I giocatori dell’Ardor San Francesco 2011 di Piero Lercara: «Noi istruttori siamo provocatori»

Una lunga carriera iniziata al Valdocco e proseguita nelle principali società torinesi

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L'Ardor San Francesco di Piero Lercara
L'Ardor San Francesco di Piero Lercara

Un curriculum ricchissimo frutto di un’esperienza decennale, con tantissime personalità che si sono avvicinate nel corso del tempo, per quella vocazione per il mondo del calcio che non accenna a svanire. L’istruttore che va ad aggiungersi alla nostra rubrica è un grande conoscitore non solo dei campi da calcio, ma anche delle società, ed è Piero Lercara, l’allenatore dei Pulcini 2011 dellArdor San Francesco.

 

«Sono cresciuto all’oratorio Don Bosco del Valdocco, l’ho frequentato dai sei anni fino ai ventisei – racconta Lercara -, è stato un luogo che non mi ha dato non solo tanto sport, ma che mi ha formato anche come uomo, perché questi sono posti che trasmettono valori educativi come la socialità, il saper ascoltare gli altri, e avere anche dei momenti di discussione, come nei cineforum. Era un posto in cui si rompeva la timidezza. Tutto quello che ho ricevuto in quegli anni, ho voluto restituirlo facendo l’istruttore nella Scuola Calcio. E qui all’Ardor ho trovato la società giusta, organizzata e con voglia di crescere e andare avanti».

 

Tantissime le società che lo hanno visto istruttore prima dell’arrivo all’ Ardor San Francesco che oggi allena, per citarne solo alcune il Valdocco, il Barcanova, il Vanchiglia, il Cit Turin, il Pozzomaina, il Barcanova Salus, il Lucento e il River Mosso. Società nelle quali si sono stretti rapporti di stima e amicizia, come con Gigi Serra del Pozzomaina «chiamato amichevolmente il ‘Sindaco’», aggiunge sorridendo Lercara, e con tutti i dirigenti e allenatori.

 

Anche se momenti di acceso confronto non sono mancati, spiega Lercara: «In alcune società mi è capitato di trovare un ambiente poco sereno, dove veniva messa al primo posto la vittoria e il tesseramento dei giocatori, e non la loro crescita.

Non solo, nel corso del tempo ho notato che sono venuti meno gli sponsor nelle società, le quali sono state costrette a ripiegare sull’iscrizioni, oltre a dare molto più peso ai risultati. Anche a livello federale, mi sembra che qui in Italia siamo sempre gli ultimi a portare nuove idee, quasi come volessimo aspettare di vedere quello che fanno gli altri. È un modo di fare che non condivido».

 

E in tutti questi anni non sono mancate grandi soddisfazioni per Lercara: «Quello che mi ha dato la verve per continuare è la crescita dei bambini capendo le loro esigenze, un istruttore deve essere bravo a entusiasmarli, che aiuti a pensare con la loro testa.

È importante che sia educato a stare in tutte le zone del campo, infatti una filosofia che porto durante una partita è quella di cambiare, si fa per dire, il proprio ruolo; perché siamo tutti attaccanti quando abbiamo la palla, e tutti difensori quando ce l’hanno gli altri. Noi istruttori siamo provocatori».

 

La squadra Ardor SF 2011 al completo

Ecco i giocatori dell’Ardor San Francesco:

Luca Bonicatto: un portiere che ha imparato tutto da solo, in maniera spontanea. Ha un ottimo tempismo e sa chiudere bene gli spazi, per non parlare delle sue buone reazioni sui tiri a sorpresa, e anche i suoi riflessi sono sopra la media.

Matteo De Rosa: molto bravo nei contrasti, a cui non si tira mai indietro. Nel corso delle partite ha acquisito quei gesti tecnici che sono diventati poi naturali. Capisce quando è il momento giusto di spazzare via il pallone, e la sua caratteristica principale è lo stop a inseguire.

Francesco Davico: simpaticissimo e generoso, sono queste alcune delle qualità per descrivere un giocatore che non si risparmia mai e che correrebbe anche dopo l’ultimo minuto. La sua zona è la fascia destra, e ha un tiro spettacolare quanto deciso.

Simone Camerlo: l’unico mancino puro della squadra di Lercara, ha una buona visione di gioco che gli consente di capire come avanzare nel campo. Prima di dare la palla cerca sempre di lanciare il compagno, una caratteristica fondamentale quando si tratta di ripartire.

Gabriele Pignatiello: fisicamente robusto, riesce a conquistare spazi che poi si rivelano ottimi per la partita. Ha già un’ottima coordinazione nei movimenti, e il suo è il classico ruolo da mediano, pronto a fare tutto per la squadra.

Valentino Chiatti: ha tecnica da vendere e lo dimostra in ogni occasione. Veroniche in mezzo al campo che lasciano a terra gli avversari, fantasia nel risolvere i problemi e gran voglia di vincere. Sa come addomesticare il pallone, facendo dei buoni stop.

Youssef Elyacoubi: Anche lui come Valentino, lo stop è il suo asso nella manica, anche in movimento per Youssef non c’è esitazione. Ottima la corsa quando ha la palla, e i suoi passaggi sono rapidi e precisi.

Leonardo Marzolla: è il giocatore dell’Ardor con il tiro più forte di tutti, che non risparmia né per la porta né per grandi assist ai suoi compagni. Riesce a stare in tante zone del campo senza fatica, dando il meglio di sé.

Tommaso Fassero: sono tante le caratteristiche che descrivono questo giocatore, come tiro potente, azioni irruente in mezzo al campo, grinta a non finire e un tiro potente e preciso. Una delle punte di diamante della formazione.