Emanuele Groff del Caselette 2011: giocatore, allenatore e Dottore. In più le schede dei giocatori

Gli inizi ad Alpignano e l'ambiente giusto trovato in neroverde

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Il Casellette 2011 di Emanuele Groff
Il Casellette 2011 di Emanuele Groff

Un’altra personalità ricca di entusiasmo si aggiunge alla nostra rubrica sugli allenatori, questa volta si tratta di Emanuele Groff del Caselette 2011, un istruttore con una grande esperienza maturata non solo sul campo, ma anche all’università di SUISM di Torino in cui si è laureato, e che ancora scende in campo con la sua maglia da titolare.

 

Groff dà le indicazioni per giocare al massimo
Groff dà le indicazioni per giocare al massimo

Il calcio lo conquista da subito, infatti quando ha sei anni comincia a giocare: «all’Alpignano, la mia prima squadra. Nel corso del tempo poi ho girato varie società fino ad arrivare al Caselette, in cui tutt’ora gioco nella Prima Categoria, e che mi vede allenare i Pulcini 2011.

Nel Caselette – racconta Groff -, ho trovato l’ambiente giusto per lavorare senza perdere la propria identità, anche se la vittoria è fondamentale non la cerchiamo a tutti i costi. Quello che conta per noi è la crescita del giocatore».

L’importanza degli studi

Nonostante la sua grande passione per il calcio, Groff non ha trascurato gli studi, infatti è laureato in Scienze Motorie alla SUISM, e sta anche per terminare il ciclo della laurea magistrale: «Quando si è trattato di approfondire gli studi ho scelto di proseguire per Scienze delle attività fisiche adattate, che si occupa di offrire delle attività fisiche per le diverse disabilità. L’altro percorso (Scienze e tecniche avanzate dello sport, ndr.), non penso che andasse ad aggiungere altre competenze a quelle imparate nella triennale».

 

Quale sarà l’argomento della tesi magistrale? «L’idea è quella di mettere in risalto il parallelismo – risponde Groff -, fra l’allenamento di gruppo a cui eravamo abituati, e quello nuovo che l’emergenza Covid ci ha portato a fare. Se da una parte è molto più faticoso di prima, è anche vero che seguendoli individualmente puoi avere momenti di confronto importanti».

Giocatore-allenatore

E il doppio ruolo di giocatore-allenatore continua a dare soddisfazioni per Groff: «È bello vedere i miglioramenti sul campo, perché non dimentichiamo che lo sport può dare tutta quella crescita cognitiva, fisica ed emotiva indispensabili per il bambino. Non cerchiamo personalismi durante la partita, semmai vogliamo insegnare il gioco di squadra. Il divertimento non deve mai mancare. E l’ambiente che abbiamo creato al Casellette è quello per crescere, tutti insieme. Chi passa al Caselette è scontento di andarsene».

 

 

 

Ecco i ragazzi del Caselette 2011

Lorenzo Fichera: un portiere di grande intuito, che riesce ad acchiappare tantissimi tiri. Il talento di certo non gli manca, e lo ha già dimostrato a tutti, come nella partita contro il Toro in cui è stato protagonista di una parata impossibile.
Matteo Garbin: anche per lui vale lo stesso discorso di Fichera, il suo carattere calmo gli permette di cogliere l’attimo e fare delle uscite mozzafiato. Anche con la gestione della palla a terra se la cava molto bene.
Mattia Fantino: diversi provini per società prestigiose, è un difensore che si contendono tutti. La sua bravura consiste anche nel non perdere mai un contrasto, e sembra non perdere mai il fiato per tutta la partita. Una delle punte del diamante del Casellette.
Samuele Cela: un difensore che si prende la responsabilità di far ripartire l’azione dal basso, una dote che lo fa risaltare ancora di più, ma non si ferma qui. Infatti è sua la fascia da capitano, grazie alla sua grinta e tenacia. Uno dei pilastri della squadra.
Matteo Chiarulli: decisione nell’intervento, coraggio nell’affrontare ogni attacco, e grande senso della posizione; sono queste solo alcune delle qualità di Matteo, che nel corso del tempo è cresciuto tecnicamente in una maniera inimmaginabile. La fase difensiva non conosce segreti per lui, che la imposta molto bene.
Federico Toffanello: il regista del Casellette, sa quando fare ripartire l’azione per arrivare in porta o fare uno sfiancante possesso palla. Vede con buon intuito gli spazi lasciati aperti dagli avversari e raramente sbaglia un passaggio. Tecnicamente fortissimo.
Samuele Amprino: un mancino che non si fa problemi a utilizzare anche il destro, se la situazione lo richiede. Anche se è centrocampista, il suo ruolo è quello del Jolly della squadra. Infatti qualsiasi sia il suo ruolo, Groff sa di poter contare su di lui; questo grazie a un’ottima corsa, precisione e dinamicità.
Diego Capogreco: la sua velocità è qualcosa che lascia sempre parole, una velocità che lo rende un ottimo esterno destro. Grazie alla sua agilità riesce sempre a creare quell’utilissima superiorità numerica capace di fare la differenza. Anche i suoi allenamenti sono ai «duecento all’ora», come dice Groff.
Samuel Mistretta: tatticamente sa il fatto suo, infatti si muove sul campo con grande destrezza, e grazie alla sua resistenza si mangia il campo. Possiede un senso per la finalizzazione clamorosa, come i suoi gol di destro al volo.
Leonardo Bosco: tiro potente e allo stesso tempo preciso, con il quale crea bellissime angolazioni sul campo. È sempre a disposizione per i compagni, che sanno di trovare in lui una chiave per sbloccare la partita. Non perde mai le energie e cerca in tutti i modi di conquistare metri preziosi.
Valentino Maniaci: i suoi sono i movimenti tipici da vero attaccante, e la sua potenza fisica diventa fondamentale quando si tratta di superare la squadra avversaria. E non dimentichiamo il suo tiro, davvero senza paragoni. Molto bravo, un giocatore essenziale nella formazione del Casellette.
Nicolò Santovito: anche lui mancino come Samuele, ha un buon controllo palla tipico di chi ha passato giorni e giorni a imparare sul campo e in allenamento. Tecnicamente più che valido, non si tira mai indietro di fronte a un dribbling, anche grazie alla sua velocità.