Alla scoperta del Lascaris allenato da Gianfranco Dolce

Tutti i ragazzi allenati dal 'Capitano'

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Lascaris 2010 di Gianfranco Dolce
Lascaris 2010 di Gianfranco Dolce

I Pulcini 2010 Il Lascaris di Gianfranco Dolce ha incominciato bene la propria stagione con ben tre vittorie su altrettanti match giocati prima dello stop forzato a causa dell’ultimo DPCM emanato dal governo. «Ci hanno bloccato nel nostro momento migliore, stavamo giocando bene. E’ successo esattamente come a marzo: eravamo in un periodo positivo ma poi c’è stato il lockdown. E’ un peccato» è il commento dell’istruttore.

Dolce allena nel Lascaris già da quattro anni, dei quali ne ha trascorsi due sulla panchina della squadra del 2011 prima di cedere il posto ad Antonio De Simone. Dalla scorsa stagione è infatti diventato l’istruttore di uno dei quattro gruppi dei Pulcini 2010. L’istruttore ha scelto di allenare «quasi per gioco, non pensavo di essere all’altezza ma poi mi sono appassionato nel giro di poco tempo e ho scoperto un nuovo mondo. Sono addirittura diventato un idolo della tifoseria: i genitori dei miei giocatori invocano spesso il mio nome durante le partite. Sono davvero contento di avere intrapreso questo percorso».

Prima di diventare un istruttore, Dolce è stato un calciatore ed è arrivato a giocare in Promozione con il San Mauro dopo aver fatto tutte le trafile nel settore giovanile del Barcanova. Di quest’ultimo club è stato capitano per 15 anni: proprio per questo motivo è conosciuto da tutti come il “Capitano”. In campo occupava la trequarti: «ero infatti il classico numero 10 di una volta» afferma l’istruttore. Per il suo soprannome e per la sua posizione in campo ricorda a tutti gli effetti Francesco Totti, storica bandiera della Roma.

Gianfranco Dolce ha trasmesso la sua grande passione per il calcio ai propri figli: Mattia gioca attualmente in prima squadra del Lascaris (con un passato nell’Ivrea e nel Torino) oltre ad allenare i 2014 mentre Alessandro è stato un giocatore della Juniores fino all’anno scorso prima di smettere per dedicarsi completamente allo studio. Il primogenito è all’interno del Lascaris da ben 18 anni (a parte le parentesi all’Ivrea e al Torino), motivo per cui è molto legato a questa società.

Il modulo adottato da Gianfranco Dolce è il 1-3-2. Tra i pali vengono alternati Adam Karsi e Christian Godel, ad entrambi dei quali viene richiesto di giocare con i piedi al punto che si ritrovano spesso all’altezza del centrocampo. Secondo l’istruttore, Karsi è un portiere che «non ha paura ad uscire, assomiglia nello stile molto ad Angelo Peruzzi. Spesso però eccede con i piedi» al contrario di Godel che tende invece ad essere più intimorito a giocare con gli arti inferiori. Quest’ultimo è però molto bravo tra i pali e si ispira a Salvatore Sirigu del Torino, squadra di cui è un tifoso sfegatato.
Arrivato quest’anno dalla Pro Collegno, il perno della difesa è Nicolas Curci, il giocatore più tecnico del Lascaris. E’ lo specialista delle punizioni grazie alle sue ottime qualità nei piedi, motivo per cui gioca spesso a centrocampo dove si alterna con Francesco Marando (che, di conseguenza, viene scalato in difesa). Quest’ultimo è un ottimo play che ha «una visione ed un tempo di gioco molto avanzata. Se fosse fisicamente più pronto, potrebbe benissimo giocare nella Juventus o nel Torino» afferma Dolce.
Daniel Spanò è un buon difensore moderno posizionato sulla fascia destra, possiede una discreta aggressività ed è molto bravo sia nella marcatura che nell’anticipo.
Samuele Cane occupa invece la corsia sinistra dove, grazie alla sua velocità, non smette mai di fare e avanti indietro nel corso della partita. E’ inoltre molto migliorato dalla scorsa stagione anche dal punto di vista tecnico: salta infatti molto più spesso l’uomo per poi andare al tiro.
Tommaso De Rosa ed Alessio Centrella sono invece i due attaccanti della squadra: il primo dei due possiede una buona velocità e un eccellente senso della posizione in attacco con cui trova i gol dal nulla, motivo per cui può essere paragonato a Filippo Inzaghi. Centrella è invece più tecnico ed è molto più fisicato rispetto al compagno di reparto: juventino, il suo modello di gioco è indubbiamente Cristiano Ronaldo.
Edoardo Usai è invece il valore aggiunto della squadra, gioca nel ruolo di play grazie alle sue eccellenti qualità tecniche che gli hanno già permesso di andare a segno in questa stagione.
Alessandro Andreis occupa lo stesso ruolo del compagno appena citato e possiede non solo un’ottima visione di gioco ma anche un buon tiro.
Edoardo Esposito è invece il classico guerriero, ha una straordinaria aggressività che lo fa essere paragonato tranquillamente ad Edgar Davids, ex calciatore della Juventus. Francesco Luongo, esterno di centrocampo, manca invece proprio di cattiveria agonistica, un aspetto su cui deve migliorare: in compenso ha un buon palleggio e una discreta visione di gioco.
L’esterno d’attacco, Luca De Vivo, dovrà invece lavorare molto sul contatto fisico ma ha comunque discrete doti offensive e una buona velocità da sfruttare sulla fascia. Questa caratteristica è posseduta pure da Christian Cannillo, un esterno in arrivo dal terzo gruppo del Lascaris, che è dotato pure di buon tiro.
Gianfranco Dolce potrà lavorare sulle carenze tecniche di ciascun suo giocatore durante gli allenamenti individuali che la propria squadra sta effettuando in attesa di riprendere quelli collettivi.