Il microcosmo Sisport – Intervista a Marco Mezzapesa

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Marco Mezzapesa a colloquio con i suoi 2007

La galassia Sisport è un vero e proprio microcosmo all’interno della Scuola calcio torinese. Ai grandi numeri che accompagnano ogni annata, corrispondono però delle linee guida che ognuno dei gruppi deve rispettare: così, che tu sia difronte al sesto gruppo dei 2009 piuttosto che al primo dei 2006, parti sempre e comunque prevenuto. «È la Sisport» ammetti tra te e te, consapevole che per questo sabato o domenica che sia, ci sarà da scendere in campo e sudare qualche goccia in più del solito. D’altronde, se non parliamo della Juventus vera e propria, è solo una questione di nomenclatura, perché i colori, il vero tratto distintivo di una squadra, sono pur sempre quelli.

Marco Mezzapesa è l’istruttore del secondo gruppo dei 2007 e ci accompagna all’interno di un mondo, i suoi ragazzi, che può comunque servire a disegnare i tratti distintivi di un’intera Scuola calcio. «Il primaverile non è cominciato al meglio – confida l’istruttore – per colpa della febbre che ha contagiato mezza squadra. Le soddisfazioni raccolte durante la sosta però, sono state un bel trampolino per il morale dei ragazzi. Al Pulcino di Pasqua abbiamo raggiunto un traguardo importante, pareggiando 1 a 1 con il primo gruppo del Chieri dopo un girone giocato con qualità».

Nel week-end i piccoli bianconeri dovranno vedersela con il Leinì

Tre allenamenti settimanali e almeno due partite – sabato e domenica, tendenzialmente – sono il segreto di un gruppo che, alla fin dei conti, condivide oltreché la passione per il gioco, anche tanto tempo insieme. Alla base c’è ovviamente il divertimento, ma è inutile nascondere che se indossi un certo tipo di divisa, ti senti quasi costretto a rispettare certi standard. E fa parte anche questo del gioco, come sottolinea Mezzapesa: «Io ho notato una cosa curiosa. Quando giochiamo con la maglia “di casa”, la tradizionale bianco e nera, indirettamente motiviamo gli avversari a tirare fuori qualcosa in più. Nella vittoria o nella sconfitta, che poco conta nel nostro processo di crescita, i ragazzi imparano a convivere con certe “pressioni” che aiutano a formarne il carattere. Ora che seguo i 2007, ad esempio, stiamo lavorando già in previsione del calcio delle giovanili. Sia sotto l’aspetto del gioco, certo, ma anche per quanto riguarda la mentalità: vogliamo trasmettere un senso di sicurezza che li potrà aiutare nei primi anni post-Scuola calcio».

È una fase delicata, in cui i ragazzi rischiano di trovarsi “sballottati” da una squadra all’altra, oppure, ancor peggio, si trovano difronte alla realtà di dover soppesare meglio le proprie ambizioni. Anche per questi motivi, l’obiettivo in casa Sisport è guardare avanti, per formare calciatori sì bravi, ma soprattutto pronti: «Per noi è allenante, la pressione di rappresentare la Sisport non toglie, ma al contrario aggiunge una serie di stimoli che fanno crescere i nostri giocatori, al punto che talvolta sembrino quasi “più grandi”».