Cerca

La grande storia del Pulcino di Pasqua

Sfilata 1986 del Pulcino di Pasqua

Sfilata 1986 del Pulcino di Pasqua

Quante persone, tra atleti, istruttori, e dirigenti, sono transitate fino ad oggi nelle trentotto edizioni del Pulcino di Pasqua, fiore all’occhiello del calcio giovanile piemontese? Quante squadre hanno sostenuto gli incontri previsti nella manifestazione? Quanto pubblico è affluito in massa per assistere alle prestazioni sportive dei talenti in erba della Scuola calcio, sempre memori, anche a distanza di molti anni, di quelle magiche settimane nelle quali disputarono il torneo del Barcanova, società arrivata al suo secolo di esistenza? Impossibile narrare le vicende individuali di ogni singola partita disputata negli impianti rossoblù ed in quelli degli altri campi base, tuttavia si può ricostruire comunque un determinato percorso storico relativo alle origini del Pulcino. Mimmo Pampione, figlio di Angelo, il presidente del Barca dagli anni ‘60 agli ‘80 dello scorso secolo, si è espresso in questo modo: «Il Pulcino nacque come idea del club quasi quattro decenni fa, quando si decise di creare l’evento destinato alle giovani promesse del mondo del pallone, in seguito alla morte del calciatore Raffaele Ciliberti, mentre il logo originario fu designato dall’allora giovane artista Domenico Borrelli. La società aveva già creato, nel secondo dopoguerra mondiale, un torneo denominato Coppa Primavera, destinato ai loro “fratelli maggiori” con squadre nazionali ed internazionali; fu così deciso, approfittando del fatto che il nostro antico impianto, sito in Via Centallo, non riusciva a contenere la capienza di tutto il pubblico presente, nonostante i 7000 posti a disposizione, di disputare le finali delle due manifestazioni allo Stadio Comunale di Torino, l’attuale Olimpico. Ottenemmo subito la concessione del principale impianto calcistico della metropoli sabauda, e fu predisposto lo svolgimento dell’atto conclusivo del Pulcino prima dei loro colleghi con più esperienza». Marino Malimpensa, colonna portante nonché grande memoria storica del Barca, ha aggiunto: «Il bello del Pulcino è che la società, del quale mi sento orgoglioso di appartenere da oltre mezzo secolo, è partita dall’accordo di pochi club che hanno aderito alla nostra iniziativa, per poi allargarsi a dismisura lungo tutto il territorio del Piemonte. Riguardo alle finali giocate al Comunale, mi ricordo chiaramente della sfilata di tutti i gruppi che avevano partecipato all’edizione in corso con le loro insegne, come durante le olimpiadi, mentre ciascuna famiglia coinvolta contribuiva, a titolo puramente gratuito, a prestare il servizio necessario affinché il torneo avesse uno sviluppo lineare e con grande successo: una sintesi dello spirito e dei valori fondanti del Barca. La società, inoltre, forniva i biglietti gratis per i ragazzi delle elementari, poi anche delle medie, per un totale di 10000, quindi diventati 20000 per via delle molteplici adesioni nel corso del tempo. Questi sono ricordi indelebili Piergiorgio Trombini, altro fondamentale elemento del club torinese, ha dichiarato: «Il Pulcino ha continuato ad allargarsi, con i contributi delle altre provincie, che disputano le finali da noi, e di recente anche con squadre dalla Lombardia e la Liguria. Le finali al Comunale ci sono davvero rimaste nel cuore».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Terzo Tempo

Caratteri rimanenti: 400

Edicola DIgitale