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L'intervista al nuovo volto dello Spazio Talent Soccer 2010 Denis Colosimo: «L'STS è un nuovo inizio»

Denis Colosimo con i suoi Pulcini

Denis Colosimo con i suoi Pulcini

«Il progetto STS mi ha da subito convinto. Tanta è la voglia di riscattarsi ed emergere e per fare questo è importante che la crescita dei ragazzi, sotto il punto di vista calcistico ma anche umano, avvenga in un ambiente genuino e stimolante e lo Spazio Talent Soccer è il posto giusto». Queste le dichiarazioni di Denis Colosimo, alla guida del gruppo 2010 gialloblù a partire dalla ripresa.

Dalla D con il calcio a cinque al Lascaris

Denis Colosimo si affaccia all'ambiente calcistico, nel ruolo di allenatore, durante la sua esperienza nel calcio a cinque: «Giocavo con l 'Olympic in Serie D e le sorti della società vacillavano, alla ricerca di un sostituto per il nostro istruttore dell'epoca il presidente mi ha chiesto di essere contemporaneamente giocatore-allenatore, ed io ho accettato la sfida». Sfida superata a pieni voti quella di Colosimo che quell'anno ha vinto il campionato portando i suoi compagni fino in C1. Arriva poi l'addio al calcio giocato ma Denis Colosimo ha subito l'opportunità di seguire la Juniores dei Bassotti, società canavesana, con cui si è classificato secondo alle regionali: «Eravamo ad un punto dal Castellamonte, squadra leader, e alle nazionali abbiamo fatto altrettanto bene arrivando fra le prime quattro». Con la nascita del figlio Diego però cambia tutto: «Compiuti i 6 anni ho portato mio figlio al Lascaris e proprio lì mi è stata data la possibilità di seguire la categoria Piccoli Amici, tre anni pieni quelli che ho vissuto con i bianconeri che mi hanno permesso di crescere professionalmente».

Dopo il Ciriè la proposta del Presidente Tony Tucci

Tra le tante esperienze vissute da Denis Colosimo c'è anche il Venaria, dove l'istruttore piemontese ha trascorso quattro anni: «Il primo anno ero alla guida dei 2008 con cui abbiamo vinto un campionato combattutissimo, la soddisfazione è stata impagabile, in un secondo tempo ho seguito poi i 2006 ma poco dopo ero a capo del progetto 2010 durato due anni». Nonostante i grandi traguardi raggiunti insieme le divergenze di pensiero si sono fatte troppo ampie per essere colmate e Colosimo è approdato al Ciriè. Non semplice la stagione passata con i nerazzuri, che però nonostante l'inaspettato sopraggiungere della pandemia hanno vinto un torneo casalingo con la Pro Eureka e hanno fatto bene in campionato: «Abbiamo disputato esattamente 22 partite, quella che ricordo con più enfasi è la prima di campionato in cui abbiamo vinto per 3 a 0». A questo punto, nel pieno della ripresa, il Presidente dello Spazio Talent Soccer Tony Tucci, amico di vecchia data di Colosimo, sgancia la bomba e propone a quest'ultimo una nuova sfida, prendere parte ad un progetto di costruzione della Scuola Calcio seguendo i 2010: «Inutile dire che non ho potuto rifiutare» racconta Colosimo che con il presidente gialloblù ha giocato per sette lunghi anni portando a casa molti trofei.

Denis Colosimi
Denis Colosimo in gialloblù

Il nuovo inizio con lo Spazio Talent Soccer

«Chiusa una porta si apre un portone» dice Colosimo che è entusiasta di intraprendere questo nuovo viaggio. «I presupposti per fare bene ci sono, la società è solida e sono tanti i progetti da attuare». Un impresa non facile però quella dell'allenatore gialloblù che dovrà seguire un gruppo di piccoli calciatori che a lungo è stato fermo e che soprattutto ha poca esperienza nel calcio a sette: «I 2010 la prossima stagione saranno già Eso e giocheranno a nove, una realtà del tutto nuova per loro e il mio compito è proprio quello di prepararli al meglio per affrontarla». Per questo Colosimo si proclama favorevole al blocco delle categorie, per permettere che l'equilibrio venga ristabilito. Benché gli ostacoli siano molti Colosimo è determinato: «Sono impaziente di tornare in campo per fare quello che più amo, per trasmettere ai ragazzi tutta la mia passione per questo sport, ma più di tutto spero di trasmettergli i valori del calcio che giocavo io in strada, grinta e cuore».

La sua filosofia di gioco

«La mia concezione di gioco parte dal passo, è importante la postura, per non parlare della tecnica, infine è fondamentale tenere sempre libere tre linee di passaggio». Questo il cavallo di battaglia del tecnico gialloblù che si cimenta anche nell'insegnamento della metodologia delle paretine inclinate: «Sono referente in Piemonte del grande Pasquale Bruno, ideatore di questa metodologia, che sarà una novità in STS per le lezioni di tecnica individuali».  
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