Raffaele Mazza e gli allenamenti con il grande Nenè, in più i giocatori del San Maurizio Canavese Pulcini 2011

Gli inizia al Collegno Paradiso e la D con il Giaveno

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Il San Maurizio Canavese 2011
Il San Maurizio Canavese 2011

Una carriera passata a girare grandi squadre, a sentire quel profumo di giocare ad alti livelli e un leggendario calciatore come Nenè a fargli da allenatore: tutto questo ha dato a Raffaele Mazza un’esperienza fuori dal comune che condivide ogni giorno con il suo San Maurizio Canavese 2011.

 

«Ho cominciato a giocare al Collegno Paradiso, e qualche tempo più tardi sono passato all’Ivest, un’altra squadra in cui mi sono trovato bene – racconta sorridendo Mazza -, poi sono stato tre anni alla Juventus, finito qui sono andato al Toro in cui sono rimasto fino alla Primavera. Ho giocato anche in Serie D con il Giaveno, e prima di concludere la mia carriera ho girato diverse società. Sono state tutte esperienze che ricordo con molto piacere, il mio allontanamento dai campi da calcio è stato causato da un brutto infortunio, ho fatto tante operazioni ma non sono servite, e naturalmente smettere di giocare così non è bello».

Gli anni alla Juve

Claudio Olinto de Carvalho, soprannominato Nené (Juventus, stagione 1963-64)

Mazza ricorda quei giorni passati alla Juventus e al Toro con un leggero distacco, e anche con molta allegria: «Le partite erano tutte toste, le preparavi in modo professionistico. Diventava il tuo lavoro, anche se per me era più un divertimento». E su quel periodo passato alla Juve con Nené conserva un ricordo piacevole: «L’inizio di tutti gli allenamenti con lui erano caratterizzati da venti minuti di palleggi, che a pensarci è snervante per il giocatore. Con il senno di poi, posso dire che aveva il suo perché, potrà sembrare una sciocchezza, ma il palleggio è fondamentale per il bambino, e insieme al passaggio costituiscono le basi fondamentali. Il calcio è semplice, bisogna migliorare senza inventarsi nulla».

 

 

Raffaele Mazza e il suo San Maurizio Canavese 2011

E cosa non può mancare mai durante la partita? «La concentrazione e la voglia di fare – risponde Mazza -, un istruttore deve cercare di metterli nella condizione di farli entrare pronti e decisi, qualunque allenatore dirà che basta fare due stupidaggini per prendere due gol. Se vinci ti diverti, e questo porta con sé le emozioni positive, c’è poco da fare. Ho iniziato qui al San Maurizio perché è stata l’ultima squadra in cui ho giocato, e ho ottimi rapporti con lo staff. Quello che voglio è trasmettere la mia esperienza ai bambini».

Terremoto Superlega

E le scosse della Superlega si sono riversate a tutti coloro che amano il calcio, e che si sono schierati compatti contro la sua entrata. Rarissimamente si è vista una condanna così pesante quanto unanime dal mondo dello sport, e Mazza spiega così il suo disappunto per questa competizione: «Le società sono in profonda crisi, e hanno tirato fuori questa soluzione per cui non sono assolutamente favorevole, perché si andrebbe a perdere tutto il fascino della Serie A e degli altri campionati. È stata fatta per risanare i bilanci dei club, ma tutti noi amiamo un calcio fatto di emozioni, e non solo di soldi».

«La Superlega è stata subito smentita in ventiquattr’ore, e mi è sembrata una speculazione dei grandi club per crescere in borsa – prosegue Mazza -,  anche la risposta dura della UEFA merita una sua considerazione, perché la federazione non ha capito lo scontento delle società che hanno aderito al progetto. Nonostante non approvi per nulla la Superlega, mi dispiace per la Juve, penso che abbia subito un duro colpo a livello di immagine».

 

Ecco le schede tecniche dei giocatori del San Maurizio Canavese 2011

Sabian Agavriloaei: nonostante sia già bravissimo tra i pali, ha ancora un ampio margine di miglioramento per diventare un portiere eccezionale. Fra tutte le sue parate, quella rimasta nel cuore di tutti i tifosi è quella fatta al torneo dello scorso anno disputato a Settimo.

Samuele Rombolà: molto agguerrito nei contrasti, con una grinta fuori dal comune grazie alla quale sfreccia nel campo. Le sue doti che risaltano di più sono le marcature e le scivolate mozzafiato con cui rompe la giocata offensiva degli avversari.

Filippo Cerutti: come per Rombolà, anche lui se la cava molto bene nella marcature; non ha paura di andare in contrasto con gli avversari, e questa sua determinazione fa di lui uno dei pilastri del San Maurizio. Ha una grande personalità, utilissima quando si tratta di spronare i compagni a risalire.

Cristian Braghini: un valido difensore di grande tecnica, che mette in mostra durante in ogni momento. La sua zona è la fascia destra, in cui i suoi interventi precisi in scivolata tolgono l’attimo all’avversario. Anche la sua velocità è una caratteristica di sopra le righe.

Gabriele Lombardo: un giocatore completo, deciso, che non si lascia scappare l’occasione di dare una sua svolta alla partita. Molto buoni i suoi colpi di testa a spazzare fastidiosi assist avversari, e anche il suo tiro non è da meno, potente e preciso.

Mattia Pizzo: un difensore che non può mai mancare in una squadra, infatti la sua bravura nel far ripartire la squadra dal basso è utilissima per infodere coraggio ai compagni. Grinta e buon destro per spazzare il pallone.

Emanuele Mazzone: il regista del San Maurizio, infatti può a tutti gli effetti aggiudicarsi il titolo di “assist man”. Tecnica sopra la media, e visione di gioco molto buona grazie alla quale disegna nuove ed efficaci traiettorie in campo.

Lorenzo Masi: arrivato dalla Sisport, si è subito ambientato bene in questa nuova squadra. Bravo nel palleggio, ha ancora grandi margini di miglioramento per diventare un campione. Gli piace il gioco di squadra, capacità essenziale per vincere le gare.

Andrea Origliasso: vero e proprio attaccante, anche lui, come per i suoi compagni, è molto avanti tecnicamente. Ha la velocità dalla sua, ed è ancora scolpito nella memoria il bellissimo gol contro il Lucento, un esplosivo tiro che si va a infrangere appena sotto la traversa, entusiasmando tutti i tifosi.

Federico Esposito: il più forte fisicamente, quando parte con il pallone e risale il campo in progressione, diventa difficilissimo fermarlo. Come per Origliasso, anche il suo tiro è molto forte. Uno dei pilastri della squadra di Mazza.

Simone Scorto: molto capace del dribbling, le sue manovre offensive sono sempre elettrizzanti. È un destro, e nella sua partita non manca nulla, come tiri, assist, scartare gli avversari. Fa tutto, e molto bene anche.