Ivrea, espulsione tra gli Eso 2007 che fa discutere

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L'espulsione negli Esordienti è consentita a patto di gravi comportamenti scorretti.

Nei minuti finali della gara tra Vallorco e Rivarolese (2007) di domenica, il portiere della squadra ospite, si è beccato un’espulsione perché calcia lontano un pallone perdendo conseguentemente tempo. Verrebbe da chiedersi se valga la pena continuare a commentare una frase che, già di per sé, se non fa arrabbiare deve quantomeno far sorridere. Certo però, che ce ne vuole di ironia per non arrabbiarsi.

Le motivazioni sono molteplici, anche troppe per elencare tutte. In primis, c’è il regolamento: l’espulsione negli Eso è consentita, ma a patto di gravi irregolarità comportamentali; prima però, c’è sempre l’arma del richiamo, che quanto il buonsenso serve a placare qualsiasi situazione prima che degeneri. Detto ciò, quindi, prima di allontanare un ragazzino di undici anni dal campo, deve succederne. Non può bastare semplicemente allontanare il pallone, anche dall’altra parte del mondo, per valere un’espulsione. Nemmeno in Serie A, dove di convenienza a perdere qualche manciata di secondi ne avrebbero più che gli Esordienti ’07, non si arriva a tanto: l’espulsione c’è, solo se consequenziale al secondo cartellino giallo personale. Invece, in questo week-end, si è assistito anche a questa fantasiosa interpretazione regolamentare.

La decisione dell’arbitro, ovviamente, è stata figlia di contestazione, se non altro perché la Rivarolese si è trovata a giocare con un uomo in meno, per di più quello più difficile da sostituire. Con un solo portiere in rosa, infatti, i biancorossi hanno dovuto far ricorso ad un giocatore di movimento tra i pali: problema minore, certamente, ma che senz’altro contribuisce a far salire inutilmente la tensione su un campo da pallone. Dove l’unica tensione che dovrebbe esserci, è quella dei ragazzi in campo, che non si giocano nessuna coppa mondiale, ma di sicuro non vogliono sfigurare dopo una settimana di duro allenamento.

La questione arbitrale è ancora un tasto dolente per quel che riguarda la Scuola calcio, e ancor più dei giochini di cui parliamo questa settimana, dovrebbe essere all’ordine del giorno per essere rivista: serve una regolamentazione, e la possibilità di chiamare un arbitro federale aggiunta quest’anno dal Comitato n°1, non è sufficiente. I corsi potrebbero essere un punto di partenza, per dare la possibilità ai dirigenti di studiare veramente il regolamento, ma anche questi rischierebbero di essere una perdita di tempo, perché vissuti con superficialità.