Flippo Politi e i ragazzi del Borgaro 2011: «La responsabilità di insegnare»

Dal Venaria al Gabetto fino alla nuova avventura da istruttore in gialloblù

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La squadra del Borgaro 2011 di Filippo Politi
La squadra del Borgaro 2011 di Filippo Politi

Non basta un intervento al bacino per fermare la passione di Filippo Politi fatta di un fuoco interiore verso tutti gli aspetti del calcio, una passione che lo porta a essere l’istruttore del Borgaro 2011 raccontandoci la sua visione del calcio e i momenti di ritrovo in questo periodo di emergenza.

 

La storia di Filippo Politi comincia nella città della Reggia: «Ho iniziato a giocare nel Cromodora, dopo qualche anno sono passato al Venaria nel settore giovanile. L’ultima squadra in cui sono stato è il Gabetto, un’esperienza bellissima che mi ha portato a essere titolare della Prima Squadra fino alla Prima Categoria».

 

Borgaro 2011
Borgaro 2011

A trentadue anni un intervento al bacino lo costringe a interrompere la sua presenza al Gabetto, ma «non mi ha precluso nient’altro – racconta Politi -. Infatti la passione per il calcio c’è sempre, e se prima era un divertimento, essere adesso un istruttore del Borgaro porta con sé grandi responsabilità, come quella di insegnare sempre qualcosa di nuovo ai bambini. È questo che mi dà una spinta ogni giorno».

 

Filippo Politi e il Borgaro 2011
Filippo Politi e il Borgaro 2011

Cosa non può mancare mai nelle partite e negli allenamenti? «Il divertimento e la sicurezza – risponde Politi -, e il comportamento giusto da seguire. È importante che abbiano esempi positivi e siano educati, come ad esempio di evitare di urlare contro l’arbitro o gli allenatori avversari. Sull’aspetto tecnico, a me piace pensare che la crescita sportiva non si fermi mai, che l’allenamento e la partita non siano momenti separati, ma una cosa sola. Noi allenatori dobbiamo metterci in testa che le partite non si vincono con delle furbizie, ma con ciò che si insegna durante l’allenamento».

 

Roberto Mancini CT della nazionale d'Italiana
«Penso che Mancini non abbia paura di lanciare i giovani, il gioco c’è e la Nazionale è in buona forma, anche con risultati alla mano», Filippo Politi

E nel periodo degli allenamenti individuali la voglia di rivedersi e di scendere in campo non è mancata, come dice Politi: «Ho visto una felicità immensa negli occhi dei bambini, c’erano tante risate e quell’emozione indescrivibile di ritrovarsi in campo. Penso che la maggior parte di noi non abbia capito la gravità di quello che stanno subendo i nostri ragazzi».

 

“Distanti, ma non lontani”, Borgaro 2011

 Ecco le schede dei Pulcini del Borgaro 2011:

Fabio Pugno: non fa solo parate mozzafiato, ma anche nel tiro e nei rinvii non se la cava affatto male. Ha molti talenti che non sono passati inosservati, infatti anche la Juventus ha chiesto di lui. È il classico portiere moderno.
Christian Russo: ha cominciato lo scorso anno, e si è trovato bene fin da subito nell’ambiente del Borgaro. Ha una voglia incredibile di giocare a calcio, e non si tira mai indietro quando si tratta di uscire per anticipare gli avversari. Anche i comportamenti che tiene in campo danno una marcia in più per la squadra di Politi.
Giulio Cacucciolo: un difensore che non si arrende mai, ha quella voglia di superare i propri limiti e di non arrivare mai secondo che raramente si vede in giro. Sotto il profilo tecnico è migliorato tantissimo e il fisico lo aiuta nei contrasti.
Aimar Leonardo: la sua più grande dote è la velocità, con cui spiazza gli avversari. La sua è una resistenza fuori dal comune, e copre sempre i reparti con grande generosità. Si propone nel far ripartire l’azione e il suo è un cuore granata.
Pietro Depperu: il suo è quel tipico furore agonistico che non può mancare in chi ama il calcio. Di piede mancino, non disdegna di colpire anche di destro, e con una certa efficacia. È l’anima della squadra, i suoi compagni sanno di trovare in lui un’allegria contagiosa.
Christian Rossi: nel corso del tempo è cresciuto tantissimo, trovando quella consapevolezza di essere un elemento fondamentale nel Borgaro. Anche il tiro potente e preciso è una sua qualità, come la sua agilità con cui attraversa il campo.
Daniele Audia: i compagni sanno di poter fare affidamento su di lui in tutte le occasioni, e se riuscisse a portare in partita quello che fa in allenamento, ci sarebbero ancora più azioni spettacolari. Ha un’ottima visione di gioco e i numeri per diventare un grande calciatore.
Mattia D’Angelo: eccellenti doti di palleggio, e passo felpato che sembra di vedere Andrea Pirlo in campo. Ci sono ottime prospettive che diventi un centrocampista di altissimo livello, inoltre riesce a mantenere la calma in tutte le situazioni.
Matteo Barbero: la sua è una passione pazzesca, non salta mai un allenamento e dà più del cento per cento in ogni partita. Ha imparato il classico movimento degli attaccanti, e il fisico lo aiuta a superare le difese avversarie.
Jacopo La Carbona: è un mancino naturale, infatti col suo sinistro regala magie e dà grande spettacolo per tutti i tifosi. Ha il naturale istinto del goleador, e anche la sua tecnica è qualcosa fuori dagli schemi.
Nicolò Benedetto: un pilastro della squadra, non perde occasione di lanciarsi in avvincenti dribbling. Non per questo non gli piace il gioco di squadra, anzi, è sempre altruista e sa quando è il momento giusto di passare il pallone. Nessuna paura del contrasto e tiene a cuore ogni partita.
Daniele Boschetto: nonostante sia già bravo dimostra ancora dei margini di miglioramento. Ha l’istinto del gol, e vuole diventare un campione, infatti non perde mai la concentrazione sia nelle partite che negli allenamenti. E non dimentichiamoci della sua velocità, un’altra sua grande dote.
Marco Galantucci: anche lui, come il suo compagno Benedetto, non si lascia scappare l’occasione di fare dribbling, e come attaccante ha fatto dei bellissimi gol al volo. Alle ripartenze fulminee preferisce studiare la difesa avversaria per avanzare nel modo migliore.

 

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