La Scuola calcio del Cit Turin incontra Benedetti e Moretti

Tra i tanti temi toccati spicca quello del rispetto

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Cit Turin, call con Benedetti e Moretti

Proseguono gli incontri e le iniziative organizzate dal Cit Turin LDE. Protagonisti dell’incontro sulla piattaforma Zoom di martedì 28 aprile sono stati i bambini della Scuola calcio di corso Ferrucci, ma anche quelli del Rapid Torino, società strettamente legata ai rossoverdi. I ragazzi hanno avuto la possibilità di fare le proprie domande a due ospiti d’eccezione, l’ex giocatore ed ora Dirigente del Torino, Emiliano Moretti e il Responsabile della Scuola calcio granata Silvano Benedetti.

Tanti i temi e gli aneddoti interessanti trattati dopo l’introduzione del presidentissimo Angelo Frau. Proprio a lui si è subito rivolto Benedetti dicendo ai presenti: «Volevo dire a quelli che ascoltano che avete un grande presidente, collaborare con lui è un onore». Disponibilissimo poi Moretti che ha scherzato con ragazzi ed adulti presenti.

Benedetti e Moretti hanno trasmesso a pieno anche il senso di rispetto che ci deve essere in uno spogliatoio, solleticati dalla domanda del tecnico Luca Fancellu: «A 19 anni giocavo nella Fiorentina – racconta Moretti – in una partitella mi trovavo sulla fascia contrapposto a Rui Costa. Lui cercando di dribblarmi si portò la palla fuori dal campo di qualche centimetro ed io istintivamente alzai la mano per segnalarlo. Non lo avessi mai fatto, dopo mi chiama negli spogliatoi e mi fa andare nello sgabuzzino e lì mi dice ‘ma cosa fai? sei appena arrivato e fai il fenomeno? stai nel tuo ed allenati come si deve’. Dopo per me Rui Costa è stato come un fratello maggiore, perché in quel momento un grande numero 10 come lui mi aveva regalato le sue attenzioni e mi aveva insegnato una cosa fondamentale».

Anche Silvano Benedetti ha chiaramente giocato con campioni di livello assoluto: «Quando ero in Primavera, giocare in prima squadra significava scendere in campo con gente del calibro di Eraldo Pecci e Renato Zaccarelli. In ritiro ero proprio in stanza con il capitano e ci portavano la colazione in camera. Quando arrivarono le due colazioni e Zac non si era ancora svegliato io non mi osavo prenderne una, per cui mi vestii e feci per andare di sotto a fare colazione. Zac si svegliò e mi disse ‘ma dove stai andando? fai colazione qui, non vedi che ce ne sono due?».

Questi racconti rappresentano due esempi del grande rispetto che c’era negli spogliatoi italiani. Un senso di rispetto che poi è parte fondamentale anche della filosofia del Cit Turin che da anni, oltre ad avere una buona Scuola calcio elitè con istruttori qualificati, è da sempre in prima linea per portare avanti certi valori dello sport.