la sua ultima partita con il figlio nel campionato di Prima categoria nel Rivara nel 2006/07. La differenza di età tra Giovanni Cantagallo e suo figlio Mattia era di 30 anni. Nell'ultima partita di campionato giocata in casa del Vanchiglia, Mattia Cantagallo entrò subito in partita come difensore centrale, lo stesso ruolo di gioco che caratterizzò anche la carriera del padre, mentre Giovanni cantagallo entrò in campo al trentesimo del secondo tempo come centrocampista. Racconta Giovanni Cantagallo: «Era una partita molto combattuta, c'è stata grande intesa ed è stato un misto di emozione ed orgoglio poter giocare con lui a 30 anni di differenza» Commenta poi: «Tra me e mio figlio in campo ci sono diverse differenze ed ho potuto sperimentarle direttamente. Oltre ad essere fisicamente più prestante di me alla sua età, mio figlio rimane meno aggressivo di quanto lo ero io in partita». Sorridendo aggiunge: «Io ero più cattivello di lui e questa cosa me l'hanno riferita anche altre persone che hanno assistito alla partita!» Successivamente, il Ciriè gli offrì di assumere per la prima volta il ruolo di allenatore. Da qui il lascia passare per lavorare nel: Robilant Scuola Calcio, nella San Maurese in Promozione, all’Olympic Collegno in Promozione come anche nel Rivara e nella Pro Collegno, nel Rosta invece Terza Categoria e nel Cit Turin in Prima Categoria. Come ultimo passaggio Giovanni Cantagallo scelse di allenare i Pulcini 2010 del S. Luigi Cambiano: «Mi ero stancato di allenare i ragazzi grandi perché non ascoltano, fanno di testa propria ed è diventato difficile comunicare con loro. Non so se sia anche un fattore di età ma son cambiate molte cose da quando ero giovane io!» «Volevo cambiare e provare a lavorare con i ragazzi più piccoli - aggiunge Giovanni Cantagallo - È bello vederli crescere, migliorare e divertirsi tutti insieme». Contando venti ragazzi tutti molto vispi e spigliati, questa squadra numerosa di Pulcini 2010 viene seguita sia da Giovanni Cantagallo che dal collega Giancarlo Gallai. Gli allenamenti in campo per questi giovani puntano molto sullo sviluppo atletico dei singoli. Commentando il proprio punto di vista, Giovanni Cantagallo inoltre afferma: «Da loro allenatore faccio molta attenzione a comprendere le loro singole peculiarità, in modo che possano assumere il ruolo che meglio li possa rappresentare in gioco». Tra una corsa e l'altra in campo però non si vedono solo passaggi di pallone, ma anche di pasticcini e pizze. Infatti Giovanni Cantagallo ha raccontato di aver instituito una regola molto golosa per rafforzare il senso di unità e gratificazione nella sua squadra di Pulcini 2010: «Ogni qualvolta qualcuno segna gol, è obbligato a portare i pasticcini per festeggiare con tutta la squadra. Organizziamo anche spesso delle pizzate dopo allenamento». Emma Bosco: La scattante e velocissima Emma viene inserita nella squadra come determinata terzina destra. Porta in campo grinta, tecnica ed entusiasmo! Edoardo Mosca: E' la grintosa punta della squadra, pulito tecnicamente e preciso. E' un ragazzo molto allenato perché gioca anche a Tennis. Samuele Lazzari: In posizione centrale è ben piantato, gioca veramente senza timidezza ed è molto tecnico. Loris Cuni: Date le sue capacità di intendere il gioco e di tecnica viene piazzato come centro-avantista. Simone Bruschetta: Il velocista centrale della squadra, quando inizia a correre non lo vedi più! Yahya Bencherqui: Detto "Iaia" è l'ariete della squadra. Velocissimo e resistente, spazza via i muri avversari. Roberto Licata: Porta in campo molta tecnica ed attenzione, gioca a centrocampo e studia la situazione. Alessandro Olivero: Portiere dalla statura importante. Sa seguire il gioco da lontano ed è molto reattivo. Davide Campari: Portiere dalla statura più minuta del suo compagno, non si lascia ugualmente sfuggire i palloni. E' molto reattivo in gioco e si lancia. Alessio Favaro: Portiere tecnico e grande osservatore di gioco. Ci mette tutta la sua grinta per non far passare i palloni in rete! Gabriele Iannece: In posizione centrale la sua tecnica è molto buona, ma stanno tutti aspettando che faccia uscire finalmente il suo "ruggito" Federico Carroccia: Lui è "da rottura" come Iaia. Da centrocampo non lo ferma nessuno ed entra con strategia tra gli avversari. Lorenzo Gristina: Centrocampista sveglio dall'acuta visione di gioco che mette a servizio della sua squadra la sua buona tecnica. Tommaso Ponzetto: Come centro avanti e Fascia se la cava alla grande. Questo ragazzo è un velocista molto tecnico. Gabriele Massocco: Centro campo per questo ragazzo tecnico e spigliato. Gioca con gioia per i suoi compagni. Eugenio Pettierre: L'Eclettico della squadra dalla buona corsa che si destreggia nel ruolo di terzino Diego Marchiori: Per lui il centrocampo è il ruolo migliore, può sfruttare i suoi buoni piedi e la buona visione di gioco. Alessandro Orrù: New entry della squadra. Benvoluto centrocampista ancora da scoprire! Francesco Barberis: Nella squadra non poteva che essere in posizione di attacco. La sua caratteristica è di avere una strategia di attacco intelligente. Riccardo D'Angeli: Tra gli arieti della squadra, gli elementi di rottura, viene annoverato tra i più attenti nello studio del gioco e per questo posizionato a centrocampo.

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