Affari di famiglia: il Lucento e la dinastia De Vincenzi

Un colpo di fulmine scoppiato tre stagioni fa

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All’interno della grande famiglia rossoblù è presente un altro nucleo costituito da ben tre generazioni di calciofili: è quello dei De Vincenzi, nonno, figlio e nipote protagonisti con i colori del Lucento. Il più anziano, nonno Gianni – originario di Genova e giocatore in Liguria – dopo essersi trasferito a Torino per motivi di lavoro ha fatto esperienza da allenatore in diverse squadre importanti della nostra città come il Vanchiglia e il Chisola. Suo figlio Gianmaria, classe ’75, si è cimentato nel delicato ruolo del portiere in diverse squadre di zona Mirafiori – Sisport, Vianney, KL Pertusa – per poi continuare la carriera a Piobesi e chiudere con il calcio a 5 in C2 e C1. Infine l’ultima generazione è rappresentata da Alessio, esordiente primo anno con l’istruttore Davide Balma.

Nonno Gianni (a destra) ai tempi del Ligorna

La storia della famiglia De Vincenzi con il Lucento è relativamente recente: tutto è iniziato tre anni fa quando il piccolo Alessio è approdato in corso Lombardia dopo aver mosso i primi passi da giocatore nell’Alpignano. Poco dopo questo cambio di casacca, il nonno Gianni ha preso le redini di uno dei gruppi proprio dei classe 2009: «Erano un po’ di anni che mi ero allontanato dai campi ma il progetto del Lucento mi ha convinto a rimettermi in panchina per guidare un gruppo che era rimasto senza guida. La società mi è piaciuta da subito per cui ho deciso di riprendere. Dopo un primo anno di rodaggio abbiamo cominciato a vedere i frutti del nostro lavoro anche se purtroppo ci si è poi dovuti fermare più volte a causa della pandemia». Il figlio Gianmaria ha iniziato invece in questa stagione l’avventura da dirigente con il gruppo inserito nel girone F del campionato invernale: «Dopo averlo fatto anche all’Alpignano, quest’anno ho cominciato anche qui al Lucento visto che il mister aveva bisogno di una mano e alcuni altri genitori non potevano più garantire l’impegno».

Gianmaria in veste di portiere del Vianney

E chi meglio di suo padre potrebbe parlare di Alessio, ultimo tassello della famiglia? «Alessio è croce e delizia per ogni allenatore. È dotato di una grinta allucinante che a volte sfocia in qualche esagerazione dal punto di vista agonistico, per questo alcuni genitori lo chiamano Rambo. Ha iniziato da esterno sinistro per poi diventare centrocampista centrale. È tifoso della Juve ma uno dei giocatori che segue di più ultimamente è Thorsby della Sampdoria. Sono molto felice che sia guidato da un istruttore preparatissimo come Davide Balma. Alessio ha avuto qualche tentennamento negli anni ma da quando è arrivato Balma si è innamorato e ha voluto incominciare a migliorarsi anche attraverso delle sedute individual a Pianezza, vicino a casa. È stata davvero una fortuna incontrare finalmente un allenatore come Davide che ha ridato ad Alessio voglia e passione».

Alessio in azione da capitano del Lucento

Gianni, Gianmaria e Alessio: la stirpe De Vincenzi insediatasi a Lucento.